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PROVVEDIMENTO

Tra i sette graziati da Mattarella anche il contadino di Tortona che aveva ucciso la sorella

L'agricoltore è ormai 80enne, il delitto si era consumato in un contesto di grave disagio famigliare.

Tra i sette graziati da Mattarella anche il contadino di Tortona che aveva ucciso la sorella
Glocal news 11 Dicembre 2021 ore 11:57

In seguito alle motivazioni espresse in una lettera da Carlo Garrone, assistito dal suo avvocato Piero Monti, indirizzata al Presidente Sergio Mattarella, hanno indotto quest'ultimo ha concedergli la grazia, parziale: infatti è uno sconto di un anno e tre mesi sulla pena. Ora Garrone ritornerà nella sua terra.

Tra i sette graziati da Mattarella anche Carlo Garrone

In seguito alle motivazioni espresse in una lettera da Carlo Garrone, assistito dal suo avvocato Piero Monti, indirizzata al Presidente Sergio Mattarella, hanno indotto quest'ultimo ha concedergli la grazia, parziale: infatti è uno sconto di un anno e tre mesi sulla pena. Ora Garrone ritornerà nella sua terra.

I fatti

Carlo Garrone, un agricoltore di Tortona, ormai 80enne, aveva ucciso a fucilate la sorella Michelina di 69 anni per una lite sull'eredità nel settembre del 2014 e subito dopo aveva chiamato i Carabinieri raccontando l'accaduto e di andarlo a prendere. Conscio di quello che aveva fatto alla sorella, aveva poi raccontato che la donna oltre a rendergli la vita impossibile, cercava ogni scusa per potergli fare causa, era una vita che litigavano. Con rito abbreviato era stato condannato a 14 anni di carcere al San Michele di Alessandria.

Nel mese di aprile aveva scritto al presidente della Repubblica per chiedere la grazia, in quanto il Garrone ha sempre dimostrato di essersi pentito di quanto fatto, come sottolinea anche il legale e inoltre la salute dell'uomo non è idonea alla vita del carcere, infatti per i problemi di cuore ha sempre bisogno di assistenza.

Gli altri "graziati"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato anche altri sei decreti di grazia.

Michele Strano, nato nel 1968, condannato a sei anni, due mesi e venti giorni di reclusione per il delitto di omicidio volontario commesso nel 2012, nel corso di una rapina ai suoi danni nella quale era rimasto ucciso anche suo fratello. Nel concedere la grazia di un anno di reclusione il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole, formulato dal competente Procuratore Generale, e del percorso di riconciliazione avvenuto tra i familiari delle due vittime.

A Heinrich Sebastian Oberleteir, nato nel 1941, è stata concessa la grazia relativa alla pena dell’ergastolo, irrogata per la partecipazione ad atti terroristici compiuti in Alto Adige tra il 1966 e il 1967. Nell’adottare il provvedimento il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del fatto che i suoi atti criminosi non hanno provocato decessi, del ravvedimento del condannato che, in una dichiarazione allegata alla domanda di grazia presentata dai figli, ha espresso ripudio della violenza e forte rammarico per le vittime di tutti gli attentati di quel periodo e per il dolore arrecato alle loro famiglie, della sua età, del parere favorevole del Procuratore Generale competente e del perdono concesso dalle due persone offese che è stato possibile interpellare nel corso dell’istruttoria, nonché della condizione di generale concordia da tanto tempo raggiunta a distanza da quella stagione.

Francesco Domino, nato nel 1972, condannato alla pena di anni tre e nove mesi di reclusione per fatti di bancarotta fraudolenta commessi nel 2011, per il quale la pena è stata ridotta di dieci mesi. Nel valutare la domanda di grazia il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del fatto che l’interessato vive e lavora in Belgio dove ha richiesto che venga eseguita la pena, ai sensi della disciplina della Unione Europea sul reciproco riconoscimento delle condanne emesse da altri Stati membri. Per effetto del provvedimento di clemenza, la pena scende al di sotto del limite che secondo la legge belga consente l’espiazione in regime non detentivo, limite più ristretto di quello vigente in Italia.

Giuseppe Minisgallo, condannato per delitti associativi, al quale è stata concessa la grazia in relazione alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Capo dello Stato ha tenuto conto della circostanza che la pena detentiva è stata interamente espiata nel 2011, nonché del reinserimento sociale e lavorativo dell’interessato e del parere favorevole espresso dal competente Procuratore Generale.

Cosimo Bruno, condannato per guida in stato di ebbrezza per fatti commessi nel 2009 e residente in Francia, al quale è stata concessa la grazia di tre mesi di arresto (ferma rimanendo la pena di 2.000 euro di ammenda). Nel valutare la domanda di grazia il Presidente della Repubblica ha considerato il tempo trascorso dalla commissione del reato e l’inserimento lavorativo dell’interessato all’estero.

Cristina Langella, alla quale è stata concessa la grazia della pena di 450 euro di ammenda riportata per il reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale. Il Capo dello Stato ha tenuto conto della modesta gravità del fatto e del parere favorevole del competente Procuratore Generale.

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