L’Italia si trova ad affrontare una forte spaccatura climatica. Una perturbazione atlantica sta portando piogge e temporali sulle regioni settentrionali e centrali, mentre al Sud continua a dominare l’anticiclone africano con temperature fino a 40°C. Per far fronte ai rischi idrogeologici, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto misure di prevenzione per diverse regioni.
Suddivisione in capitoli: l’elenco delle allerte meteorologiche
Il bollettino nazionale evidenzia zone a criticita moderata e ordinaria. Di seguito la classificazione del rischio sul territorio nazionale:
-
Allerta arancione per rischio temporali: Lombardia (Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Laghi e Prealpi Varesine, Laghi e Prealpi orientali, Nodo Idraulico di Milano, Pianura centrale, Alta pianura orientale).
-
Allerta arancione per rischio idrogeologico: Lombardia (Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche).
-
Allerta gialla per temporali:
-
Emilia-Romagna: Montagna piacentino-parmense, Montagna emiliana centrale, Collina emiliana centrale, Alta collina piacentino-parmense.
-
Friuli-Venezia Giulia: Bacino dell’Isonzo e Pianura di Udine e Gorizia, Bacino di Levante / Carso, Bacino del Livenza e del Lemene, Bacino montano del Tagliamento e del Torre.
-
Liguria: Bacini Liguri Marittimi di Centro, Bacini Liguri Marittimi di Levante, Bacini Liguri Padani di Levante.
-
Lombardia: Bassa pianura occidentale, Bassa pianura centro-occidentale, Bassa pianura centro-orientale, Bassa pianura orientale, Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Alta Valtellina, Valcamonica, Appennino pavese.
-
Piemonte: Toce, Val Sesia, Cervo e Chiusella, Pianura settentrionale.
-
Toscana: Serchio-Garfagnana-Lima, Serchio-Costa, Lunigiana, Serchio-Lucca, Versilia.
-
Trentino-Alto Adige: Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento.
-
Veneto: Dolomiti Occidentali (Agordino, Zoldano, alta Val Boite), Dolomiti orientali (Cadore, Comelico), Pianura centro meridionale e Bassa padovana, Costa centro meridionale, Costa meridionale e Delta Po, Alta pianura trevigiana occidentale, Prealpi trevigiane, Pianura centro meridionale, Prealpi bellunesi Valbelluna/Feltrino, Alta pianura trevigiana orientale, Feltrino, Pianura centro-orientale, Pianura tra Livenza e Piave, Pianura polesana centrale, Lessinia meridionale e alta pianura veronese, Costa centro-orientale, Costa orientale, Pianura orientale, Alpago Cansiglio, Prealpi orientali, Baldo e Lessinia settentrionale, Pianura centrale, Polesine occidentale, Bassa Veronese e Valli Grandi Veronesi, Pedemontana e alta pianura centrale, Prealpi vicentine Altopiano dei Sette Comuni.
-
Elenco delle città a bollino rosso e arancione al Sud e Centro
Mentre il Settentrione affronta i temporali, il Centro-Sud deve gestire le mandate di calore e i bollini del Ministero della Salute relativi alle città a rischio per la popolazione vulnerabile:
-
Bollino arancione giovedì 20 agosto 2026: Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Palermo e Roma.
-
Bollino arancione venerdì 21 agosto 2026: Bari, Campobasso, Palermo e Pescara.
Nel Meridione si registrano picchi di 38°C con previste punte di 40°C in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. “Ci aspettiamo fino a 30-50 mm di pioggia in 24 ore, specialmente tra Lombardia e Piemonte. Parliamo di 50 litri d’acqua per ogni metro quadrato di terreno: un sollievo dalla siccità e per prevenire lo scoppio di nuovi incendi”, spiega Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. Il culmine del maltempo al Nord si verificherà venerdì 21 agosto 2026, con accumuli che in Lombardia sfioreranno i 100 litri per metro quadrato e supereranno i 70 mm in Liguria e Toscana.
La questione della giustizia termica e le disuguaglianze
I fenomeni estremi ripropongono il problema dell’accessibilità alle misure di protezione. Un articolo pubblicato sulla rivista Nature Climate Change, coordinato dal ricercatore Lucas Gobatti del Politecnico di Zurigo, evidenzia come le raccomandazioni tradizionali rivelino marcate disparità sociali.
“La questione non è solo se una misura abbassi le temperature, ma se le persone possano effettivamente dormire, lavorare, muoversi, prendersi cura degli altri e rimanere in salute durante le ondate di calore”, dichiara Lucas Gobatti.
Secondo lo studio, per garantire un’equa difesa dalle temperature estreme occorre combinare interventi d’emergenza con riforme strutturali, come la riqualificazione degli edifici, la tutela delle categorie lavorative esposte e la piantumazione di aree verdi, evitando che i costi dei consumi energetici o dei rincari abitativi ricadano sulla popolazione meno abbiente.