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Miracolato

Alpinista rimasto appeso per due ore nel vuoto con la forza delle braccia: alla fine ha ceduto, ma s'è salvato

La drammatica storia del 30enne bergamasco Cristian Garavelli avvenuta sul Dente del Gigante, nel Massiccio del Monte Bianco.

Alpinista rimasto appeso per due ore nel vuoto con la forza delle braccia: alla fine ha ceduto, ma s'è salvato
Glocal news 21 Agosto 2021 ore 08:00

Ha resistito fino a che le forze in corpo glielo hanno consentito, dopodiché, stremato dalla fatica, si è lasciato andare cadendo per trenta metri e convinto di morire. Un vero e proprio miracolo ha salvato la vita ad un alpinista rimasto appeso nel vuoto per due ore a 4.000 metri di quota sul Dente del Gigante, nel massiccio del Monte Bianco.

L'alpinista miracolato sul Dente del Gigante

Una storia da far venire i brividi solo a raccontarla perché avvenuta a 4.000 metri di quota sul Dente del Gigante, nel Massiccio del Monte Bianco.

Come raccontato da Prima Bergamo, l'alpinista Cristian Garavelli, 30 anni e di Cologno al Serio, è rimasto appeso nel vuoto per due ore con la forza delle braccia e in balia del vento. Il 30enne stava scendendo dal ghiacciaio con un compagno di cordata, poi il drammatico imprevisto:

"Ci stavamo calando in doppia corda per arrivare a fare sicura (quell'insieme di movimenti, gesti e tecniche che consentono di frenare una caduta accidentale del primo di cordata, ndr), ma in quel tratto lo spit (il tassello) è tutto spostato a sinistra. Non riuscivo ad avvicinarmi".

I due alpinisti, capendo il pericolo che stavano correndo, hanno anche chiamato i soccorritori, che però sono stati rallentati dal maltempo e dalle forti raffiche di vento. Cristian Garavelli ha cercato di rimanere aggrappato fino a che le forze fisiche fino a che ha potuto:

"Le ho tentate tutte, ma proprio tutte. Mi sono tirato su con le braccia, avevo il machard (un nodo autobloccante), ma poi non ha più retto. Mi sono tenuto con tutta la forza che avevo nelle braccia, ho tirato fuori dallo zaino la piccozza per fissarla in parete. Il mio compagno di cordata non mi poteva aiutare, mi sentivo svenire".

Dopo due ore, l'alpinista 30enne, sfinito dalla fatica, si è lasciato andare, cadendo per 30 metri e convinto di morire. Il suo ultimo pensiero, ha raccontato, era andato alla moglie e al cane. In quel momento, tuttavia, è avvenuto il miracolo: i soccorritori lo hanno trovato privo di sensi tra le rocce, ferito ma vivo, e lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale. Ha riportato diversi traumi, ora è fuori pericolo.

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