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un caso che farà discutere

Ha scaricato l'intero caricatore contro i rapinatori disarmati, il gioielliere a Cruciani: "Non ho potuto fare altro"

I fatti a Cuneo ad aprile. Mario Roggero sparò contro tre rapinatori in fuga, uccidendone due.

Ha scaricato l'intero caricatore contro i rapinatori disarmati, il gioielliere a Cruciani: "Non ho potuto fare altro"
Glocal news 06 Ottobre 2021 ore 11:20

Ha scaricato un intero caricatore contro tre rapinatori disarmati, uccidendone due. E per questo il gioielliere Mario Roggero è accusato di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo. Svolta nelle indagini nella rapina avvenuta il  28 aprile 2021 Grinzane Cavour e conclusasi con la morte di due aggressori e  il ferimento di un terzo.

Gioielliere sparò e uccise due rapinatori: svolta nelle indagini

Come racconta Prima Cuneo,  c'è stata un'importante svolta nelle indagini sulla rapina in gioielleria a Grinzane Cavour dello scorso aprile. Secondo quanto emerso, il gioielliere Mario Roggero scaricò  l'intero caricatore contro i tre rapinatori disarmati all'esterno della sua attività commerciale: nella vicenda erano morti Andrea Spinelli e Giuseppe Mazzarino, mentre il terzo malvivente sopravvissuto, Alessandro Modica, era rimasto ferito ad una gamba. Roggero è stato accusato di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo.

La ricostruzione dei fatti

Il Procuratore della Repubblica Vincenzo Paone presso il Tribunale di Asti ha comunicato che all'esito delle indagini, svolte avvalendosi del Comando Compagnia Carabinieri di Alba e dei consulenti medico-legale e balistico, è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari. E la conclusione è che Mario Roggero dovrà rispondere dei reati di omicidio doloso plurimo, tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo.

Dagli elementi raccolti nel corso delle investigazioni, e in particolare dalle consulenze tecniche compiute nel contradditorio tra tutte le parti, è emerso che il gioielliere, dopo la conclusione della rapina, aveva inseguito all’esterno dell’esercizio i tre rapinatori che, già usciti  con la refurtiva, stavano dandosi alla fuga e da distanza ravvicinata aveva sparato contro gli stessi, disarmati, scaricando l’intero caricatore, con la volontà di cagionarne la morte, eccedendo in tal modo volontariamente i limiti della legittima difesa patrimoniale.

Dalle indagini è emerso inoltre che il gioielliere è privo di porto d’armi e quindi il fatto di aver portato l’arma, legittimamente detenuta nella gioielleria, all’esterno della stessa, comporta anche l’accusa di porto abusivo d’armi.

Il rapinatore sopravvissuto accusato di rapina pluriaggravata

Alessandro Modica, rapinatore sopravvissuto alla sparatoria, è invece accusato di rapina pluriaggravata, reato per cui è reo confesso e si trova attualmente in custodia cautelare in carcere.

Quanto alla posizione di Giuseppe Modica, padre di quest'ultimo, è stata chiesta l’archiviazione dell’accusa di favoreggiamento personale, non essendo stata raggiunta la prova che lo stesso abbia favorito la fuga del figlio successivamente alla rapina.

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Un altro caso che farà discutere

Quello del gioielliere cuneese è un altro caso destinato a far discutere nell'ambito del dibattito sulla legittima difesa. Di recente, ha smosso l'opinione pubblica il caso di Walter Onichini, macellaio veneto che sparò a un ladro che cercava di rubargli l'auto. L'uomo è stato recentemente arrestato.

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