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follia no vax

A Nembro, paese martoriato dal Covid, insulti No vax ai morti e al Comune

Una vicenda che ha dell'incredibile: il paese in provincia di Bergamo è divenuto simbolo del martirio del virus nel 2020.

A Nembro, paese martoriato dal Covid, insulti No vax ai morti e al Comune
Glocal news 11 Gennaio 2022 ore 07:43

Nessuno avrebbe potuto mai immaginare un'evoluzione (o involuzione) del genere; soprattutto in un territorio come Nembro, paesino bergamasco che nel 2020 è divenuto simbolo del martirio del Covid. Anonimi No vax hanno prima imbrattato il cimitero del Paese, con scritte contro il vaccino e, successivamente, hanno rivolto la loro frustrazione contro la pagina Facebook del Comune: circa 1.500 messaggi tra insulti, teorie del complotto e frasi fatte contro autorità e vaccini.

Nembro nel mirino dei No Vax

Riavvolgiamo il nastro. Come racconta Prima Bergamo, diversi No vax hanno imbrattato di scritte negazioniste il muro del cimitero di Nembro, deturpando il luogo dove riposano le salme delle 188 vittime del Covid-19 scomparse tra la fine di febbraio e aprile 2020. Quei parenti e amici che sono stati portati via dall’ambulanza e che non sono mai ritornati a casa. Le foto delle scritte, apparse sul muro a sud del campo santo, sono state pubblicate sui social scatenando la reazione sconvolta e arrabbiata dei cittadini del paese che, in percentuale rispetto alla popolazione, ha avuto più morti nel corso della prima ondata da coronavirus. I nembresi hanno infatti condannato fermamente il gesto dei vandali, augurandosi che la zona fosse videosorvegliata per poter rintracciare i colpevoli grazie alle telecamere.

La vergognosa scoperta è avvenuta il 6 gennaio 2022.

Gli autori del gesto se la prendono con i vaccini e il governo, definendolo "nazista" e accusandolo di mentire sulla loro efficacia. Il sindaco di Nembro Claudio Cancelli ha definito quelle scritte:

"deliranti, segni di oltraggio verso i nostri morti e verso Nembro. Questi vandali dimostrano così la qualità dei loro argomenti, ossia scarabocchi rancorosi sul lenzuolo che protegge i resti dei nostri cari. Questi no-vax dimostrano la loro mancanza di rispetto degli altri, il loro egoismo e il rifiuto del bene comune, il loro essere fuori dalla società".

L'intervento dei volontari

C'è però anche chi ha risposto con civiltà: il 7 gennaio alcuni volontari sono intervenuti e hanno cancellato le scritte incriminate. Il tutto è stato immortalato da alcune fotografie, poi pubblicate sui social.

Mettere un punto alla vicenda così sarebbe stato accettabile. Certo, resta l'amaro in bocca per determinate derive incomprensibili, ma almeno l'epilogo avrebbe visto trionfare il senso civico. Invece, nelle ultime ore, si è assistito all'ennesimo colpo di scena:  i No vax hanno deciso di colpire la pagina Facebook del Comune e il messaggio in cui il sindaco denunciava il raid vandalico. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi sono stati pubblicati online circa 1.500 messaggi tra insulti, teorie del complotto e frasi fatte contro autorità e vaccini che hanno spinto i titolari della pagina social a eliminare i messaggi oltraggiosi e a limitare le persone che possono commentare i post.

Questo genere di fenomeno, molto utilizzato dai leoni da tastiera, ha un nome ben preciso: si tratta di shitstorm. Complici le disinibizioni date dall'anonimato, gruppi di persone che condividono le medesime tesi (spesso promulgate in modalità feroce, offensiva e violenta a mezzo social) si organizzano per colpire un obiettivo, reo - secondo le deliranti percezioni dei rivoluzionari da tastiera - di non pensarla come loro e di meritare, per questo, un discredito violento.

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