“Putin è il paziente zero” e “va fermato“. È questo uno dei passaggi più duri dell’intervento di Volodymyr Zelensky all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il presidente ucraino ha utilizzato il linguaggio della pandemia per descrivere Vladimir Putin come l’origine di una guerra che, secondo la sua ricostruzione, rischia di estendersi oltre i confini dell’Ucraina.
“Bisogna negargli lo spazio d’azione, lo spazio per diffondere questo male”, ha affermato Zelensky dal podio dell’ONU, chiedendo agli alleati di mantenere la pressione sulla Russia.
Il bilancio della guerra
Nel suo intervento, Zelensky ha rivendicato la capacità dell’Ucraina di continuare a resistere dopo oltre quattro anni di guerra e ha illustrato i costi del conflitto secondo i dati forniti da Kyiv.
“Negli ultimi otto mesi, 248.000 russi sono stati uccisi o gravemente feriti“, ha sostenuto il presidente ucraino, aggiungendo che la Russia avrebbe lanciato contro l’Ucraina oltre 2.000 missili e circa 63.000 attacchi con droni.
Zelensky ha inoltre affermato che la Russia impiega nella guerra soldati provenienti da 47 Paesi, rivolgendosi direttamente agli Stati che forniscono personale a Mosca:
“Non consentite a Putin di trascinarvi in questa guerra”.
Le cifre sulle perdite russe citate da Zelensky rappresentano una stima ucraina e non sono verificabili in modo indipendente.
Bombe russe su Kyiv
Mentre Zelensky parlava all’ONU, Kyiv è stata colpita da un nuovo attacco russo con missili balistici. Il bilancio aggiornato è di due morti e almeno sei feriti.
Una delle vittime è stata trovata nel parcheggio vicino a un ospedale di maternità, la cui facciata e alcune finestre sono state danneggiate dai detriti. Sono stati segnalati danni anche a un vicino centro diagnostico e ad abitazioni in diversi quartieri della capitale.
L’attacco ha spinto Zelensky a chiedere una risposta più forte agli Stati Uniti.
“La Russia non porrà fine a questa guerra senza pressioni”, ha scritto il presidente ucraino, sollecitando nuovi sistemi di intercettazione missilistica e sanzioni contro Mosca e contro i Paesi che contribuiscono alle sue entrate.
La linea dell’inverno
Zelensky ha avvertito che i prossimi mesi potrebbero essere particolarmente difficili per l’Ucraina, soprattutto sul fronte energetico.
“L’Ucraina sa che potrebbe essere un inverno molto duro. Ma in risposta, non avremmo altra scelta se non rendere l’inverno molto duro anche per i russi”.
Allo stesso tempo, il presidente ucraino ha insistito sulla necessità di lavorare alla de-escalation prima dell’inverno, mentre gli Stati Uniti stanno cercando di ottenere almeno una tregua limitata che coinvolga le infrastrutture energetiche.
Secondo quanto riferito da Zelensky, Washington starebbe spingendo per tre passaggi:
- una sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche,
- la riapertura del corridoio del Mar Nero per le esportazioni di grano,
- nuovi colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina.
Trump invita Putin
Nel frattempo, la diplomazia americana prova a riaprire un canale diretto con Mosca. Il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato l’invito di Donald Trump a Vladimir Putin per il vertice del G20 previsto a Miami nel mese di dicembre. Un’occasione per il leader russo di confrontarsi non soltanto con Trump, ma anche con gli altri capi di Stato e di governo.
Marco Rubio meets with Russia’s Lavrov in New York. pic.twitter.com/ZxjAaMrrDj
— Clash Report (@clashreport) September 23, 2026
L’amministrazione americana ha motivato l’iniziativa con la necessità di parlare anche con gli interlocutori con cui esistono profonde divergenze.
Mosca valuta l’invito
Il Cremlino ha accolto l’invito americano senza però confermare la partecipazione di Putin. Mosca ha fatto sapere che valuterà la proposta attraverso i canali diplomatici.
L’iniziativa è arrivata dopo l’incontro a New York tra Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Secondo il ministero degli Esteri russo, durante il colloquio sono stati discussi anche i preparativi per gli eventi del G20 e la necessità di migliorare le relazioni bilaterali sulla base degli accordi raggiunti tra Trump e Putin.
Putin non partecipa fisicamente a un vertice G20 dal 2019, mentre la Russia continua comunque a far parte del gruppo.
Lavrov: “Niente pausa”
Sul fronte dei negoziati, Lavrov ha ribadito la disponibilità di Mosca a discutere una soluzione, ma ha escluso una semplice sospensione delle operazioni militari.
La posizione russa è che una pausa nei combattimenti potrebbe consentire all’Ucraina e ai suoi alleati di rafforzare ulteriormente le proprie capacità militari. Mosca sostiene quindi di essere disponibile a negoziare un accordo duraturo, ma non a interrompere temporaneamente la guerra senza un’intesa complessiva.
Zelensky pronto all’incontro
Zelensky ha ribadito in più occasioni la propria disponibilità a incontrare Putin. Anche nel nuovo quadro diplomatico delineato a New York, il presidente ucraino ha sostenuto la necessità di arrivare a un confronto diretto.
Il Cremlino, invece, mantiene condizioni diverse per un eventuale incontro bilaterale e non considera al momento maturi i presupposti per una nuova fase negoziale.