Il Governo ha varato il pacchetto sicurezza contenuto nel noto d.l. Sicurezza.
Una parte del decreto è dedicata alla organizzazione del Ministero dell’Interno e alla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Pacchetto sicurezza: le proposte di Meritocrazia Italia
Per quanto riguarda il reclutamento del personale del Ministero dell’Interno e, più in generale, della pubblica amministrazione, Meritocrazia Italia riconosce la necessità di rafforzare in tempi rapidi gli organici per garantire l’efficace svolgimento delle funzioni istituzionali, in particolare nei settori maggiormente esposti alla pressione dei flussi migratori e alle esigenze di sicurezza. Tuttavia, l’utilizzo prevalente di assunzioni straordinarie e di strumenti temporanei rischia di non incidere sulle criticità strutturali che da anni caratterizzano l’organizzazione amministrativa. Per questo motivo, accanto alle misure di urgenza, sarebbe opportuno introdurre una programmazione strutturale del fabbisogno di personale, fondata su una valutazione realistica dei carichi di lavoro e delle competenze necessarie.
In tale prospettiva, Meritocrazia propone l’introduzione di una clausola di revisione periodica che imponga al Governo di verificare annualmente l’effettiva distribuzione delle risorse umane sul territorio. Una simile verifica consentirebbe di valutare se il blocco della mobilità del personale risponda ancora a esigenze concrete o se, al contrario, produca effetti distorsivi sul funzionamento complessivo della pubblica amministrazione. Una parziale e regolata riapertura della mobilità, subordinata a criteri oggettivi e a motivate esigenze organizzative, permetterebbe di coniugare le necessità operative delle amministrazioni con i diritti del personale e con il principio costituzionale di buon andamento.
Un’analoga esigenza di maggiore organicità emerge con riferimento alla gestione e alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il decreto interviene su questo ambito prevalentemente attraverso stanziamenti finanziari specifici e modifiche di carattere tecnico, che rappresentano un segnale positivo ma rischiano di restare interventi isolati se non inseriti in una strategia complessiva.
Meritocrazia Italia propone di trasformare tali misure in una politica pluriennale, fondata su un fondo stabile e su obiettivi chiaramente definiti e misurabili. In particolare, le risorse destinate alla valorizzazione dei beni confiscati dovrebbero essere accompagnate da un sistema di monitoraggio basato su indicatori di risultato, in grado di misurare non solo l’impiego delle risorse, ma anche l’effettiva rifunzionalizzazione dei beni, i tempi di assegnazione e l’impatto sociale ed economico delle attività avviate nei territori. In questo modo, il rafforzamento finanziario si tradurrebbe in una politica pubblica orientata non solo al recupero formale dei beni, ma alla reale promozione della legalità e allo sviluppo delle comunità locali.
Sempre in relazione alla struttura commissariale e al sistema di gestione dei beni confiscati, Meritocrazia sottolinea l’importanza di rafforzare il coordinamento con gli enti locali e con il terzo settore. L’esperienza maturata negli anni dimostra che la sola disponibilità di risorse economiche e di personale non è sufficiente se non è accompagnata da una rete stabile di soggetti capaci di gestire, animare e rendere sostenibili nel tempo i beni recuperati alla criminalità organizzata. In quest’ottica, l’intervento statale dovrebbe assumere una funzione di regia, favorendo forme strutturate di coprogettazione e accordi quadro territoriali in grado di garantire continuità e radicamento delle iniziative.
Infine, con riferimento alla disciplina del personale e agli strumenti di incentivazione economica previsti nel DL Sicurezza, Meritocrazia richiama l’attenzione sul rischio di un eccessivo ricorso alla leva finanziaria come risposta alle carenze di organico. L’incremento degli straordinari e l’utilizzo dei fondi decentrati, se non accompagnati da un rafforzamento strutturale degli organici e delle competenze, possono determinare un sovraccarico permanente del personale, con effetti negativi sulla qualità dell’azione amministrativa.
Per tale motivo si propone di riequilibrare tali strumenti, collegando l’erogazione degli incentivi non solo all’aumento quantitativo delle prestazioni, ma anche a percorsi di formazione specialistica e di progressione professionale, così da valorizzare le competenze e migliorare l’efficienza organizzativa nel medio periodo.
Meritocrazia Italia ribadisce la necessità che le politiche pubbliche in settori così delicati siano orientate a soluzioni strutturali, verificabili e coerenti con i principi di efficacia, trasparenza e responsabilità dell’azione amministrativa, nell’interesse dei cittadini e del buon funzionamento dello Stato.