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Il mistero rimane

I vestiti, la Polo, il ladro, il pc: le anomalie che ancora avvolgono il giallo sulla morte di Giacomo Sartori

Lunedì a Belluno s'è tenuto l'ultimo saluto al 29enne informatico scomparso da Milano e ritrovato una settimana dopo impiccato a una quercia nella campagna pavese.

I vestiti, la Polo, il ladro, il pc: le anomalie che ancora avvolgono il giallo sulla morte di Giacomo Sartori
Glocal news 05 Ottobre 2021 ore 11:40

La sua comunità, a Belluno, gli ha regalato un ultimo caldo abbraccio. Un funerale composto, quello tenutosi lunedì, 3 ottobre 2021, a Borgo Valbelluna, ma il mistero sulla morte di Giacomo Sartori non è ancora sciolto.

Sul caso del 29enne informatico scomparso da Milano il 17 settembre scorso e ritrovato senza vita una settimana dopo nella campagna pavese sono ancora tante le zone d'ombra.


Le anomalie nel giallo sulla morte di Giacomo Sartori

E a confermarlo è lo stesso pm meneghino che sta curando l'indagine, Mario Venditti.

Gli inquirenti indagano ufficialmente per suicidio, ma il procuratore parla apertamente di "anomalie":

  • la prima riguardo alla notte in cui, dopo il furto dello zaino in un locale di Porta Venezia, Sartori ha raggiunto la campagna di Casorate Primo: com'è possibile che nessun abitante della cascina lo abbia visto, malgrado sia andato avanti e indietro più volte fino a trovare il cavo elettrico con cui s'è impiccato a una quercia?
  • c'è poi un particolare inedito, quanto inquietante: l'ipotesi è che Sartori possa aver dormito nella Polo grigia aziendale più di una notte, secondo Venditti. Ma quindi, anche nelle sere precedenti il furto? E perché?
  • il pm ha infine parlato di vestiti intatti, un dettaglio anomalo considerando che si è arrampicato su un albero per togliersi la vita.

LA QUERCIA NEL FRUTTETO DELL'AGRITURISMO:

Due le domande cruciali

Ma di base, quello che ancora non trapela, è se gli investigatori siano riusciti a stringere il cerchio proprio attorno alla zona tra Casorate e Motta Visconti, in base al presupposto che il 29enne sia arrivato proprio lì seguendo con una app le tracce geolocalizzate del cellulare aziendale rubato insieme al pc: il ladro dello zaino potrebbe risiedere proprio lì e individuarlo sarebbe comunque un passo importante per l'indagine.

La domanda cruciale però rimane la stessa: al termine di una manciata di ore concitate, perché Sartori ha deciso di farla finita? Per il rimorso d'essersi fatto rubare il pc aziendale per la seconda volta? Ma allora, cosa conteneva di così importante per lui o per la sua azienda?

L'ultimo saluto e le parole del fratello

Punti di domanda che, a Valbelluna, non hanno sfiorato la commozione durante l'addio. Gli amici hanno portato a spalla la bara ricoperta di fiori, poi al termine della funzione funebre officiata da don Massimiliano Zago, a parlare è stato il fratello Tommaso, che ha parlato dell'amore di Giacomo per la chitarra, lo ha affettuosamente ricordato come una "testa calda" e ha chiesto perdono per non essersi accordo delle "corde tese" nel suo animo.

daniele.pirola@netweek.it

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