tra due estremi

Caldo estremo e nubifragi, domani picchi fino a 46 gradi. Quando (e dove) inizia la tregua

L’Italia stretta tra temperature record al Centro-Sud e temporali violenti sulle regioni settentrionali. Il calo termico diventerà più evidente tra lunedì e martedì, mentre Sud e Isole dovranno attendere più a lungo

Caldo estremo e nubifragi, domani picchi fino a 46 gradi. Quando (e dove) inizia la tregua

Il caldo non ha ancora raggiunto il suo punto massimo. Nonostante i violenti temporali che nelle ultime ore hanno attraversato alcune regioni settentrionali, venerdì 17 luglio è destinato a essere la giornata più rovente della terza ondata di calore dell’estate 2026.

L’Italia si prepara così a vivere una situazione quasi paradossale: nubifragi, grandine e forti raffiche di vento al Nord, temperature prossime o superiori ai 40 gradi al Centro-Sud e sulle Isole. Una divisione meteorologica che non rappresenta ancora una vera svolta, perché l’aria più fresca riuscirà inizialmente a lambire soltanto una parte del Paese.

La tregua dovrebbe cominciare a farsi sentire tra domenica 19 e lunedì 20 luglio, prima sulle regioni settentrionali e successivamente al Centro. Per il Sud e soprattutto per Sicilia e Sardegna, invece, il caldo intenso potrebbe proseguire almeno fino all’inizio della prossima settimana.

Venerdì la giornata più difficile

Il bollettino nazionale della Protezione civile indica per venerdì temperature massime “molto elevate” su tutto il Centro-Sud, con i valori più alti attesi in Sicilia, Sardegna e Puglia. Contemporaneamente sono previsti rovesci e temporali su Lombardia, Triveneto e settori alpini, localmente anche di una certa intensità.

Secondo le previsioni più estreme, le zone interne della Sardegna potrebbero avvicinarsi ai 46 gradi, mentre in Sicilia si potrebbero sfiorare i 45. Valori intorno ai 41-42 gradi sono attesi tra Cagliari, Nuoro, Caltanissetta e Foggia; Ascoli Piceno potrebbe raggiungere i 40, mentre Firenze, Terni, Forlì, Frosinone, Macerata, Agrigento e persino Isernia potrebbero avvicinarsi ai 39 gradi. Si tratta di picchi locali, che dipenderanno dal vento, dalla copertura nuvolosa e dalle condizioni del suolo, ma che danno la misura della massa d’aria presente sull’Italia.

Le previsioni dell’Aeronautica Militare indicano per venerdì circa 38 gradi a Firenze e fino a 40 a Palermo. Anche le temperature notturne rimarranno elevate: nelle grandi città e lungo le coste sarà difficile scendere sotto i 23-27 gradi, con un recupero fisico limitato anche dopo il tramonto.

Sedici città da bollino rosso

L’allerta non riguarda soltanto il valore segnato dai termometri. Per venerdì il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute indica 16 città da bollino rosso, una in più rispetto a oggi.

Alle 15 già in allerta massima – Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo – si aggiungerà anche Milano. Ancona, Civitavecchia, Messina e Napoli saranno invece in arancione.

Il livello rosso non significa semplicemente “molto caldo”. Indica condizioni che possono produrre effetti negativi anche sulle persone sane e attive, non soltanto sugli anziani, sui bambini piccoli e su chi soffre di patologie croniche. Il rischio aumenta quando le temperature elevate persistono per più giorni e sono accompagnate da forte umidità e notti tropicali.

Perché i temporali non bastano

I fenomeni che hanno colpito il Nord possono dare l’impressione che l’ondata di calore stia già cedendo. In realtà, almeno fino a sabato, si tratterà soprattutto di infiltrazioni di aria più fresca in quota, capaci di generare temporali violenti ma non ancora di spazzare via l’anticiclone africano.

Il contrasto tra l’aria calda e umida presente nei bassi strati e quella più fresca in arrivo in quota aumenta anzi il rischio di fenomeni intensi, con grandine, raffiche improvvise e forti precipitazioni concentrate in poco tempo.

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Violenti temporali

Per questo l’Italia può trovarsi contemporaneamente sotto due emergenze opposte: caldo estremo al Centro-Sud e maltempo violento al Nord. La Protezione civile prevede ancora temporali venerdì sulle regioni settentrionali, mentre il resto della Penisola rimarrà in gran parte soleggiato e rovente.

Sabato ancora rovente

La giornata di sabato 18 non segnerà una fine immediata dell’ondata. Al Nord aumenterà l’instabilità, con possibili temporali su Alpi, Nord-Est, Lombardia orientale, Emilia-Romagna e aree vicine dell’alta Toscana e delle Marche.

Sul resto d’Italia continueranno invece sole e caldo intenso. Al Centro-Sud le massime resteranno generalmente comprese tra 35 e 40 gradi, con valori superiori nelle zone interne di Sicilia e Sardegna. A Palermo sono previsti ancora circa 40 gradi, mentre Roma e Firenze resteranno intorno ai 35-38.

La prima riduzione delle temperature sarà quindi parziale e a macchia di leopardo. Dove arriveranno i temporali si potrà respirare per qualche ora, ma con il rischio di un rapido aumento dell’umidità e di un ritorno dell’afa dopo le precipitazioni.

La tregua parte dal Nord

Il cambiamento più significativo è atteso da domenica 19 luglio, quando correnti relativamente più fresche e instabili dovrebbero iniziare a indebolire l’anticiclone.

Al Nord le temperature massime potrebbero scendere verso i 28-32 gradi, con un calo più evidente tra domenica e lunedì. A Milano il passaggio dovrebbe diventare più netto all’inizio della settimana, con massime vicine ai 31 gradi lunedì e possibilità di nuovi rovesci o temporali tra lunedì e martedì. Bologna potrebbe passare dai 35-36 gradi di venerdì e sabato a circa 30 gradi lunedì.

Non sarà necessariamente una tregua tranquilla. L’ingresso dell’aria più fresca potrebbe accompagnarsi a nuovi temporali, localmente forti, soprattutto lungo le Alpi, sulla Pianura Padana e sull’Appennino settentrionale.

La differenza, rispetto ai fenomeni di queste ore, è che da domenica-lunedì il calo termico dovrebbe diventare più diffuso e duraturo, segnando almeno al Nord la conclusione della fase più estrema.

Centro-Sud, sollievo più lento

Al Centro la diminuzione sarà più graduale. Firenze potrebbe scendere verso i 30 gradi tra martedì e mercoledì, mentre a Roma il caldo resterà intenso almeno fino a lunedì, con valori ancora vicini ai 36-37 gradi. Un calo più percepibile è previsto tra martedì e mercoledì, quando le massime potrebbero avvicinarsi ai 34 gradi e le minime notturne scendere intorno ai 20-21.

Il Sud e le Isole saranno probabilmente gli ultimi territori a uscire dalla fase rovente. A Palermo sono previste massime intorno ai 38 gradi fino a martedì, con notti ancora vicine ai 27-28. Il calo più consistente potrebbe arrivare soltanto mercoledì 22 luglio.

La “tregua”, quindi, non avrà una data unica per tutta Italia. Comincerà domenica al Nord, diventerà più evidente tra lunedì e martedì sulle regioni settentrionali e centrali e raggiungerà con maggiore lentezza il Mezzogiorno.