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Zelensky da Vespa punge Draghi e la politica dei negoziati: "Trattative solo se i russi si ritirano, non cediamo territori"

Il presidente ucraino ha ringraziato l'Italia e il nostro Governo per il sostegno e le sanzioni alla Russia. Ma sulle trattative è stato perentorio.

Zelensky da Vespa punge Draghi e la politica dei negoziati: "Trattative solo se i russi si ritirano, non cediamo territori"
Esteri 13 Maggio 2022 ore 09:51

Zelensky da Vespa punge Draghi e la politica dei negoziati:

"Non cediamo territori, non siamo noi su un territorio di un'altra nazione".

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky per quasi un'ora è stato ospite "a distanza" a "Porta a Porta" da Bruno Vespa dove ringrazia il popolo italiano "per la vicinanza" e il Governo Draghi "per aver aderito alla sanzioni messe sul tavolo dall'Unione Europea e dalla Nato".

Zelensky perentorio: "A un tavolo con Putin sì, ma non cediamo i nostri territori"

Il presidente dell'Ucraina che in un videopost su Facebook alla nazione ha spiegato che la Russia è stata sconfitta, anche nel contenitore serale di Rai Uno ha ribadito che "Putin non salverà la faccia dopo il conflitto".

Una disamina sull'esito dell'invasione russa che ha preso in considerazione la spinosa questione dei territori contesi tra Ucraina e Russia e che potrebbero essere tema di eventuali tavoli di negoziati:

"Noi non salviamo la faccia di Putin pagando con i nostri territori. Sarebbe ingiusto".

In buona sostanza, Zelensky ha ribadito la disponibilità a sedersi al tavolo con Vladimir Putin, ma "senza l'imposizione di ultimatum".

Il nodo spinoso dei territori contesi

Anzi, non solo Zelensky ha spiegato chiaramente che non accetterà ultimatum, ma ha fatto intendere che eventuali punti fermi saranno messi proprio dall'Ucraina.

In particolare, sul tema spinoso dei territori da tempo al centro di scontri e dibattiti annosi, su tutti il territorio della Crimea:

"Vogliamo che le armate russe vadano via dalla nostra terra, noi non siamo sul suolo russo. Non ho mai parlato di riconoscerne l'indipendenza, non la riconosceremo mai come parte della Russia. Ha sempre avuto la sua autonomia, ha uno suo parlamento, ma dentro l'Ucraina".

Zelensky: lodi all'Italia, punzecchiature a Draghi

Come era già accaduto nel suo video collegamento in diretto con il Parlamento, per il nostro Paese e il nostro Governo ha lasciato parole di apprezzamento.

Anche se il fermo "no" a negoziati (che finora non hanno portati risultati concreti) e trattative impostati in un certo modo sono sembrati un chiaro messaggio ad alcuni leader europei (Macron ma anche il nostro Draghi, specie dopo la sua visita negli States a Joe Biden) per il loro atteggiamento verso la Russia e il suo presidente Vladimir Putin.

Apprezzamenti al Bel Paese, freddezza verso il Papa

Per l'Italia dunque gli apprezzamenti per arte, cultura, località turistiche, per i provvedimenti presi verso i possedimenti degli oligarchi russi, mentre Zelensky si è mostrato più freddo verso il Papa.

Una sorta di corto circuito diplomatico nato in occasione della Via Crucis di Pasqua quando Francesco decise di far partecipare in una stessa stazione una donna russa e una ucraina con le bandiere di entrambi i Paesi.

Una cerimonia religiosa che fu oscurata dalle Tv ucraine e Zelensky è tornato su quell'episodio:

"Non lo possiamo accettare, per noi la bandiera russa in questo momento vuol dire solo occupazione".

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