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Infermiera scomparsa

E' di Antonella Sofia il cadavere trovato nell'Adda, la sorella ha riconosciuto il corpo

Una morte accompagnata da tanti perché a cui si cerca risposta. Come quella di Giacomo Sartori e Laura Ziliani.

E' di Antonella Sofia il cadavere trovato nell'Adda, la sorella ha riconosciuto il corpo
Glocal news 28 Settembre 2021 ore 15:52

Corpi abbandonati in luoghi pochi battuti, nella speranza - forse - che restino lì, a custodire i segreti dietro a quelle morti. Invece questi corpi sono stati ritrovati, e ora si indaga, si analizzano i resti, cercando di restituire la verità di quei decessi. Si lavora per decretare eventuali responsabilità. E' il caso di Giacomo Sartori, scomparso nel nulla qualche settimana fa e ritrovato impiccato ad un albero. Ma anche di Laura Ziliani, i cui resti ritrovati in un torrente l'8 agosto 2021 hanno portato all'arresto delle sue due figlie e del fidanzato di una di loro. E poi c'è Antonella Sofia, lodigiana 40enne scomparsa da oltre una settimana. Venerdì 24 settembre 2021 è stato rinvenuto un corpo nelle acque dell'Adda: alcuni segni e tatuaggi sulla pelle suggerivano una compatibilità con quelli della donna. E' notizia degli ultimi minuti che la sorella di Antonella avrebbe riconosciuto nel corpo ripescato dalle acque proprio l'infermiera.

Il corpo nelle acque dell'Adda è di Antonella Sofia?

Come racconta Prima Lodi è attesa oggi, lunedì 28 settembre 2021, l'autopsia sul corpo rinvenuto nel fiume all'altezza del comune di Pizzighettone, nel Cremonese. Ma il riconoscimento ufficiale del corpo c'è già stato da parte dei parenti di Antonella Sofia. Fin dalla scomparsa della 40enne, avvenuta dopo un emblematico messaggio all'ex fidanzato, si è fatta strada l'ipotesi del suicidio. Alcuni vicini avevano fin da subito dichiarato di aver visto Antonella la sera della sua scomparsa dirigersi verso l'Adda, convinti che stesse andando a fare una passeggiata. Poi più nulla. I suoi effetti personali sono stati trovati nel suo appartamento, chiuso regolarmente.

Spetterà al pm incaricato del caso decidere se sia o meno necessario effettuare un esame del Dna per avere la certezza che si tratti proprio della donna scomparsa, nel caso in cui non sia sufficiente il riconoscimento del corpo.

I misteri che Giacomo ha portato con sè

Scomparso, cercato invano e ritrovato senza vita, senza margine di dubbio, è Giacomo Sartori. Anche stavolta il teatro del rinvenimento è la Bassa lombarda. Era scomparso da Milano nella serata di venerdì 17 settembre 2021. La sua auto è stata ritrovata chiusa, qualche giorno più tardi, a cascina Caiella di Casorate Primo, nel Pavese. Dal giorno in cui Giacomo Sartori ha fatto perdere le sue tracce era partita una grande mobilitazione per ritrovarlo. Purtroppo le speranze si sono spente del tutto: il corpo dell'informatico 30enne, originario di Mel (Belluno), è stato trovato senza vita non troppo lontano dal luogo in cui era stata individuata la sua auto, impiccato a un albero.

Per i medici legali che hanno effettuato l'autopsia le uniche ferite rinvenute sul cadavere sono riconducibili al cavo stretto intorno al collo che avrebbe utilizzato per impiccarsi, mentre non compaiono segni di violenza sul resto del corpo. Si esclude, quindi, una colluttazione con un'altra persona. Gli inquirenti propendono per il gesto estremo. Ma tanti interrogativi restano aperti. Perché da quando ha lasciato Milano, la sera in cui è sparito, sembra proprio che Sartori fosse finito a Casorate con uno scopo ben preciso, forse cercando di recuperare pc e cellulare aziendali che gli erano stati rubati qualche ora prima in un locale milanese. Misteri che forse non avranno mai risposta.

La terribile fine di Laura

E infine c'è Laura, uccisa - secondo gli inquirenti - dalle sue stesse figlie, con la complicità del cognato, per soldi. La vigilessa 55enne è scomparsa l'8 maggio 2021, soltanto 3 mesi dopo il suo cadavere è stato ripescato nel fiume Oglio a Temù, nel bresciano. Come raccontato da Prima Brescia, nella mattinata di mercoledì 24 settembre 2021, i Carabinieri hanno arrestato due sorelle di 26 e 19 anni, rispettivamente impiegata e studentessa e il fidanzato della sorella maggiore, uno studente universitario 27enne residente in provincia di Bergamo, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dell’omicidio volontario e dell’occultamento di cadavere di Laura Ziliani. 

Troppe le incongruenze nel racconto degli accusati circa la dinamica della sparizione della madre. I tre, secondo la ricostruzione e le prove rinvenute, avrebbero narcotizzato la donna per soffocarla più agevolmente e infine si sarebbero liberati del corpo. Il movente sarebbe di natura economica, come confermerebbero anche alcune intercettazioni telefoniche. E' inoltre emerso che Ziliani avrebbe subito un altro tentativo di avvelenamento, sempre ordito dal trio, un mese prima della sua scomparsa.

I tre indagati compariranno davanti al gip, Alessandra Sabatucci, per l’interrogatorio di garanzia: le due sorelle dal carcere di Verziano (dove si trovano in isolamento nella stessa cella) e il fidanzato da quello di Canton Mombello, sempre a Brescia.