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Assurda brutalità

Non parlano i due che hanno ucciso con un ferro da stiro una 90enne ipovedente per pochi euro

Beccati per aver provato anche a vendere dei preziosi rubati all'anziana in un compro oro.

Non parlano i due che hanno ucciso con un ferro da stiro una 90enne ipovedente per pochi euro
Glocal news 03 Novembre 2021 ore 12:00

Si è conclusa con l'arresto dei due presunti killer la violenta vicenda della sanguinosa rapina in un appartamento milanese che è degenerata nell'uccisione di una novantenne cieca colpita a morte con un ferro da stiro.

Come racconta Prima Milano, sono scattate le manette per un 22enne ecuadoriano e un 44enne peruviano, entrambi con precedenti di Polizia. Ciò che lascia sgomenti sono la brutalità del crimine, ma anche la banalità alla luce del tragico epilogo, per poche centinaia di euro.

Sembrava impossibile che fosse solo una rapina finita male: che bisogno c'è di ammazzare una novantenne ipovedente indifesa per rubare pochi euro? E a maggior ragione, perché addirittura inscenare un finto incendio del suo appartamento per coprire le tracce?

Eppure, non ci si può credere, ma è andata proprio così. Una ferocia bestiale, inutile, gratuita. E una stupidità di pari grado, per fortuna, verrebbe da dire: perché se i due assassini non fossero andati a rivendere i preziosi a un compro oro, forse non sarebbero mai stati presi.

Uccidono 90enne cieca per poche centinaia d'euro

Chissà cosa credevano di trovare il 29 ottobre 2021 nell'appartamento di via Ponte Seveso, zona Stazione Centrale, di Fernanda Cocchi: 90enne cieca e del tutto inerme che di certo non viveva nel lusso. Il 22enne Carlos Gabriel Velasco Velasco e il 43enne Mario Abraham Calero Ramirez si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di convalida del fermo che si è concluso martedì pomeriggio davanti alla gip Anna Calabi.

Stando all'indagine della pm Rossella Incardona, e condotta dalla Squadra mobile di Milano, il più giovane dei due avrebbe provato anche a vendere dei preziosi rubati all'anziana in un compro oro in zona Stazione Centrale. Non parliamo di gioielli di design dal valore vertiginoso, ma i classici ori che raccontano i momenti salienti di una vita normale. Quelli che vengono custoditi nei vecchi portagioie.

Fernanda viveva in quel quartiere da sempre e lì è anche invecchiata, perdendo gradualmente le forze e la vista. Una preda facile, deve aver pensato uno dei due presunti killer che frequentava il palazzo. E mettere fine alla vita della 90enne, inerme e non vedente, dev'essere effettivamente stato fin troppo facile per due uomini in salute. La domanda che non trova risposta, considerando quella barbara esecuzione, è sempre la stessa: come è possibile tanta ferocia, peraltro per un bottino di poche centinaia di euro.

La rapina finita nel sangue

La donna è stata trovata dai Vigili del fuoco, intervenuti per del fumo che proveniva dal sua appartamento: probabilmente nel maldestro tentativo di coprire l'orrore, gli assassini hanno pensato di dar fuoco alla scena del crimine. L'anziana 90enne presentava una profonda ferita alla nuca, derivante da un colpo inferto con un ferro da stiro, prova che ha fatto sospettare subito di un tentativo di furto, finito nel sangue.

Nel giro di poche ore si è giunti al fermo dei presunti responsabili: incastrati dalle immagini di una telecamera di sorveglianza posizionata nel palazzo che ha ripreso un uomo incappucciato e con il volto coperto mentre si allontanava dopo aver ucciso l'anziana. Gli investigatori della Mobile gli hanno sequestrato alcuni effetti personali che appartenevano alla vittima.

Dalle prime indiscrezioni si è scoperto che il 44enne avesse già in passato frequentato la palazzina e che sia tornato nello stabile per commettere alcuni furti. L’uomo, inoltre, in alcune occasioni aveva dormito da un parente che vive proprio nel palazzo. Questa coincidenza fa ipotizzare che il colpo fosse premeditato.

Ciò che mette i brividi è la natura del bottino: un paio d’occhiali, un orologio, una cinquantina di euro, alcune collanine e un anello. 

Difficile accettare, e ancora più comprendere, come per quella "refurtiva" si possa trascendere e usare una violenza tale da uccidere una 90enne cieca e poi mettere a rischio l'incolumità di un intero condominio appiccando il fuoco. Difficile comprendere come si possa farlo anche per un tesoro inestimabile, ovviamente, ma così il quadro è ancora più raccapricciante. Anime nere o una situazione sfuggita di mano in cui le pezze sono state peggio del buco? Non si sa, i due accusati non rispondono. Sempre ammesso che una risposta ci possa essere.