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Liberata dai carabinieri

Vuole frequentare un ragazzo di diversa etnia e religione: segregata in casa dalla famiglia per 15 giorni

Il padre le aveva anche distrutto il telefono cellulare e sottratto i documenti di identità e i titoli validi per l’espatrio.  

Vuole frequentare un ragazzo di diversa etnia e religione: segregata in casa dalla famiglia per 15 giorni
Glocal news 07 Settembre 2021 ore 11:51

Una vicenda inquietante, accaduta nel Mantovano e fortunatamente risolta dai Carabinieri. "Aiuto, mi tengono prigioniera in casa, liberatemi" questo il contenuto della chiamata arrivata ai militari. Una famiglia di origine cinese ha tenuto la figlia segregata in casa per impedirle di frequentare il fidanzato di diversa etnia e religione. E' scattata la denuncia per tre persone, dopo che la giovane è riuscita a dare l'allarme.

Segregata in casa dai genitori

Il 3 settembre 2021, come racconta Prima Mantova, squilla il telefono della Centrale dei Carabinieri di Castiglione. Una voce lieve, spaventata, quasi piangente, come se volesse celarsi chiede aiuto. Riferisce “sono quindici giorni che mi tengono chiusa in casa, venite ad aiutarmi”.

Poco è bastato all’operatore della centrale per capire cosa stava accadendo e mentre inviava sul posto il Comandante della Stazione Carabinieri di Asola, dall’altra parte, metteva in atto tutti i protocolli necessari al fine di acquisire ogni informazione utile dalla donna al fine di meglio tutelarla e rincuorarla nel difficile momento.

Porta sigillata

Una volta sul posto, i Carabinieri di Asola, hanno trovato la porta di casa chiusa a chiave. Sigillata. Da una finestra di casa una voce lieve attirava la loro attenzione. Ed ecco che davanti a loro si è presentata una giovane donna di origini cinesi, tremante, spaventata e con gli occhi pieni di lacrime. Alla vista dei Carabinieri, subito gli è andata incontro allungando le mani e chiedendogli di portarla via. I primi dati acquisiti sul posto hanno permesso di capire che si trattava di una giovane donna che sarebbe stata tenuta segregata in casa dalla famiglia per impedirle di frequentare il fidanzato a causa della diversa fede religiosa.

Era chiusa in casa da 15 giorni

Una volta giunta al sicuro presso gli uffici dell'Arma, la ventenne cinese è diventata un fiume in piena, in un misto di commozione e gratitudine verso i Carabinieri che l'avevano strappata al suo incubo. Ha raccontato che erano quindici giorni che era stata sequestrata in casa dal padre.

Ha riferito che dopo aver comunicato alla famiglia l’intenzione di avere una relazione sentimentale con un ragazzo di origine Pakistana, che con la stessa lavorava all’interno dell’azienda tessile di famiglia, il padre, senza ascoltare ragioni, l'ha rinchiusa in casa riferendo che non sarebbe più uscita se non avesse cambiato idea.

Il padre le ha distrutto il telefono cellulare al fine di non avere alcuna comunicazione con l’esterno e le ha sottratto i documenti di identità e i titoli validi per l’espatrio.