INDAGINE

Adinolfi agli arresti domiciliari per un’evasione fiscale quantificata in circa 400 mila euro

Ironia della sorte, solo quattro ore prima Adinolfi aveva pubblicato un post dove ironizzava sul fatto di essere stato "cacciato" di casa dalla figlia Clara che voleva festeggiare il proprio compleanno con gli amici

Adinolfi agli arresti domiciliari per un’evasione fiscale quantificata in circa 400 mila euro

Truffa ed evasione fiscale.

Il giornalista e leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza, a suo carico, diversi reati di natura economico-finanziaria.

Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di Finanza.

Adinolfi agli arresti domiciliari, di cosa deve rispondere

Secondo gli investigatori, al centro dell’indagine vi sarebbe un sistema di raccolta di denaro tra privati, denominato “Scommessa Collettiva” o “Betting Group”, attraverso il quale agli aderenti sarebbero stati prospettati rendimenti elevati derivanti da scommesse sportive.

Le contestazioni mosse nei confronti di Adinolfi comprendono i reati di truffa, evasione fiscale, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio e abusivismo finanziario.

Gli inquirenti gli attribuiscono inoltre una presunta evasione fiscale quantificata in circa 400 mila euro.

Ecco la nota della Guardia di Finanza al riguardo:

“L’attività riscuoteva l’adesione di un numero considerevole di clienti che per l’affidabilità nella figura dell’ideatore proponente, la promessa di rendimenti elevati e garantiti in termini percentuali ben oltre i tassi offerti sul mercato finanziario, l’utilizzo di presunti algoritmi e di strategia di scommessa infallibili, sono stati indotti a consegnare ingenti somme di denaro”.

L’indagine partita dalle denunce degli investitori

Le indagini, coordinate dalla Procura capitolina e condotte dai militari della Guardia di Finanza, hanno preso avvio dopo una serie di denunce presentate da persone che avevano affidato somme di denaro confidando di partecipare al progetto promosso sui social network.

Secondo la ricostruzione investigativa, agli investitori sarebbero stati promessi guadagni significativamente superiori ai normali rendimenti di mercato, grazie all’utilizzo di presunti algoritmi e strategie considerate in grado di ottenere risultati costanti nelle scommesse sportive.

Sempre secondo gli investigatori, molti partecipanti avrebbero versato importi molto elevati, in alcuni casi superiori ai 100 mila euro, senza ricevere integralmente la restituzione del capitale né i profitti prospettati.

Oltre 4,7 milioni di euro movimentati

Dall’analisi dei flussi finanziari riconducibili all’indagato negli ultimi cinque anni, la Guardia di Finanza riferisce di aver ricostruito movimentazioni per oltre 4,7 milioni di euro.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato che soltanto una parte delle somme raccolte sarebbe stata effettivamente impiegata nelle scommesse sportive.

La quota restante, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata destinata ad altre finalità, tra cui trasferimenti verso terzi e spese personali.

Tra gli acquisti e gli impieghi di denaro indicati dagli investigatori figurano beni di lusso, come orologi di pregio, lingotti d’oro, monete da collezione, opere d’arte, imbarcazioni e viaggi.

Ironia della sorte, solo quattro ore prima Adinolfi aveva pubblicato un post dove ironizzava sul fatto di essere stato “cacciato” di casa dalla figlia Clara che voleva festeggiare il proprio compleanno con gli amici.

L’inchiesta è ora nella fase delle indagini preliminari.

Sarà il successivo iter processuale a chiarire le responsabilità dell’indagato e a verificare la fondatezza delle accuse formulate dalla Procura.

Cosa è la scommessa la scommessa collettiva e quella precedente “indagine” de Le Iene

Di Mario Adinolfi e della presunta truffa attribuitagli si erano da tempo occupate Le Iene. 

In più occasioni (l’ultima a metà aprile), il programma di Italia Uno si sono occupati del sistema della scommessa collettiva.

Gli inviati della trasmissione Mediaset avevano raccolto le testimonianze delle presunte vittime e ne hanno portata qualcuna allo stesso Adinolfi, insieme a mail e documenti.

Il diretto interessato aveva sempre respinto ogni accusa e aveva anzi preannunciato querele proprio contro Mediaset.