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Situazione allarmante

Crisi post Covid nelle case di riposo: fuga di personale, debiti e strutture a rischio chiusura

Si assiste a una vera e propria "fuga" di infermieri verso le Ulss, dove vengono garantiti stipendi più sostanziosi...

Crisi post Covid nelle case di riposo: fuga di personale, debiti e strutture a rischio chiusura
Glocal news 28 Settembre 2021 ore 11:12

Sono state le strutture colpite in modo più severo nei primi mesi della pandemia, le residenze per anziani, drammaticamente finite sotto i riflettori per i tanti morti registrati in tutta la Penisola. E oggi, a distanza di più di un anno, se si può parlare di una situazione sanitaria sotto controllo grazie alla campagna vaccinale, lo stesso non si può dire per quanto riguarda le "finanze" delle Rsa, ora più che mai in una vera e propria emergenza. Deficit, reparti chiusi, fuga di personale. Sono solo alcuni dei problemi con cui i dirigenti delle strutture stanno facendo i conti per scongiurare l'esito peggiore: la chiusura, la vendita, o lo spettro del commissariamento.

Crisi post Covid nelle case di riposo: fuga di personale, debiti e strutture a rischio chiusura

Perdite di centinaia di migliaia di euro da recuperare, personale da reperire, chiusure di reparti. In Veneto la situazione percepita sembra anche più grave che nel resto del Paese. Sono tante le case di riposo che dopo un anno e mezzo di Covid si trovano a dover gestire le conseguenze di mancati ricavi, faccia a faccia, insomma, con enormi passivi. Ed è proprio Ipav (Istituzioni pubbliche di assistenza veneziane) a lanciare l'allarme, delineando i contorni di una situazione preoccupante.

Perdite pesantissime

Ipav, infatti, ha chiuso l bilancio del 2020 con una perdita pesantissima, pari a oltre 2 milioni di euro. Un dato davvero allarmante, che però, assicurano i vertici, sarebbe già stato recuperato grazie agli avanti di bilancio delle amministrazioni precedenti. E non ci saranno, continuano, ricadute su servizi e tagli ai dipendenti.

Posti letto vuoti

Sono 3,9 i milioni di incasso in meno sulle rette a causa dei decessi provocati dal Covid. Molti posti letto, poi, sono rimasti vuoti per un lungo periodo, in quanto i nuovi ingressi nei centri erano stati interdetti. E c'è anche il tema dei minori introiti sugli affitti di immobili di proprietà, perché molti canoni di esercizi commerciali e alberghi sono stati o scontati o "congelati".

Gli aiuti della Regione

Alcuni "danni" sono stati limitati grazie ai fondi stanziati dalla Regione per le case di riposo, nel caso di Ipav circa un milione e anche per un'oculata gestione delle risorse economiche. In tutta la situazione, oltretutto, si sono dovuti anche sostenere nuovi costi, come quelli per i dispositivi di protezione individuale e per le sanificazioni delle strutture. Ma la posizione di Ipav, in questo scenario, è sempre stata molto chiara: "Non abbiamo messo nessun dipendente in Fis e non abbiamo aumentato le rette".

Infermieri in fuga verso le Ulss

Ma se nel caso di Ipav il futuro sembra comunque solido, lo stesso non si può dire per molte altre case di riposo che si trovano, forse, in una situazione ancora più delicata. Le perdite pesantissime, pari a centinaia di migliaia di euro, devono sommarsi al tema più caldo, quello della mancanza di infermieri, in fuga verso le Ulss che garantiscono stipendi più sostanziosi. E senza infermieri, ovviamente, i posti letto calano, i reparti si chiudono e le case di riposo restano "paralizzate".

Ipab Casson di Chioggia scrive ad Azienda Zero

E se in qualche caso non si riesce ad arginare la "migrazione", qualcuno, invece, sta provando a far sentire la propria voce. E' il caso della Ipab Casson di Chioggia che ha scritto alla Ulss3, per chiedere di interrompere le continue chiamate di infermieri in servizio nel centro. La situazione era peggiorata dopo che la cooperativa incaricata di gestire il servizio infermieristico notturno aveva comunicato di non essere più in grado di garantire infermieri. Il centro era corso ai ripari assumendone sei, internalizzando il servizio infermieristico e aumentando gli stipendi per evitare future nuove fughe.