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Diseguaglianze educative

Suor Anna Monia Alfieri, l'idiozia culturale e il silenzio dei "sapienti"

"In questi ultimi anni il giustizialismo esasperato, unito al populismo, ha ferito le nostre istituzioni".

Suor Anna Monia Alfieri, l'idiozia culturale e il silenzio dei "sapienti"
Glocal news 19 Gennaio 2022 ore 12:30

Suor Anna Monia Alfieri, autorevole giurista ed economista da anni impegnata a favorire la più ampia trasversalità politica intorno al tema scuola - e forse la realtà conferma che questa è l’unica strada - premiata con la medaglia d’oro all’ambrogino 2020, dichiara che il suo progetto di vita era tenere insieme l’impegno morale e civile sull’esempio di Sant’Ambrogio, don Sturzo, Paolo VI, Borsellino e Falcone.

Il suo impegno è determinante per cambiare le cose ma soprattutto per dare un esempio concreto per i giovani ai quali lei spesso si rivolge.

Suor Anna Monia sempre in prima linea per la scuola

In queste ore resta in prima linea perché attraverso la scuola si superino le diseguaglianze educative e nel ricordare in vista delle elezioni del presidente della repubblica che la politica è la più alta forma della carità e a chi le chiede perché sostiene tante fatiche fisiche e pensiamo morali risponde con parole chiare e nette.

“I cittadini devono sempre avere a cuore la cosa pubblica, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà - esordisce la religiosa - In particolare chi si occupa di educazione deve aiutare i giovani ad orientarsi, ad avere gli strumenti per vivere il presente. Ma anche il futuro. A volte, a chi mi chiede il motivo del mio impegno, rispondo che la politica è la più alta forma della carità e impegna a dare il nostro contributo di pensiero e di azione. Solo così i nostri giovani diventano protagonisti, non semplici spettatori”.

Suon Anna Monia Alfieri ne è convinta:

“In questi ultimi anni il giustizialismo esasperato, unito al populismo, ha ferito le nostre istituzioni, compromettendo l'ordine pubblico e minando le fondamenta della repubblica. Ci siamo salvati solo grazie a uomini e donne di cultura, dal profondo senso delle Istituzioni. Il problema, allora, non è solo l'idiozia culturale di alcuni ma anche il silenzio dei "sapienti". Superiamo, pertanto, la nostra ritrosia di comodo e diamo un contributo di pensiero e di azione”.

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