Calenda: "Conte è un populista di Destra, dovrebbe stare con Salvini, sono la stessa cosa"
Azione propone asse con FI, +Europa e riformisti Pd, ma Schlein dice no ai "campi larghi". M5S ribadisce distanza dalla Lega e chiama la piazza no armi del 5 aprile (i dem ci saranno?)

Carlo Calenda non usa mezzi termini. Per il leader di Azione, Giuseppe Conte e Matteo Salvini sono due facce della stessa medaglia. Nel suo intervento al congresso di Azione di scena a Roma tra sabato 29 e domenica 30 marzo, Calenda ha inoltre proposto un asse con i da lui soprannominati "volenterosi" Forza Italia, +Europa e riformisti del Pd trovando al momento il "no" di Schlein. Il Movimento 5 Stelle intanto si prepara alla manifestazione del 5 aprile prossimo.
L'attacco a Conte e l'Asse dei "volenterosi"
"Conte è un populista di destra, dovrebbe stare con Salvini, sono la stessa cosa".
Queste le parole di Carlo Calenda nel corso del suo intervento al congresso di Azione, che ha chiuso la due giorni di incontri a Roma. Un'affermazione che sottolinea ancora una volta il suo rifiuto del "bipopulismo" che, a suo dire, tiene in ostaggio la politica italiana. Già in passato, Calenda aveva attaccato entrambi i leader con dichiarazioni simili, definendo il loro operato "un mix di promesse irrealizzabili e propaganda dannosa per il Paese".
La #Schlein vuole l’Europa ma non le armi. La #Meloni vuole le armi ma non l’Europa. #Conte e #Salvini fanno a gara per lucrare sulla paura.
Poi c’è un gruppo di “volenterosi” che capiscono il momento storico e non vogliono che l’Italia rimanga ai margini del mondo. Sostengono… pic.twitter.com/ksm71TmBwi— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 30, 2025
Al contempo, Calenda ha rilanciato la proposta di un'alleanza tra forze centriste ed europeiste, guardando a Forza Italia, +Europa e alla parte riformista del Partito Democratico.
"Il mio appello è rivolto a tutti coloro che capiscono il momento storico e vogliono un'Europa più forte, vogliono difendere l'Ucraina e sostengono il riarmo europeo", ha spiegato.

Tuttavia, nel Pd la proposta non sembra aver fin qui riscosso grande entusiasmo.
"Continuiamo a batterci per un Pd plurale e per costruire l’alternativa. Il contrario di chi ci vorrebbe divisi", ha risposto Alessandro Alfieri, esponente della minoranza dem.
Elly Schlein, segretaria del Pd, ha finora evitato di prendere una posizione netta sulla possibilità di costruire un nuovo asse con i centristi. Tuttavia, alcune recenti dichiarazioni di esponenti a lei vicini lasciano intendere che il dibattito interno al partito sia ancora aperto, con una parte della dirigenza che spinge per mantenere un profilo più dialogante con il centro riformista.

Mentre il dibattito sulle alleanze nazionali resta aperto, potrebbero essere Azione e Fratelli d’Italia ad avvicinarsi in vista delle elezioni regionali nelle Marche. Giovanni Donzelli di FdI ha aperto a un possibile dialogo.
"Con Calenda su alcune cose siamo d’accordo, su altre no. Ma solo chi non è forte nelle proprie idee teme il confronto".
Un modello che potrebbe replicarsi in altre regioni chiave, come la Campania. Nel frattempo, Carlo Calenda continua a rivendicare per Azione il ruolo di "centro politico" in grado di dialogare con entrambe le parti, senza però schierarsi in modo definitivo.
"Io sono pagato non per fare gli interessi di una fazione ma per fare gli interessi degli italiani", ha ribadito, rivendicando il diritto di votare misure anche proposte dal governo Meloni, come il ritorno al nucleare, se ritenute valide.
Il M5S e la piazza pacifista del 5 aprile
Intanto Giuseppe Conte ha annunciato una manifestazione contro il riarmo dell’Europa, prevista per sabato 5 aprile 2o25, con lo slogan "Fermiamoli". L'evento vedrà la partecipazione di esponenti del Movimento 5 Stelle, associazioni pacifiste e rappresentanti della società civile, e ha già suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico. Mentre la sinistra radicale guarda con interesse all'iniziativa, il centrodestra e Azione la criticano duramente, accusando Conte di fare il gioco del Cremlino.
"Si tratta di un messaggio pericoloso che indebolisce l'Europa di fronte all'aggressione russa", ha dichiarato Carlo Calenda.

La domanda che circola ora tra gli osservatori politici è: il Pd parteciperà? Schlein, per ora, non si è sbilanciata, ma all’interno del partito si registra un certo imbarazzo.
"Rischiamo di trovarci di fianco a comitati No Nato e proxy della propaganda russa", ha avvertito Pina Picierno, esponente del Pd.
La sensazione è che la decisione possa avvenire soltanto poco prima dell'appuntamento di sabato e con una probabile assenza di Elly Schlein a Roma ma eventualmente con qualche rappresentante del partito.