L’incontro è ospitato da Cecilia Strada del Partito Democratico, Leoluca Orlando di Alleanza Verdi e Sinistra e Pasquale Tridico del Movimento 5 Stelle.
Centri per migranti, l’incontro a Bruxelles
Si è tenuto alle 9.45 di questa mattina, martedì 3 febbraio 2026, al Parlamento Europeo di Bruxelles l’evento “Wounds of Borders”, dedicato alla situazione dei centri per migranti in Italia e in Albania (in copertina il centro di Gjadër).
L’iniziativa si inserisce nel più ampio dibattito sulla legislazione europea in materia di rimpatri e sulla scelta dell’Italia di realizzare centri per migranti sul territorio albanese. Si tratta del monitoraggio di un anno dei CPR.
L’incontro è ospitato da Cecilia Strada del Partito Democratico, Leoluca Orlando di Alleanza Verdi e Sinistra e Pasquale Tridico del Movimento 5 Stelle.
I tre europarlamentari hanno promosso il confronto con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni europee le criticità legate alla gestione dei flussi migratori e al rispetto dei diritti fondamentali.
Strada (PD): “Gestire i flussi senza sacrificare i diritti”
Nel suo intervento, Cecilia Strada si è soffermata in particolare sui CPR, sottolineando come il tema migratorio richieda politiche strutturate ma rispettose delle persone coinvolte.
“Il fenomeno migratorio va gestito – ha dichiarato – ma non a scapito dei diritti umani. Nei CPR le persone vivono in condizioni sotto ogni standard di dignità umana”, ribadendo la necessità di un approccio europeo più attento alle tutele.
Strada rivendica la necessità in Italia di una legge che disciplini la privazione della libertà personale per le persone detenute nei centri.
L’intervista all’esponente del Pd dopo l’incontro:
Pedullà (M5s): “Italia punto di riferimento negativo”
Sul fallimento delle politiche europee in materia migratoria è intervenuto anche Gaetano Pedullà del Movimento 5 Stelle.
“Europa ha fallito sulle politiche migratorie e continua a fallire l’idea di difendere le frontiere che è il tema centrale della strategia di von der Leyen. Non risolve alcun problema e accomuna il fenomeno migratorio a quello dell’insicurezza dei nostri territori e delle nostre città. Questa strategia è fallimentare e lo vediamo con il caso Albania che sottrae risorse, agenti delle forze dell’ordine e centinaia di milioni per aumentare la sicurezza delle città senza dare alcuna soluzione effettiva ai problemi”, ha affermato.
L’intervento di Pedullà:
Orlando: “Un modello che mortifica le persone”
Dello stesso avviso Leoluca Orlando (Avs), che ha definito l’Italia un punto di riferimento negativo nel panorama europeo.
“Sono dieci anni di mortificazione dei diritti dei migranti, dieci anni di stragi nel Mediterraneo. Con l’operazione Frontex, con il respingimento dei migranti, con l’istituzione dei centri che sono carceri e con l’esternalizzazione della politica migratoria, l’Italia è diventata un punto di riferimento negativo che mortifica i diritti“, sostiene.
Le dichiarazioni di Orlando: