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Approvato il Decreto Milleproroghe 2026: scudo penale ai medici, stop agli aumenti delle multe

Con 98 voti favorevoli e 54 contrari, il decreto è passato anche al Senato, completando l'iter parlamentare

Approvato il Decreto Milleproroghe 2026: scudo penale ai medici, stop agli aumenti delle multe

Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente il decreto Milleproroghe 2026, con 98 voti favorevoli e 54 contrari. Il testo, che aveva già ricevuto il via libera della Camera dei deputati, contiene una serie di misure destinate a prorogare vari provvedimenti e a introdurre nuove disposizioni su temi cruciali come salute, lavoro, istruzione e sostegno alle imprese.

Alcune richieste avanzate dai partiti non sono state accolte, come la proroga del credito d’imposta per le imprese editrici e l’Opzione donna per le pensioni.

Lo scudo penale per i medici

Una delle misure più significative del decreto riguarda il rinnovo dello scudo penale per i medici, che viene esteso fino alla fine del 2026. Questo provvedimento prevede che i professionisti della salute non siano penalmente perseguiti per omicidio colposo o lesioni personali colpose, a meno che non vi sia colpa grave.

Il contesto di applicazione riguarda situazioni di grave carenza di personale sanitario, un problema acuito dalla pandemia e dalla difficoltà di reperire professionisti nelle strutture pubbliche. Questo scudo penale aveva suscitato molte discussioni in passato, ma con l’approvazione del decreto, il governo ha deciso di mantenerlo in vigore per garantire maggiore protezione ai medici che operano in condizioni di pressione estrema.

In servizio fino a 72 anni

Il decreto Milleproroghe estende anche la possibilità di permanenza in servizio per i medici e dirigenti sanitari fino a 72 anni, con esclusione dei professori universitari.

Si tratta di una misura che consente alle ASL di continuare a reclutare medici in pensione, con l’obiettivo di colmare le carenze di personale che ancora affliggono il settore sanitario pubblico. Questa misura, tuttavia, è volontaria, e non obbliga i medici a continuare a lavorare oltre l’età pensionabile, ma offre un’opportunità per affrontare la carenza di personale.

Multe stradali: stop agli aumenti

Un’altra novità importante introdotta dal Milleproroghe riguarda la sospensione dell’aggiornamento biennale delle multe stradali.

Approvato il Decreto Milleproroghe 2026: scudo penale ai medici, stop agli aumenti delle multe
Multe

Fino alla fine del 2026, quindi, gli importi delle multe non subiranno alcun aumento, nonostante l’inflazione. Questo intervento si inserisce nelle misure già adottate dal governo in passato per evitare l’incremento automatico delle sanzioni legato all’adeguamento alla crescita dei prezzi. L’obiettivo è evitare che gli utenti della strada si trovino a dover affrontare aumenti eccessivi proprio in un periodo di incertezze economiche.

Bonus per le assunzioni

Il decreto prevede anche una proroga dei bonus per le assunzioni, con un focus specifico su giovani e donne. Il bonus per i giovani under 35 e per le assunzioni nelle Zes (zone economiche speciali) sarà prorogato fino al 30 aprile 2026.

L’agevolazione, che potrà arrivare fino al 70%, sarà estesa in caso di incremento occupazionale netto. Per le donne, il bonus per l’assunzione è stato prorogato fino al 31 dicembre 2026, a conferma dell’impegno del governo nel promuovere la parità di genere nel mercato del lavoro. Inoltre, il decreto consente all’Agenzia delle Entrate di avere tempo fino al 31 dicembre 2028 per utilizzare le risorse destinate all’assunzione di 32 dirigenti.

Istruzione e Pubblica Amministrazione

Sul fronte dell’istruzione, il decreto Milleproroghe estende fino all’anno scolastico 2026/2027 la mobilità straordinaria per i dirigenti scolastici, un provvedimento che consente un maggiore adattamento alle necessità organizzative delle scuole.

Per quanto riguarda l’anagrafica, il decreto stabilisce che il termine per iscrivere nei registri anagrafici i figli minorenni di cittadini italiani nati all’estero sarà spostato al 31 maggio 2029. Inoltre, viene estesa fino al 31 dicembre 2027 la moratoria sull’utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale in luoghi pubblici o aperti al pubblico, una misura che continua a suscitare dibattito sui temi della privacy e dei diritti civili.

Assistenza ai cittadini ucraini

Nel contesto della crisi internazionale, il decreto prevede 54 milioni di euro destinati a misure assistenziali per i cittadini ucraini accolti in Italia.

Questa somma verrà distribuita su due anni, per sostenere le persone in difficoltà a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Si tratta di una continuazione degli sforzi per garantire un’accoglienza adeguata a chi fugge dal conflitto.

Supporto alle piccole e medie imprese

Il decreto Milleproroghe prevede anche la proroga del fondo per le piccole e medie imprese fino al 31 dicembre 2026, una misura che garantirà ulteriore sostegno alle realtà aziendali più vulnerabili, che stanno ancora affrontando le difficoltà economiche derivanti dalla pandemia e dalla crisi economica globale.

Inoltre, il testo rinvia al 31 dicembre 2027 l’obbligo di stipulare polizze assicurative per chi assume incarichi che comportano la gestione di risorse pubbliche, dando così alle istituzioni e agli enti più tempo per adeguarsi alle nuove normative.

Altre misure

Nel settore edilizio, il decreto stabilisce che i termini per l’inizio e la conclusione dei lavori privati con permesso di costruire rilasciato fino al 31 dicembre 2025 passano da 36 mesi a 48 mesi. Questo allunga i tempi a disposizione per i lavori di costruzione, offrendo maggiore flessibilità alle imprese del settore. Inoltre, è stato confermato per il 2026 il diritto alla mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa.

Un’altra novità riguarda l’emittente delle sedute parlamentari: il governo ha previsto 4 milioni di euro per garantire la trasmissione delle sedute parlamentari nel 2026, cifra che però è stata dimezzata rispetto agli 8 milioni inizialmente richiesti.

Inoltre, il decreto prevede anche un finanziamento di 2 milioni di euro per le radio private italiane per la digitalizzazione dei loro archivi multimediali.

Le misure bocciate

Non tutte le richieste sono state accolte. Ad esempio, è stato bocciato l’ordine del giorno del Partito Democratico per prorogare al 2028 il credito d’imposta per le imprese editrici di giornali.

Così come non è stato accolto l’emendamento del Movimento 5 Stelle per rinnovare l’Opzione donna, una misura pensata per agevolare l’uscita anticipata dalle pensioni per le donne. Anche la proposta della Lega di riaprire la rottamazione quater delle cartelle esattoriali è stata respinta.