A ROMA

Boccia e De Crescenzo in piazza il 5 aprile con Conte contro il riarmo, Pd invece sempre più lontano

La tiktoker di Roccaraso e l'ex amante dell'ex ministro hanno dato la loro adesione. Avs aveva comunicato fin da subito che ci sarà. Invece martedì a Strasburgo dai dem è infatti arrivato un "sì" compatto al lavoro complessivo dell’Ue riguardo politica estera e difesa

Boccia e De Crescenzo in piazza il 5 aprile con Conte contro il riarmo, Pd invece sempre più lontano
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Tutti sul carro di Giuseppe Conte? Forse non andrà proprio così, ma la manifestazione lanciata per sabato 5 aprile 2025 a Roma (ritrovo alle 13 in Piazza Vittorio Emanuele II e corteo fino ai Fori Imperiali) dal leader del Movimento 5 Stelle per protestare contro il "riarmo" proposta dalla Commissione Europea inizia a raccogliere adesioni importanti e non solo folkloristiche come quella della tiktoker napoletana Rita De Crescenzo.

E se proprio la partecipazione di quest'ultima è stata avallata "culturalmente" dall'ex presidente dell'Inps Pasquale Tridico, decisamente più "rumore" in queste ore stanno facendo le adesioni del governatore della Campania Vincenzo De Luca e di Maria Rosaria Boccia, ex collaboratrice dell'ex Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

L'adunata dei 5S, sale l'attesa, a che punto siamo

Cresce dunque l'attesa, mediatica e anche politica per la giornata di sabato promossa dall'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il leader del M5S Giuseppe Conte
Il leader del M5S Giuseppe Conte

Perché se ad esempio Alternativa Verdi e Sinistra (Avs) aveva comunicato fin da subito la propria adesione, i fari erano puntati su cosa avrebbe fatto (e farà) il Partito democratico.

L'apertura del vulcanico governatore della Campania rimescolerà ora le carte, creando di fatto un altro dibattito (se non un vero e proprio scontro) tra i dem.

Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5S
Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5S

Di sicuro, un'acquisizione di credito importante dopo le defezioni di Alessandro Di Battista (che ha declinato con un secco anche se cortese "No, grazie") e dell'ex sindaco di Roma Virginia Raggi che prima aveva annunciato la sua presenza e poi annullato l'adesione giustificando la sua marcia indietro con "sopraggiunti impegni familiari".

Virginia Raggi, ex sindaco M5S di Roma

Le adesioni mediatiche e un po' folkloristiche: da Boccia (Maria Rosaria) alla tiktoker di Roccaraso

Nelle ultime ore ha poi annunciato la sua partecipazione anche Maria Rosaria Boccia, la consulente di comunicazione e organizzazione di eventi protagonista del "Sangiuliano gate" culminato con le dimissioni dal Ministero della Cultura da parte dell'ex direttore di Rai 2.

Maria Rosaria Boccia e Rita De Crescenzo
Maria Rosaria Boccia e Rita De Crescenzo

E, come detto, nel frattempo un intervento dell'ex presidente dell'Inps (l'Istituto nazionale della previdenza sociale) e ora europarlamentare in quota M5S, Pasquale Tridico ha invece "sdoganato" la partecipazione all'adunata di sabato di Rita De Crescenzo, la tik toker napoletana ormai famosa per l'organizzazione delle gite di massa dalla Campania a Roccaraso sulle montagne dell'Abruzzo.

Un video ormai virale dove l'aspirante influencer invitava la gente a partecipare:

"Ci sarò io a Roma a fare una grande manifestazione. Io davanti allo striscione e voi tutti dietro a me. Ci saranno un sacco di sportivi, i più famosi d’Italia, e ci sarà pure il sindaco. Chi vuole partire da Napoli, alla stazione stanno organizzando il treno e pure i pullman. Tutto gratis, non si caccia una lira. L’importante è che venite tutti quanti a fare questa bellissima manifestazione".

E mentre appunto già si sprecavano ironie e risolini (tra l'altro De Crescenzo e Bozza hanno lanciato anche un podcast dedicato alla politica), Tridico ha appunto "ammonito" chi ha bocciato l'adesione della De Crescenzo:

Pasquale Tridico europarlamentare del M5S
Pasquale Tridico europarlamentare del M5S

"De Crescenzo? No a classismo, non facciamo condizionare dall'ironia e neppure bisogna avere la puzza sotto il naso: la piazza è del popolo".

La mossa di De Luca: sostegno a Conte, anche se non sarà in piazza

Tornando alla politica e ai suoi protagonisti, la mossa di Vincenzo De Luca lascerà sicuramente il segno.

Sia perché in passato i rapporti con Conte sono stati più volte burrascosi, sia per le ricadute nelle dinamiche interne del Partito democratico.

Perché nelle scorse ore l'adesione del governatore della Campania è arrivata attraverso un sostegno convinto alla manifestazione anche se però in realtà il vulcanico e voce ribelle del Pd non sarà in piazza a Roma, ma a Verona per Vinitaly:

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

"Non vedo le bandiere o le sigle, a me interessa ci sia quanta più gente per la pace. Sostengo assolutamente la manifestazione, va benissimo, solo le armi non servono a nulla".

Anche se in fondo un piccolo spiraglio alla presenza di persona De Luca l'ha lasciato aperto, in ogni caso sparigliando ancor di più le carte vista la freddezza del Pd di fronte all'iniziativa di Conte:

"Credo saremo impegnati al Vinitaly a Verona. Ma a me interessa che ci sia quanta più gente possibile a combattere per la pace. Noi stiamo combattendo da 3 anni per far crescere questa sensibilità, e menomale che sta crescendo la spinta per la pace”.

E ancora:

"Un grande Paese deve essere in grado di difendersi, ma ci si può difendere in tanti modi, e in ogni caso è irrinunciabile un’iniziativa diplomatica. Solo le armi non servono a nulla, servono solo a bruciare miliardi di euro sottratti ad altre cose più utili. Da questo punto di vista, ribadisco che l’unico grande leader politico è stato quel vecchio vestito di bianco che vive nella città del Vaticano, che sta ripetendo tenacemente da anni che l’unica linea perseguibile è quella della pace e del confronto diplomatico”.

La sinistra in tilt sulle manifestazioni di piazza

Vale la pena sottolineare che il Centrosinistra e il Movimento 5 Stelle erano andati in tilt a metà marzo quando Michele Serra e Repubblica avevano lanciato una manifestazione di piazza a Roma.

La proposta aveva subito raccolto l'adesione di Italia Viva, Azione, Più Europa e dei riformisti del Pd.

Elly Schlein, segretario nazionale del Pd alla manifestazione del 15 marzo a Roma

E alla fine anche il segretario nazionale Elly Schlein aveva partecipato, commentando:

"Che mobilitazione straordinaria. Una piazza che tiene insieme chi crede nell'Europa federale, e noi siamo qui per costruirla, contro ogni nazionalismo e contro ogni veto. Una piazza che è anche una risposta: nella società italiana è ancora fortissima la spinta verso un'Europa più unita".

Mentre Conte non aveva invece nascosto il suo disappunto:

"Non confondiamo le piazze, io ho da tempo proposta la nostra per il 5 aprile".

Cosa fa il Pd (dopo la mossa di De Luca), Conte ci spera

Fatto sta che specie dopo la mossa di De Luca ora Conte ci spera, anche davvero a quel punto i dem rischierebbero un altro corto circuito diplomatico e di posizioni sul fronte del Riarmo o difesa comune europea che dir si voglia:

"Confido che il Pd sabato sia in piazza con noi. La manifestazione di sabato è aperta a tutte le forze, politiche, le associazioni, i singoli cittadini. Quindi confido assolutamente che ci sia anche il Pd, che ci siano tutte le forze che ritengono questo piano di riarmo una prospettiva completamente folle, che farà malissimo all'Italia ma distruggerà anche l'unità e l'integrazione dell'Europa".

Il nodo del voto in Europa, i tormenti dei dem

Speranza lecita del leader del M5S, ma dopo il voto delle scorse in Europa le possibilità che il Pd possa scendere in piazza a Roma si fanno "bassine" eccezion fatta appunto per lo sparigliamento di carte di Vincenzo De Luca e le posizioni al Parlamento Europeo di Cecilia Strada e Marco Tarquinio che hanno votato ancora contro le proposte della Commissione sulla difesa.

Martedì a Strasburgo dai dem è infatti arrivato un "sì" al lavoro complessivo dell’Ue riguardo politica estera e difesa.

Come ben si ricorderà tre settimane fa il partito si era invece spaccato con 11 eurodeputati astenuti (linea indicata dalla segretaria Schlein) e altri 10 che avevano votato a favore.

Il compromesso era poi stato trovato a Roma: alla Camera durante le comunicazioni della premier Meloni in vista del Consiglio europeo il Pd aveva ribadito il sostegno a una difesa comune europea, chiedendo però una revisione importante del piano di riarmo proposto dalla Commissione.

Questa settimana, ancora a Strasburgo, gran parte del gruppo dem in Europa si è assestato su analoga posizione nel voto sulla relazione annuale sulla politica di sicurezza e di difesa votando "sì" alla relazione nel suo complesso.

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