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Il sindaco che difende Mimmo Lucano: "A volte disobbedire è l'unica cosa giusta"

Fascia color arcobaleno e nome modificato, ha chiesto di devolvere il compenso dei prossimi Consigli per partecipare al risarcimento cui è stato condannato l'ex primo cittadino di Riace.

Il sindaco che difende Mimmo Lucano: "A volte disobbedire è l'unica cosa giusta"
Glocal news 05 Ottobre 2021 ore 14:50

La condanna a 13 anni e 2 mesi a Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, ha fatto discutere. E l'Italia si è divisa tra coloro che hanno esultato per la sentenza e quelli che si sono detti sconcertati. Di questi ultimi fa certamente parte Curzio Rusnati, sindaco di Bussero, paese da ottomila abitanti nel Milanese, che non solo ha registrato un messaggio di solidarietà, ma ha anche lanciato un'iniziativa concreta  a sostegno dell'ex collega calabrese.

Il sindaco del Milanese che sostiene Mimmo Lucano

"A volte disobbedire è l'unica cosa giusta da fare". Prima La Martesana racconta le parole del sindaco di Bussero Curzio Rusnati, che in un videomessaggio diffuso oggi, martedì 5 ottobre 2021, ha mostrato il suo sostegno a Lucano, condannato per vari reati che ruotano attorno al sistema di accoglienza dei migranti che aveva allestito nel suo Comune calabrese.  

Il primo cittadino del Comune milanese si è mostrato in video con una fascia color arcobaleno, sostituendo il suo cognome con "Lucano". E così si è rivolto ai cittadini, ma anche ai suoi colleghi della Martesana e d'Italia, sindaci e consiglieri comunali.

"Oggi non mi chiamo Rusnati, ma Lucano - ha sottolineato, cancellando il suo cognome e sostituendolo con quello dell'ex sindaco di Riace - Come lui ho giurato sulla Costituzione perché credevo nei suoi valori: solidarietà, uguaglianza, umanità, fraternità e giustizia. Mi piacciono le persone: tutte, sempre e ovunque. Alleno la mia comunità a prendersi cura di sé stessa e ad aprire porte".

L'appello alla politica

Ma il sindaco busserese non si è limitato alla solidarietà. Ha infatti lanciato un appello diretto ai colleghi chiedendo che nel prossimo Consiglio comunale sostiuiscano nella loro postazione il loro cognome con quello dell'ex sindaco di Riace. Ma non solo: ha anche chiesto di devolvere parte della prossima indennità per sostenere le spese legali e il pagamento del  folle  risarcimento da mezzo milione di euro a cui è stato condannato.

"Perché si può sbagliare - ha concluso - Perché disobbedire a volte è l'unica cosa da fare"