GELO E NEVE

Freddo record sull’Italia: la classifica delle temperature più basse registrate

Paese nel gelo come non accadeva da quasi dieci anni: toccati anche i -25°C in Alto Adige. Oggi allerta gialla in Puglia e Sicilia per vento

Freddo record sull’Italia: la classifica delle temperature più basse registrate

L’Italia ha vissuto una delle ondate di freddo più intense e diffuse degli ultimi 10-15 anni. Tra mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio 2026 una massa d’aria artica di origine continentale ha investito l’intera Penisola, determinando un crollo termico generalizzato che ha interessato tutte le fasce altimetriche: dalle alte quote alpine alle pianure del Nord, fino alle vallate interne del Centro e persino alle coste. In molte località le temperature hanno raggiunto valori eccezionali, raramente osservati in epoca recente, riportando alla memoria gli inverni più rigidi del passato.

Allerta gialla in Puglia e Sicilia per vento

Per quanto riguarda la sicurezza intanto, nella giornata di oggi giovedì 8 gennaio 2026, il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla per Puglia e Sicilia, a causa di venti forti o di burrasca nord-occidentali, mareggiate lungo le coste esposte e possibili criticità idrogeologiche.

Temperature da record: superati i -20°C

Il gelo si è intensificato soprattutto nelle ore notturne e all’alba, quando cieli sereni, aria molto secca e forti inversioni termiche hanno favorito un raffreddamento estremo. In numerose zone l’effetto albedo dovuto alla neve al suolo ha ulteriormente amplificato il calo delle temperature, facendo registrare minime a doppia cifra negativa anche in pianura.

Maltempo e prime nevicate, il gelo arriva al Nord e scende verso il Sud
In molte località le temperature hanno raggiunto valori eccezionali, raramente osservati in epoca recente

La temperatura più bassa in assoluto è stata registrata in Alto Adige sulla cresta di confine di Cima Libera, a 3.399 metri di quota, dove la colonnina di mercurio è scesa fino a −25°C, segnando la notte più fredda di questo inverno. Valori immediatamente successivi si sono avuti in Veneto, con i −23,1°C della Piana di Marcesina sull’Altopiano di Asiago, seguiti dai −21,9°C della Marmolada e dai −21,8°C della torbiera di Pian Cansiglio.

In Lombardia spiccano i −22°C di Livigno, il valore più basso dal 2019, mentre in Friuli Venezia Giulia i Laghi di Fusine hanno toccato i −20°C, confermando la fama di una delle località più fredde d’Italia, capace in passato di scendere fino a −34°C nel gennaio 1985. Di seguito la classifica generale delle temperature più basse registrate in Italia nelle ultime ore.

Classifica generale delle temperature più basse registrate in Italia

  • Cima Libera (Alto Adige, 3399 m): −25°C
  • Piana di Marcesina (Veneto): −23,1°C
  • Livigno (Lombardia, 1850 m): −22°C
  • Marmolada (Veneto): −21,9°C
  • Pian Cansiglio – Torbiera (Veneto): −21,8°C
  • Laghi di Fusine (Friuli Venezia Giulia): −20°C
  • Cima Cavaion (Trentino, 2895 m): −20,5°C
  • Asiago (Vicenza) -15,4°C
  • Padola e Pescul di Selva di Cadore (Belluno) con -15,1°C
  • Auronzo (Belluno) -14.2°C
  • San Giovanni Belbo – Camerana (CN): −13,7°C
  • Piratello (Bologna): −13,5°C
  • Faenza (Ravenna): −13,3°C
  • Capriglio (Asti): −12,3°C
  • Imola (Bologna): −11,8°C
  • Belluno: −11,8°C
  • Aeroporto di Aosta Saint-Christophe (500 m): −11,1°C
  • Asti: −10,1°C
  • Bressanone: −10°C
  • Pieve Santo Stefano (Arezzo): −10°C
  • Carpegna: −10°C

Seguono Vicenza (-7,8), Padova (-6,7), Treviso (-6,3), Verona (-5,5), Rovigo (-5) e Venezia (-2,5).

Questi valori evidenziano come il gelo non abbia risparmiato nessuna area del Paese, colpendo in modo trasversale sia le zone montane sia le pianure e le aree urbane, spesso senza la presenza di neve al suolo, elemento che rende l’evento ancora più significativo dal punto di vista climatico.

Evoluzione meteo: dal gelo artico alla fase instabile del weekend

Secondo i meteorologi dell’Aeronautica Militare, il picco del freddo è stato raggiunto tra mercoledì e giovedì. La massa d’aria artica di origine continentale è ora in fase di arretramento verso i Balcani e l’Europa orientale, lasciando spazio a un graduale aumento delle temperature, particolarmente evidente al Centro-Nord già dalla giornata di venerdì 9 gennaio. Le massime sono previste in forte risalita, mentre le minime aumenteranno anche di 10-12 gradi rispetto ai valori eccezionali dei giorni precedenti, pur rimanendo su livelli invernali.

Il miglioramento termico sarà però accompagnato da una fase molto dinamica. I venti si intensificheranno sensibilmente, con Maestrale forte su molte regioni e raffiche di foehn sul Nord-Ovest, capaci di accentuare la sensazione di freddo percepito. Venerdì sono attese precipitazioni diffuse su Toscana, Umbria, Lazio e gran parte del Sud, mentre la neve continuerà a cadere sulle Alpi di confine.

Le previsioni di sabato 10 gennaio 2026

Sabato 10 gennaio una nuova area depressionaria interesserà il Mediterraneo centrale, portando un peggioramento del tempo su gran parte del Paese. Sono previste piogge diffuse al Centro-Sud e nuove nevicate su Alpi, Prealpi e Appennino centrale, con quota neve in calo localmente fino ai 500–700 metri. Il quadro sarà completato da un ulteriore rinforzo dei venti e da un nuovo calo delle temperature.

La giornata di domenica 11 gennaio dovrebbe infine segnare un miglioramento più deciso, con ampie schiarite al Nord e al Centro e condizioni più stabili, mentre qualche residua instabilità potrà persistere sull’estremo Sud e sulle Alpi occidentali. Dopo giorni di gelo storico, l’Italia si prepara così ad affrontare una nuova fase invernale, meno estrema ma ancora piena di contrasti.