Allenatore del Lecco

Il filmato di chi, ai tempi del Covid, fa gol… dal balcone

Ma non è uno qualsiasi... si tratta di Gaetano D'Agostino, ex giocatore di serie A che ha rischiato pure il passaggio al Real Madrid.

Il filmato di chi, ai tempi del Covid, fa gol… dal balcone
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Dal balcone… alla porta. Il balcone in realtà è quello della sede del Calcio Lecco e la porta quella sotto la Curva Nord dello stadio Rigamonti Ceppi. Il protagonista dell’incredibile video non è uno qualsiasi, ma Gaetano D’Agostino, oggi allenatore bluceleste, ma in passato giocatore di Serie A nelle fila dell’Udinese.  Insomma, nonostante abbia appeso gli scarpini al chiodo da qualche anno, non ha decisamente perso la confidenza col pallone!

GUARDA IL VIDEO:

I piedi fatati del mister del Lecco

Da Prima Lecco

A pubblicare il video, attraverso i suoi canali social, è stato Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky e guru del calciomercato, che ha chiesto ai suoi follower:

“Ora allena il Lecco, ma il piede non l’ha perso. Avete capito chi è?”

Risposta scontata per i tifosi lecchesi, ai quali è bastato mezzo fotogramma per individuare il colpo d’occhio del cuore del tifo organizzato bluceleste. Un pallone, un tocco di “taglio” e giù verso il rettangolo verde fino al fondo della rete.

Quella folle estate verso Torino e Madrid

Roba da alta scuola calcistica, della quale senza dubbio D’Agostino ha fatto parte a pieno titolo per diversi anni: il suo mancato trasferimento alla Juve e al Real Madrid nel giro di un’estate fa parte della storia recente del calcio italiano al capitolo grandi rimpianti.

Ieri e oggi

Gaetano D’Agostino, 38 anni, è nato a Palermo ma calcisticamente è cresciuto nelle giovanili della Roma. Centrocampista di grande talento, specializzato nei calci di punizione, a inizio carriera ha giocato anche nel Bari e nel Messina. L’apice della sua carriera lo ha raggiunto all’Udinese, dove ha attirato su di sé le attenzioni di Juventus e Real Madrid: il trasferimento in terra spagnola è saltato clamorosamente nella “folle estate” del 2009. Un cavillo burocratico lo ha allontanato per sempre da quella che sarebbe stata la consacrazione tra i veri campioni.