L’Italia entra nella fase più intensa della nuova ondata di calore. Il bollettino del Ministero della Salute assegna per venerdì 31 luglio il bollino rosso, corrispondente al livello 3 di rischio, a 11 città: Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino e Viterbo.
Altre 12 città si trovano in livello arancione: Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Pescara, Trieste, Venezia e Verona. Il bollino giallo riguarda invece Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria. Complessivamente, nessuna delle 27 città monitorate dal sistema nazionale si trova oggi in condizioni considerate prive di rischio.
Sabato l’allerta rossa si estende a 19 città
La situazione peggiorerà ulteriormente sabato 1° agosto, quando i bollini rossi saliranno a 19. Alle città già in allerta massima si aggiungeranno Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia e Verona.
L’elenco completo comprende quindi Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Rimarranno in arancione Bari, Catania, Genova, Palermo e Trieste, mentre Ancona, Messina e Reggio Calabria saranno contrassegnate dal bollino giallo.
Il salto da 11 a 19 città rosse mostra come il rischio non sia più limitato ad alcune aree interne del Centro Italia, ma stia rapidamente interessando gran parte del territorio nazionale, comprese le maggiori città della Pianura Padana, la costa tirrenica e la Sardegna.
Che cosa significa bollino rosso
Il bollino rosso non indica semplicemente la città nella quale è prevista la temperatura più alta. Il sistema del Ministero valuta infatti l’impatto potenziale del caldo sulla salute, tenendo conto anche della durata dell’evento, dell’umidità, delle temperature notturne e delle caratteristiche della popolazione urbana.
Il livello 3 segnala una vera emergenza sanitaria, con possibili effetti negativi non soltanto su anziani, bambini piccoli e persone affette da malattie croniche, ma anche su soggetti sani e attivi. Il rischio aumenta quando il caldo persiste per più giorni e le temperature notturne non consentono all’organismo e agli edifici di raffreddarsi.

Per questa ragione una città può ricevere il bollino rosso anche con temperature inferiori rispetto ad altre località non comprese nelle 27 monitorate. Il parametro decisivo non è il solo valore del termometro, ma la combinazione tra calore, umidità, durata e capacità di adattamento della popolazione.
Punte di 41 gradi e afa fino a 44 percepiti
Le temperature più elevate sono attese tra venerdì 31 luglio e il primo fine settimana di agosto. Le previsioni indicano valori fino a 41 °C a Terni e intorno ai 40 °C a Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza. Le aree maggiormente esposte saranno il Centro-Nord, le zone interne e le grandi pianure, dove alla temperatura effettiva si sommerà un’umidità molto elevata.
La situazione più difficile potrebbe verificarsi nella Pianura Padana, nella Liguria di Levante, nel Valdarno, sulle coste del Lazio e della Campania settentrionale, oltre che in alcune zone di Sardegna e Sicilia. Localmente, gli indici biometeorologici potrebbero corrispondere a temperature percepite prossime ai 44 °C.
In Sardegna, la Protezione civile regionale ha attivato un’allerta per temperature molto elevate fino al 3 agosto. Nelle aree interne sono attese massime superiori ai 40 °C, con possibili picchi intorno ai 44 °C e notti durante le quali la temperatura potrebbe rimanere diffusamente sopra i 25 °C.
Il pericolo aumenta quando il corpo non riesce a raffreddarsi
L’elemento più insidioso sarà l’afa. Quando l’aria è molto umida, il sudore evapora con maggiore difficoltà e il corpo perde parte della propria capacità di disperdere calore.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’incapacità dell’organismo di regolare la temperatura interna aumenta il rischio di esaurimento da calore e colpo di calore, sottoponendo a uno stress particolarmente intenso cuore e reni. Le temperature estreme possono inoltre aggravare patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e renali. Ricoveri e decessi possono aumentare già durante la giornata dell’evento e in quelle immediatamente successive.
Nelle ore più calde, generalmente tra le 11 e le 18, le autorità sanitarie raccomandano di limitare l’esposizione diretta al sole, evitare attività fisiche intense all’aperto, bere regolarmente e trascorrere alcune ore in ambienti freschi o climatizzati. Particolare attenzione deve essere rivolta alle persone anziane che vivono sole e a chi assume farmaci o soffre di patologie croniche.

Il Po entra in una condizione di severità alta
L’ondata di calore si inserisce in una situazione già critica sul fronte della siccità. Il 30 luglio l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha classificato la situazione idrica come di “Severità Alta”.
Le difficoltà non riguardano più soltanto l’agricoltura e l’irrigazione: oltre 100 comuni tra Piemonte e Lombardia presentano criticità negli approvvigionamenti idropotabili, con il ricorso in alcuni territori ad autobotti e autocisterne per garantire il rifornimento dei serbatoi.
Il caldo aumenta l’evaporazione, accelera il consumo delle riserve e accresce la domanda di acqua ed energia. Le piogge previste sulle zone alpine e appenniniche saranno prevalentemente locali e temporalesche e, almeno nel breve periodo, non sembrano sufficienti a invertire la tendenza generale.
Temporali sulle montagne, ma senza una vera tregua
Nel pomeriggio di sabato saranno possibili temporali di calore sulle Alpi, sul Triveneto e lungo alcuni tratti dell’Appennino centrale. Fenomeni isolati potranno interessare anche la Toscana, il Lazio, l’Abruzzo e la Sicilia orientale.
Non si tratterà però di una perturbazione organizzata capace di interrompere l’ondata. L’aria calda resterà presente sul Mediterraneo e, anche in presenza di un lieve calo delle temperature in quota, l’aumento dell’umidità nei bassi strati potrebbe rendere il caldo ancora più difficile da sopportare.
Un’estate europea segnata dagli estremi
La nuova fiammata italiana rientra in una sequenza di eventi estremi che sta interessando l’intera Europa. Il servizio europeo Copernicus ha classificato giugno 2026 come il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale. La temperatura media della regione è stata di 20,74 °C, cioè 3,06 °C sopra la media 1991-2020.