compromesso

Caso Delmastro: socia della “bisteccheria”, Elena Chiorino lascia la vicepresidenza di Regione Piemonte (ma resta nella Giunta Cirio)

"Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza in assoluta buona fede. Chiedo scusa ai cittadini"

Caso Delmastro: socia della “bisteccheria”, Elena Chiorino lascia la vicepresidenza di Regione Piemonte (ma resta nella Giunta Cirio)

La vicenda legata all’affaire Delmastro scuote il Piemonte. Nelle scorse ore, Elena Chiorino, esponente biellese di Fratelli d’Italia, ha deciso di dimettersi dalla carica di vicepresidente della Regione Piemonte, mantenendo però il suo ruolo di assessora con deleghe a Istruzione e Lavoro nella giunta guidata da Alberto Cirio.

Caso Delmastro: socia della “bisteccheria”, Elena Chiorino lascia la vicepresidenza di Regione Piemonte (ma resta nella Giunta Cirio)
Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia

La decisione arriva a seguito delle polemiche nate dal fatto che Chiorino fosse stata socia, poi uscita, della “Bisteccheria d’Italia”, ristorante romano intestato alla diciottenne Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione per essere prestanome del clan mafioso dei Senese. Una vicenda che l’ha collegata, suo malgrado, all’affaire Delmastro e che ha richiesto un gesto di responsabilità politica.

La vicepresidenza passa a Marrone

La carica di vicepresidente della Regione verrà affidata all’assessore Maurizio Marrone, sempre di FdI. Il presidente Cirio ha firmato gli atti in serata, dopo essersi confrontato con i partiti della sua coalizione e con i capigruppo di maggioranza.

La Regione sottolinea che la scelta di Chiorino di restituire la delega “è stata condivisa con il presidente” ed è una soluzione pensata per tutelare le istituzioni senza aprire un fronte di crisi nella maggioranza. Chiorino manterrà le deleghe operative sui dossier più delicati, tra cui le crisi aziendali di ex Ilva, Lear e Konecta, confermando il suo peso nel governo regionale. A tutti gli effetti, dunque, resta in Giunta Cirio.

Chiorino: “Chiedo scusa ai cittadini”

La stessa Chiorino ha commentato la decisione:

Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono, ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini. Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza”.

Caso Delmastro: socia della “bisteccheria”, Elena Chiorino lascia la vicepresidenza di Regione Piemonte (ma resta nella Giunta Cirio)
Elena Chiorino

Ha aggiunto inoltre:

“In riferimento alla richiesta di chiarimenti, ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all’aula del Consiglio regionale, perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere”.

Cirio: “Necessario dare un segnale”

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha lodato il gesto dell’assessora, precisando:

“Apprezzo il gesto di Elena Chiorino, perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanno sempre tutelate e messe in sicurezza. Sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza, su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia, anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti”.

Rimane in Giunta ma perde peso politico

La soluzione scelta da Cirio è stata definita salomonica: Chiorino resta assessora, ma perde il ruolo di vicepresidente. In questo modo si salvano le apparenze dopo la purga meloniana a Roma, senza aprire un nuovo fronte di crisi interna nella Regione.

La sua permanenza permette inoltre di evitare una riorganizzazione complessa della giunta, che avrebbe avuto conseguenze sulla presenza di Claudio Sacchetto, consigliere e compagno di partito, e sulla distribuzione dei posti per Fratelli d’Italia.

Un precedente e la gestione politica

All’epoca dell’affaire Delmastro, ancora sostenuto da Meloni, Cirio aveva definito la condotta di Chiorino “poco accorta, ma non collusa”. Il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Carlo Riva Vercelloti, aveva minimizzato parlando di “gogna mediatica”.

Un’uscita completa dalla giunta sarebbe stata complicata: la necessità di mantenere la stabilità della maggioranza e la continuità dei lavori ha imposto un compromesso.