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Blocco navale ed espulsioni più veloci: cosa c’è nel ddl Migranti

Meloni: "Siamo determinati a garantire la sicurezza dei confini e dei cittadini, e vogliamo fare ancora meglio. Ci appelliamo al Parlamento per un’approvazione rapida"

Blocco navale ed espulsioni più veloci: cosa c’è nel ddl Migranti

Mercoledì 11 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo ddl migranti, un disegno di legge che attua il Patto Europeo su Migrazione e Asilo. Questo provvedimento introduce misure più rigorose per gestire l’immigrazione in Italia, migliorare la sicurezza dei confini e accelerare le espulsioni di chi commette reati.

Fra le principali novità c’è la possibilità di fare un blocco navale, cioè impedire l’ingresso delle imbarcazioni di migranti in situazioni di emergenza. Inoltre, si potranno espellere più facilmente gli stranieri che violano la legge, aggiungendo nuovi reati alla lista per cui è prevista l’espulsione.

Meloni: “Passo significativo”

La premier Giorgia Meloni ha commentato l’approvazione del pacchetto sulle migrazioni definendolo un passo importante per rafforzare la lotta contro l’immigrazione illegale e i trafficanti di esseri umani. Ha sottolineato che, grazie agli sforzi del governo, i numeri parlano chiaro: c’è stato un 60% in meno di sbarchi e un aumento del 55% dei rimpatri.

“Siamo determinati a fare ancora meglio e vogliamo farlo”, ha dichiarato Meloni, ricordando che questo pacchetto si inserisce in un percorso che il governo aveva promesso ai cittadini, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento della sicurezza nazionale.

Un punto centrale delle sue parole è stato l’introduzione di misure per fermare le imbarcazioni di migranti in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, come nel caso di rischio terroristico o di pressione migratoria eccezionale. La Presidente del Consiglio ha spiegato che questa norma è compatibile con le nuove regole europee, alle quali l’Italia ha contribuito, e ha ribadito che l’obiettivo del governo è “garantire la sicurezza dei confini e dei cittadini”:

“Niente è davvero impossibile per chi è determinato a fare qualcosa”.

Meloni ha lanciato un appello al Parlamento affinché approvi rapidamente le nuove misure:

“Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente le norme del pacchetto immigrazione. Vediamo quante delle forze politiche che vengono in TV a dire che il Governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza”, ha dichiarato, chiedendo che nessun ostacolo ideologico rallenti l’iter.

Le misure chiave

Blocco Navale e interdizione delle Acque Territoriali

Una delle misure più rilevanti riguarda la possibilità di attuare un vero e proprio blocco navale. In caso di minacce gravi come il terrorismo, infiltrazioni terroristiche o un afflusso migratorio che minaccia la gestione sicura dei confini, l’Italia può interdire l’ingresso nelle sue acque territoriali. Questo provvedimento può durare fino a sei mesi, ma è soggetto a una revoca temporanea, se la situazione migliora.

Meloni ha ribadito che questa misura è compatibile con le nuove regole europee e non costituisce una violazione delle leggi comunitarie, essendo stata parte della negoziazione tra gli Stati membri dell’UE. In caso di violazione, sono previste sanzioni amministrative che variano da 10.000 a 50.000 euro, con la possibilità di confisca delle imbarcazioni in caso di recidiva.

Espulsioni più veloci e ampliamento dei casi 

Un altro aspetto centrale del provvedimento è l’accelerazione delle procedure di espulsione degli stranieri che compiono reati. Fino ad oggi, l’espulsione era legata a casi specifici, ma con il nuovo pacchetto, si amplia il numero di crimini per i quali può essere disposta l’espulsione, come ad esempio violenza a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e altri crimini contro l’ordine pubblico.

Inoltre, la nuova legge prevede che i giudici possano decidere rapidamente sull’espulsione di chi è già detenuto, con l’obbligo di eseguire la decisione senza indugi. L’opposizione a questa decisione non sospende l’esecuzione, accelerando ulteriormente i rimpatri.

Nuove condizioni per la protezione complementare

Il provvedimento ha stabilito anche nuove condizioni per ottenere la protezione complementare, che viene concessa a chi ha vissuto in Italia per almeno cinque anni, ha una conoscenza certificata della lingua italiana e una disponibilità finanziaria sufficiente. Inoltre, la protezione non viene concessa a chi costituisce una minaccia per l’ordine pubblico.

Monitoraggio delle frontiere 

Il governo ha deciso di rafforzare il sistema dei controlli alle frontiere esterne, mantenendo il modello organizzativo degli hotspot. Ciò significa che i cittadini stranieri che arrivano in Italia verranno sottoposti a controlli approfonditi prima di poter entrare nel territorio nazionale. Questi controlli si svolgeranno in “luoghi idonei”, zone designate per effettuare le procedure accelerate.

Inoltre, è prevista una limitazione nell’uso dei cellulari all’interno dei centri di permanenza per il rimpatrio, per evitare che i trattenuti possano comunicare liberamente durante il loro soggiorno. Vietate anche le riprese audio e video senza l’autorizzazione delle autorità competenti, per tutelare la privacy delle persone trattenute e la sicurezza delle strutture.

Il Regolamento sulla crisi e la forza maggiore

Un altro punto innovativo del ddl è il Regolamento Crisi e Forza Maggiore, che permette di derogare temporaneamente dalle normative europee in situazioni di crisi straordinarie, come guerre, epidemie o altre emergenze che potrebbero influire sull’intera Unione Europea. L’Italia ha già predisposto un sistema di monitoraggio per identificare quando è necessario chiedere una deroga alla Commissione Europea.

Misure di protezione per i diritti fondamentali

L’articolo 1 del ddl stabilisce che i diritti fondamentali degli stranieri trattenuti siano tutelati, con un focus sulla dignità umana. Le disposizioni prevedono un’informazione chiara sui diritti dei trattenuti, il monitoraggio delle condizioni di salute e l’accesso a cure adeguate, nonché la tutela della privacy durante il trattenimento.

Il trasferimento in Paesi terzi

L’articolo 2 introduce la possibilità di trasferire migranti a bordo di imbarcazioni sotto interdizione in Paesi terzi con cui l’Italia ha stipulato accordi.

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Questi Paesi devono garantire assistenza e accoglienza ai migranti, mentre le organizzazioni internazionali si occuperanno dei rimpatri nei rispettivi Stati di origine.

Obiettivi a lungo raggio

Meloni ha sottolineato che il provvedimento fa parte di una strategia più ampia per garantire la sicurezza dei confini e dei cittadini italiani, in linea con gli impegni presi durante la campagna elettorale.