Un incontro di oltre un’ora alla Casa Bianca, un’intesa di principio sulla produzione in Ucraina degli intercettori Patriot e un nuovo messaggio rivolto a Vladimir Putin: la Russia starebbe perdendo più uomini di quanti riesca a reclutarne e non avrebbe più il pieno controllo dell’iniziativa militare.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato Donald Trump martedì 28 luglio 2026 a Washington, durante una visita organizzata anche in occasione dei funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, storico sostenitore di Kyiv. Il colloquio, svoltosi a porte chiuse, ha riguardato la difesa aerea dell’Ucraina, la cooperazione industriale tra i due Paesi e il tentativo di riaprire un percorso diplomatico con Mosca.
JUST IN – Zelensky arrives at the White House to meet President Trumppic.twitter.com/pIK5Xv2ozx
— Insider Paper (@TheInsiderPaper) July 28, 2026
L’apertura di Trump sui Patriot
Al termine dell’incontro, Zelensky ha parlato di un “buon colloquio” e ha riferito di avere discusso con Trump le licenze necessarie per produrre in Ucraina gli intercettori del sistema Patriot. Intervistato successivamente negli Stati Uniti, il presidente ucraino ha sostenuto che Trump avrebbe accettato la proposta.
L’intesa, se formalizzata, rappresenterebbe un passaggio importante: Kyiv non chiede soltanto nuove batterie antiaeree, ma la possibilità di partecipare direttamente alla produzione dei missili intercettori, indispensabili per contrastare i vettori balistici utilizzati dalla Russia contro città, centrali energetiche e infrastrutture ucraine.
La visita è stata accompagnata da incontri con dirigenti di Lockheed Martin, l’azienda statunitense coinvolta nella produzione dei Patriot, e con alcuni senatori americani. Zelensky ha inoltre appoggiato il progetto bipartisan per introdurre nuove sanzioni contro il settore energetico russo, considerato una delle principali fonti di finanziamento della guerra.
I met with the team of the Lockheed Martin defense company – one of the strongest enterprises in the United States, with which we have been cooperating for a long time. Lockheed Martin is the company that produces ATACMS, HIMARS, F-16s, and missiles for Patriot systems.
Today,… pic.twitter.com/PAoBBzKMZN
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) July 28, 2026
Sul tavolo è entrata anche la cooperazione contro i droni. Zelensky avrebbe sottolineato l’esperienza acquisita dalle forze ucraine nell’intercettazione e nella distruzione dei velivoli senza pilota russi e iraniani, proponendo una collaborazione tecnologica più stretta con Washington. Il tema interessa direttamente gli Stati Uniti, impegnati contemporaneamente a proteggere le proprie basi in Medio Oriente dagli attacchi iraniani.
“Putin perde 30.000 soldati al mese”
La dichiarazione più forte è arrivata dopo il vertice. Parlando della situazione sul campo, Zelensky ha affermato che Putin sta perdendo circa 30.000 militari russi ogni mese.
“Putin sta perdendo 30.000 soldati al mese. Sono perdite enormi, ma non vuole fermare questa guerra”, ha dichiarato il presidente ucraino, aggiungendo che “l’iniziativa non è più nelle mani di Putin”.
Il termine “perdite”, però, deve essere interpretato correttamente. Nei conteggi militari non indica necessariamente 30.000 morti, ma generalmente comprende l’insieme dei soldati uccisi, feriti, dispersi o resi indisponibili al combattimento.
A good meeting with President Trump @POTUS at the Oval Office. Thank you for everything we do together to protect the lives of Ukrainians and advance peace. First and foremost, I offered President Trump our condolences on the passing of Lindsey Graham. He was a true friend of… pic.twitter.com/56yoaeqb2B
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) July 28, 2026
Le cifre diffuse durante una guerra non possono essere verificate in tempo reale e sono utilizzate anche come strumento di pressione politica e comunicativa. Mosca non pubblica un bilancio completo e aggiornato, mentre Kyiv diffonde quotidianamente le proprie stime sulle perdite russe.
Le stime indipendenti confermano il logoramento
Pur richiedendo cautela, l’ordine di grandezza indicato da Zelensky trova un riscontro in alcune analisi indipendenti. Uno studio pubblicato il 1° luglio 2026 dal Center for Strategic and International Studies, istituto di ricerca con sede a Washington, ha stimato per la Russia un ritmo superiore alle 30.000 perdite mensili durante il 2026, a fronte di circa 27.000 nuove reclute al mese.
Secondo il CSIS, per la prima volta il numero di uomini persi dalla Russia potrebbe quindi avere superato stabilmente quello dei nuovi soldati inseriti nelle forze armate. L’istituto attribuisce l’aumento soprattutto all’impiego ucraino di droni, sistemi automatizzati e attacchi contro la logistica nelle retrovie russe.
Una ricerca separata condotta da Mediazona e Meduza, basata sui registri delle successioni e su altri documenti amministrativi russi, ha stimato in circa 352.000 i cittadini russi tra i 18 e i 59 anni morti nella guerra dall’invasione del 24 febbraio 2022 alla fine del 2025. Questa cifra riguarda i decessi, non il totale complessivo di morti e feriti, e non permette da sola di certificare il ritmo mensile indicato da Zelensky. Conferma, però, l’eccezionale costo umano sostenuto dalla Russia.
Il timore di una nuova mobilitazione
Secondo Zelensky, l’aumento delle perdite potrebbe spingere Putin a ordinare una nuova grande campagna di mobilitazione. Nei giorni precedenti alla visita negli Stati Uniti, il presidente ucraino aveva parlato di un possibile reclutamento compreso tra 300.000 e 500.000 uomini, da avviare in autunno e, secondo Kyiv, possibilmente dopo gli appuntamenti elettorali russi di settembre.
Si tratta di informazioni attribuite all’intelligence ucraina e non confermate dal Cremlino.
Diplomazia e pressione militare
Il vertice di Washington non ha prodotto l’annuncio di un nuovo negoziato diretto con la Russia, ma ha segnato un miglioramento dei rapporti tra Trump e Zelensky, dopo le tensioni che avevano caratterizzato le precedenti fasi della presidenza americana.
Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero recarsi in Ucraina per verificare la possibilità di rilanciare il confronto diplomatico. Parallelamente, Kyiv chiede nuove sanzioni e un rafforzamento della propria difesa aerea, nella convinzione che Putin possa essere portato a trattare soltanto aumentando il costo militare ed economico della guerra.