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conseguenze della siccità

Dal Po in secca affiora la testa di un cervo preistorico

Si tratta di un cervo megacero, che visse tra 80 e 100.000 anni fa.

Dal Po in secca affiora la testa di un cervo preistorico
Glocal news 22 Aprile 2022 ore 14:28

C'è chi sostiene che oramai il Po sia talmente in secca che basta farsi una passeggiata sulle rive per trovare dei fossili risalenti a epoche passate. E alle volte questi ritrovamenti sono sorprendenti: sul letto asciutto del fiume è stata rinvenuta nei pressi dell’Isola Serafini di Monticelli, tra le province di Cremona, Lodi e Piacenza, la testa di un cervo megacero, animale vissuto tra 80 e 100.000 anni fa.

I resti di un cervo preistorico nel letto del Po in secca

Come racconta Prima Cremona, sulle spiagge fluviali del Po e dei suoi affluenti, negli ultimi mesi, a causa della siccità prolungata sono affiorati alcuni reperti fossili di animali estinti migliaia di anni fa. Tra questi anche l’imponente cranio di un cervo megacero spuntato su una spiaggia di Isola Serafini, un’isola fluviale del Grande Fiume situata a cavallo del territorio compreso tra i comuni di Spinadesco in provincia di Cremona, Monticelli d’Ongina in provincia di Piacenza e Castelnuovo Bocca d’Adda in provincia di Lodi.

Il cervo megacero

Il gigantesco animale è vissuto circa 80-100 mila anni fa, in concomitanza con l’ultima fase glaciale. Conosciuto con il nome di Alce Irlandese, ha popolato un’area molto vasta che va dall’Europa all’Asia centrale ed è strettamente imparentato con i cervidi odierni.

L'animale che si è naturalmente estinto, è di dimensioni sorprendenti e presenta un palco (le corna) che poteva raggiungere anche i tre metri e mezzo di ampiezza.

Non solo il cervo

Il teschio di megacero è solo l’ultimo ritrovamento archeologico favorito dalla siccità del Po. Diversi sono i reperti di diversi animali che sono affiorati negli ultimi mesi: bisonti, elefanti, mammut, rinoceronti e lupi. Ora si trovano custoditi all’interno del Museo Naturalistico Paleoantropologico di San Daniele Po, in provincia di Cremona. Nel museo si trovano anche il femore di un elefante e l’osso frontale di un uomo di Neanderthal.

(Foto di copertina: wikipedia)

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