EMERGENZA

Maltempo: Cdm sui danni di Harry, ancora allerta in cinque regioni (Liguria, Veneto, Sicilia, Calabria e Sardegna)

Frana a Niscemi, fino a mille evacuati: scuole chiuse e rischio isolamento

Maltempo: Cdm sui danni di Harry, ancora allerta in cinque regioni (Liguria, Veneto, Sicilia, Calabria e Sardegna)

Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi – lunedì 26 gennaio 2026 – per deliberare la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che ha investito il Sud Italia e le isole, in particolare per il passaggio del ciclone Harry.

Incontro a Roma: stanziate le prime risorse

L’annuncio è arrivato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine di una riunione svoltasi presso la sede della Protezione civile a Roma, durante la quale è stato deciso di anticipare un primo stanziamento di risorse per far fronte alle necessità immediate e garantire i primi ristori, in attesa di una valutazione complessiva dei danni.

Il Ministro Nello Musumeci
Il Ministro Nello Musumeci

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il sottosegretario Alfredo Mantovano, i presidenti delle Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna, Roberto Occhiuto, Renato Schifani e Alessandra Todde, e il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano. La premier ha rinnovato la solidarietà del Governo alle comunità colpite e ha ringraziato il sistema di protezione civile, sottolineando come la sinergia istituzionale abbia contribuito a evitare vittime nonostante la violenza delle precipitazioni e delle mareggiate.

La stima dei danni supera i 2 miliardi di euro

I danni stimati sono ingenti. In Sicilia, secondo una prima valutazione della Regione, ammontano a circa 740 milioni di euro; “centinaia di milioni” anche in Sardegna, mentre in Calabria la Regione ha chiesto al Governo 300 milioni di euro per infrastrutture e ristori ai privati. Complessivamente, la stima nazionale supera i 2 miliardi di euro. Spiagge cancellate, strade litoranee distrutte, porti e stabilimenti balneari devastati, attività commerciali e strutture turistiche gravemente danneggiate: un bilancio pesante che preoccupa soprattutto in vista della prossima stagione estiva.

Il ministro Musumeci ha chiarito che lo stato di emergenza sarà accompagnato da una prima dotazione finanziariatecnica”, necessaria per avviare subito gli interventi urgenti come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli, mentre per la fase successiva si valuta la nomina di commissari per accelerare la spesa e la ricostruzione. Un concetto ribadito anche durante i sopralluoghi in Calabria e Sicilia, dove il ministro ha insistito sulla necessità di “ricostruire presto, ma soprattutto ricostruire bene”, ripensando pianificazione urbanistica e infrastrutture in chiave di prevenzione.

Vasta frana a Niscemi (Sicilia)

Particolarmente critica la situazione nell’entroterra siciliano, dove una vasta frana ha colpito il comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Il fronte dello smottamento si estende per circa quattro chilometri e ha provocato cedimenti fino a sei metri, con ulteriori aggravamenti nelle ultime ore.

La frana a Niscemi

Per precauzione sono state evacuate fino a mille persone dai quartieri a rischio e il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole. Il paese rischia l’isolamento a causa della compromissione delle principali vie di collegamento, mentre la Protezione civile, insieme alla Prefettura di Caltanissetta, sta coordinando le operazioni di emergenza e valutando soluzioni alternative per garantire l’accessibilità del territorio.

Allerta gialla in cinque regioni

Intanto l’ondata di maltempo non allenta la presa. Per la giornata di oggi la Protezione civile ha diramato allerta gialla in cinque regioni: Veneto, Sardegna, Campania, Calabria e Sicilia, con rischio idrogeologico, idraulico e temporali. In Sardegna l’allerta è stata prorogata fino a tarda sera, mentre in Campania restano attivi i presidi territoriali per possibili allagamenti, frane e innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua.

Particolare attenzione è rivolta anche al Veneto, dove la criticità è legata al rischio idrogeologico. Secondo il bollettino della Protezione civile, l’allerta interessa in particolare le aree del Basso Piave, del Sile e del bacino scolante in laguna, territori sensibili all’innalzamento dei livelli idrometrici e a possibili allagamenti, soprattutto in presenza di precipitazioni persistenti. Le condizioni meteo sul Nord Italia restano infatti caratterizzate da nuvolosità diffusa e piogge residue, con un miglioramento atteso solo dalla serata.

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Perturbazioni anche in Veneto e Liguria

Per quanto riguarda la Liguria, inserita tra le regioni sotto osservazione per questa fase di maltempo, il contesto è quello di una instabilità atmosferica legata alla perturbazione in transito, con effetti più marcati lungo i settori costieri e sui bacini già interessati da piogge nei giorni scorsi. In assenza di una specifica suddivisione territoriale nel bollettino, l’attenzione resta alta sul rischio idrogeologico localizzato, tipico di un territorio fragile e soggetto a rapide risposte dei corsi d’acqua minori in caso di rovesci anche moderati.

La Protezione civile raccomanda in tutte le aree in allerta gialla di monitorare l’evoluzione dei fenomeni, prestare attenzione agli aggiornamenti ufficiali e adottare le consuete misure di prudenza, soprattutto in prossimità di corsi d’acqua, zone depresse e aree a rischio frane.

In questo contesto, il Governo ribadisce l’impegno a intervenire rapidamente. “La salvaguardia della vita umana viene prima di tutto”, ha sottolineato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, ricordando che il dato più significativo resta l’assenza di vittime. Ora però, ha aggiunto, è necessario “rimettere tutto in piedi subito” per sostenere comunità e territori messi in ginocchio dalla furia del ciclone Harry.