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La "terapia d'urto" di BCC Triuggio contro la crisi finanziaria

Il presidente Camagni: "Vicini, per superare insieme le difficoltà"

La "terapia d'urto" di BCC Triuggio contro la crisi finanziaria
Glocal news 07 Giugno 2022 ore 08:30

La crisi finanziaria partita nel 2007, l’emergenza sanitaria legata al Covid, la ridefinizione degli assetti dello scacchiere internazionale, quindi - inevitabilmente - la guerra in Ucraina. Tutti fattori che stanno mettendo a dura prova le economie del mondo e che rappresentano una vera e propria minaccia per i territori. Fattori che però hanno visto in Bcc Triuggio una realtà che è stata in grado di mettere in campo una terapia d’urto efficace e che continua a porsi quale compagno di viaggio ideale per famiglie e imprese, intente a superare le insidie che stanno caratterizzando l’attuale momento storico. E così il suo numero uno, Silvano Camagni, analizza questi scenari facendo ricorso a un sano realismo tra prestiti, impieghi e raccolta in territorio positivo e un bilancio, quello del 2021, che tuttavia si è chiuso con una perdita di 600mila euro. Quest’ultima è scaturita dalla necessità imposta dalla all’intero gruppo Iccrea di accantonare un miliardo e 800 milioni di euro per la cosiddetta "Aqr". La banca tuttavia mantiene inalterati i suoi equilibri patrimoniali e si rafforza in termini di relazione e masse intermediate con la clientela, indice di una crescente fiducia da parte dei correntisti. Sempre la banca, nel frattempo, mantiene viva l’attenzione sui riflessi che gli accadimenti mondiali possono generare sul piano dei crediti deteriorati, fronte sul quale questa realtà finora ha dimostrato di essere all’altezza, sviluppando politiche che si sono rivelate vincenti.

Presidente, quale significato ha assunto l’approvazione dell’ultimo bilancio di BCC Triuggio
e quali risvolti per una banca di credito cooperativo come la vostra?

"Siamo una banca di medie dimensioni che si muove nel perimetro della capogruppo nazionale Iccrea. Una banca reduce da un paio d’anni di crescita, dal punto di vista dei prestiti alla clientela. Le piccole imprese, infatti, sono andate in difficoltà durante il Covid e noi ne abbiamo assecondato tutte le richieste. Prova ne è stata che abbiamo fornito liquidità per 70 milioni di euro, prorogato diverse scadenze, le rate dei mutui. Il periodo più tremendo per le aziende del territorio è stato quello della crisi economica. Il fallimento di molte aziende durante il periodo di crisi ha fatto sì che si ripulisse il mercato. Chi stava zoppicando è saltato - e non si trattava soltanto di banche che davano ossigeno ma purtroppo di aziende vecchie con produzione superata e non votata agli investimenti e all’internazionalizzazione. Per questo si sono venute a creare molte sofferenze per le banche. Quanto all’ultimo bilancio, pur avendo avuto uno sviluppo importante sui prestiti alla clientela di impieghi netti, crediti deteriorati, saliti del 20%, e sulla raccolta, quindi una situazione patrimoniale solida, abbiamo chiuso il 2021 con una perdita di 600mila euro dovuta al fatto che la Bce ha fatto una valutazione dei crediti in carico al gruppo bancario, stiamo parlando di crediti verso la clientela, e ha stimato che per l’intero gruppo Iccrea si dovessero accantonare a bilancio un miliardo e 800 milioni in più per rispondere adeguatamente alla valutazione Aqr, quella cioè sulla qualità del credito. Iccrea ha ripartito così sulle banche questo importo e a noi è toccato assecondare questa esigenza. Non c’è stata più la possibilità di porre rimedio. Avremmo potuto chiudere con un utile di 2 milioni. In 65 anni dalla costituzione della banca non si era mai verificata una situazione in rosso. Uno schiaffo morale".

Uno schiaffo morale che avete ben spiegato ai vostri soci.
E lo avete fatto con una lettera. E’ così?

"Esatto. Abbiamo descritto loro nient’altro che la realtà di una banca che mostra sì dati positivi ma anche gravata da maggiori accantonamenti. Il che non si significa che la banca non recupererà questi quattrini. Anche perché la nostra storia ci ha insegnato che abbiamo saputo recuperare il 55% delle sofferenze. Con tali accantonamenti la nostra copertura della sofferenza è arrivata al 40%. Si tratta di una perdita effettiva ma di una sopravvalutazione delle presunte future perdite sui crediti. Tutti aspetti che sono stati ben recepiti dai nostri clienti, che in noi nutrono grande fiducia".

Che cosa sta avvenendo, invece, sul fronte dei costi?

"Bisogna ammettere che con l’ingresso nel gruppo bancario c’era da aspettarsi che questi ultimi lievitassero. Hanno infatti inciso nell’ordine del 15%. L’impianto della struttura è un lavoro costoso, che implica l’assunzione di centinaia di risorse che vanno formate, organizzate. Pure in relazione alle attività “burocratiche” alla banca resta ancora una grande quota di attività".

Quali sono, al momento, le priorità di BCC Triuggio?

"Continuare a svolgere il nostro compito di banca di credito cooperativo, sapendo che arriviamo da un periodo segnato da una grande pulizia del credito che ha pesato sui bilanci dell’intero sistema. Il nostro timore, purtroppo, è che i riflessi negativi che potranno emergere dai finanziamenti che sono stati fatti per sostenere l’economia danneggiata dalla pandemia possano determinare nuovi crediti deteriorati e soprattutto generare problemi per quanto riguarda le garanzie che sono state rilasciate dallo Stato ma anche alle banche stesse. Finora lo Stato ha permesso alle banche di ripartire in cinque anni gli effetti negativi della cessione dei crediti. Senza dimenticare, quindi, il fronte dei tassi, i quali stanno aumentando per via dell’inflazione. Teoricamente l’inflazione dovrebbe portare con sé crescita dell’economia, mentre invece i dati che ci sentiamo ripetere in televisione e sui giornali parlano di una recessione. Di previsioni sul Pil che, per il nostro Paese, nel trimestre sarebbero passate dal 4% avvicinandosi allo 0. Il che è dovuto al rincaro dell’energia per via della guerra. Si tratta di aziende importanti con fatturati importanti che non hanno certezze sul futuro. Per tutte queste ragioni non si possono fare previsioni".

Nel frattempo sono tanti gli obiettivi che si stagliano all’orizzonte per BCC Triuggio, anche dal punto di vista delle iniziative in favore del territorio in cui quest’ultima opera. Ce li può elencare?

"La vera priorità è quella di continuare a conoscerci. Per il territorio siamo garanzia di buona gestione e radicamento sul territorio. Continueremo anche ad avere un ruolo importante anche nella partita del sociale. Finora, per esempio, abbiamo stanziato risorse importanti per la sanità del territorio e per l’istruzione. Siamo anche attivi nel volontariato e nel fare beneficenza in modo capillare. Nel nostro statuto è previsto infatti il richiamo costante alla matrice, cristiana, che è quella che poi ha dato origine alla banca. Siamo inoltre al fianco delle famiglie più vulnerabili. Ed infine siamo soliti finanziare le cosiddette sponsorizzazioni per le realtà sportive. Un aiuto concreto per le famiglie e le associazioni stesse".

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