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Cultura e critica letteraria

Primo riconoscimento per "Mio figlio. L'amore che non ho fatto in tempo a dirgli“

Una partenza sprint: appena “atterrato” in libreria e già premiato.

Primo riconoscimento per "Mio figlio. L'amore che non ho fatto in tempo a dirgli“
Glocal news 19 Luglio 2021 ore 16:48

"Mio figlio. L'amore che non ho fatto in tempo a dirgli" di Marco Termenana, dai primi giorni di giugno disponibile in tutte le librerie incluse le principali on line, ha ricevuto il suo primo premio.

Secondo posto al concorso letterario nazionale

Il libro dello scrittore Marco Termenana ha conseguito il secondo posto per le opere edite alla ventiduesima edizione del concorso letterario nazionale “Premio Riviera Laurence Olivier e Vivien Leigh”. Ennesima prova che questo è il libro che tutti i ragazzi, a partire dalla scuola media, e i loro genitori e docenti dovrebbero leggere almeno una volta.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Bardolino, Verona, sul Lago di Garda, presso la suggestiva Sala conferenze del Palazzo La Loggia Rambaldi. Il premio viene organizzato ogni anno dal Comitato editoriale del Corriere della Riviera ed è patrocinato dal Comune di Bardolino e altri prestigiosi enti. Tra questi la Regione Veneto, la Provincia di Verona e la Comunità del Garda. Andrea Torresani ne è l’ideatore e il direttore artistico e Susanna Gecchele la presentatrice. Per capire meglio la caratura del concorso, bisogna pensare che nel 2014 ha ricevuto tre medaglie dalla Presidenza della Repubblica oltre ad avere avuto altri patrocini importanti come quello della Presidenza del Consiglio.

Chi è l'autore?

L'autore, Marco Termenana, con lo pseudonimo di El Grinta e sullo stesso argomento, aveva già pubblicato "GIUSEPPE" nel 2016. I romanzi sono ispirati al suicidio realmente accaduto nella notte tra il 24 ed il 25 marzo 2014 a Milano (città in cui vive l'autore) di Giuseppe, il figlio all'epoca ventunenne. In quella notte Giuseppe apre la finestra della sua camera, all'ottavo piano di un palazzo, e si lancia nel vuoto. Si racconta il mal di vivere di un essere che si è sentito sin dall'adolescenza intrappolato nel proprio corpo. Ma è anche la storia di Noemi, alter ego femminile che assume contorni definiti nella vita dei genitori solo nel momento in cui si toglie la vita. Tragedia non solo di mancata transessualità ma anche e soprattutto di sofferto e mortale isolamento, conosciuto anche come hikikomori.

Le caratteristiche del libro

Elemento che stacca è il valore del racconto della lotta incessante all'incomunicabilità tra genitori e figli. La testimonianza di un padre, che si inventa di tutto in un rapporto con un figlio "difficile" come Giuseppe, stimola la riflessione e l'autoanalisi di tutti. Genitori, figli, docenti, psicologi ed educatori. L'autore racconta i sentimenti e i fatti che ha vissuto, anche i più tragici, attraverso delle maglie poetiche in un modo tale che la sua lettura risulta avvincente e convincente. Quando si mette a scrivere, diventa un vero e proprio “berretto verde” della letteratura con il magico potere di modificare anche il tempo e farlo diventare uno solo: il presente di ciò che narra. Infine, l’umanità nelle scene dove appare la nonna materna, visto il rapporto che Giuseppe aveva con lei, che rende partecipi tutti perché quei conflitti sono i nostri conflitti.