Gli inviati speciali del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner, potrebbero recarsi a Mosca entro la fine del mese per un nuovo incontro con il presidente russo Vladimir Putin nell’ambito dei negoziati per la pace in Ucraina. A riferirlo è l’agenzia Bloomberg, citando fonti a conoscenza della questione, con la notizia ripresa anche da numerosi media russi.
L’incontro è ancora incerto
Secondo le fonti, i piani non sarebbero ancora definitivi e i tempi potrebbero subire slittamenti a causa della situazione instabile in Iran, dove da oltre due settimane sono in corso proteste su larga scala. Resta inoltre incerto il reale interesse del presidente russo a incontrare nuovamente i negoziatori americani. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a Bloomberg che al momento non è in programma alcun incontro, mentre il Cremlino non ha risposto alle richieste di commento.

Stando a quanto riportato, Witkoff e Kushner intenderebbero presentare a Putin e al suo entourage le ultime bozze delle proposte di pace statunitensi. I colloqui dovrebbero includere le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti e dell’Europa a sostegno di un eventuale accordo, oltre ai meccanismi per la ricostruzione dell’Ucraina nel dopoguerra.
Da risolvere le divergenze tra le parti
Sul piano negoziale, Washington e Kiev sostengono che circa il 90 per cento di un piano di pace articolato in venti punti sia già stato concordato, anche se permangono divergenze su questioni centrali. Mosca chiede il ritiro delle truppe ucraine dalle aree del Donbass non controllate dall’esercito russo, mentre Kiev propone di congelare l’attuale linea del fronte o un ritiro reciproco per la creazione di una zona cuscinetto. Restano inoltre aperti i dossier sul controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia e sul destino di circa 300 miliardi di dollari di asset della Banca centrale russa congelati nei Paesi occidentali.

Il possibile viaggio a Mosca segue le dichiarazioni rilasciate da Donald Trump in cui il presidente ha espresso frustrazione per il protrarsi della guerra in Ucraina, affermando di aver inizialmente ritenuto semplice una rapida conclusione del conflitto. Nel contesto diplomatico europeo, il 6 gennaio si è tenuto a Parigi un vertice dei partner di Kiev dedicato alle future garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Nel corso dell’incontro è stata condivisa da tutti i membri della coalizione l’importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. Al tempo stesso, la premier Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del governo italiano, in particolare l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno.