Da qualche anno a questa parte si sente parlare sempre più di “El Niño“. Si tratta di un fenomeno climatico periodico, la cui potenza è tale non solo da cambiare la temperatura globale nel suo passaggio, ma anche di causare eventi atmosferici intensi in diverse parti del mondo.
Gli effetti devastanti di “El Niño” li abbiamo potuti toccare con mano già nelle scorse estati, basta pensare solo alle alte temperature che ha raggiunto la colonnina di mercurio, superando di gran lunga i 40°C. In vista della prossima stagione calda, le previsioni, già da ora, non sono molto rassicuranti, dato che più esperti parlano addirittura di un ciclone “Super El Niño“.
Che cos’è “El Niño”
Innanzitutto, che cosa si indica con il termine “El Niño” (in spagnolo significa “bambino” o “ragazzo”)?
Questo fenomeno si forma quando la superficie dell’Oceano Pacifico centrale registra un incremento di temperatura di almeno 0,5 °C per un periodo di tempo non inferiore ai 5 mesi. La cadenza con cui si presenta può variare dai due ai sette anni circa.
In questo contesto, i venti alisei del Pacifico centro-occidentale (che in condizioni normali soffiano da est verso ovest lungo l’equatore) diminuiscono di intensità, indebolendo la circolazione oceanica e invertendo la spinta delle masse d’acqua calda da ovest a est.
Il passaggio di “El Niño” determina così uno spostamento di correnti d’aria equatoriali che concentra le piogge nella fascia meridionale degli USA, aumentando le temperature e il clima siccitoso negli Stati dell’America del Nord. Dinamica che si verifica anche in alcune parti di America del Sud, Sudafrica, Australia e Asia.
In Europa comporta così un incremento di 0,2°C, che se all’apparenza non sembra essere sconvolgente, in realtà ogni decimo di grado in più provoca conseguenze importanti ed irreversibili.
In arrivo il ciclone “Super El Niño”?
In quest’ottica, destano preoccupazione le recenti dichiarazioni del US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), il quale ha fatto sapere che esiste un’alta probabilità, almeno oltre il 60%, che il fenomeno di El Niño possa presentarsi nel corso dei prossimi mesi.
A darne prova sarebbero le ingenti quantità di calore attualmente presenti negli strati sub-superficiali dell’oceano e l’indebolimento atteso dei venti alisei nei bassi strati dell’atmosfera.
Sulla data del suo arrivo, però, gli esperti non sono ancora sicuri:
“Se El Niño dovesse formarsi, l’intensità potenziale resta molto incerta, con una probabilità su tre che l’episodio sia ‘forte’ tra ottobre e dicembre 2026”.
Ben Noll, esperto del Washington Post, ha pubblicato su X una sequenza video che mostra la formazione di “El Niño”.
“Il più forte El Niño mai registrato quest’anno?! – scrive nel suo post – Le nuove previsioni dell’ECMWF indicano una probabilità del *75% di un super El Niño* entro ottobre, con alcuni scenari che suggeriscono l’evento più intenso da oltre un secolo. Questo evento porterà con sé impatti meteorologici di vasta portata che si protrarranno fino al 2027″.
Strongest El Niño on record this year?!
New ECMWF guidance shows a *75% chance of a super El Niño* by October, with some scenarios suggesting the most intense event in more than a century.
It will bring wide-reaching weather impacts that last into 2027 🧵 pic.twitter.com/cRZrxGCxAa
— Ben Noll (@BenNollWeather) April 6, 2026