Posizione unitaria

Volenterosi a Parigi, vertice su Hormuz: “Positivo l’annuncio sulla riapertura, ma deve essere durevole”

Il Primo Ministro britannico Starmer: "La missione che abbiamo predisposto è difensiva e segue il cessate il fuoco". Meloni: "Disponibili a fornire navi". Intanto Trump attacca di nuovo la NATO: "E' una tigre di carta"

Volenterosi a Parigi, vertice su Hormuz: “Positivo l’annuncio sulla riapertura, ma deve essere durevole”

Nella giornata di venerdì 17 aprile 2026, il Presidente francese Emmanuel Macron ha accolto al Palazzo dell’Eliseo di Parigi la coalizione dei “volenterosi“, di cui fanno parte la Premier Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Merz e il Primo Ministro inglese Starmer, riunita per mettere insieme gli sforzi diplomatici riguardo la guerra tra Iran e Stati Uniti, che coinvolge lo stretto di Hormuz.

Al termine della conferenza sulla navigazione marittima, a cui hanno partecipato anche in videocollegamento i rappresentanti di una cinquantina tra Paesi e organizzazioni internazionali (tra cui Cina, India, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen), i quattro leader di Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno tenuto una conferenza stampa congiunta.

Proprio in quelle ore, anche loro sono venuti a conoscenza della riapertura dello stretto di Hormuz:

Il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco” ha dichiarato il Ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi.

“Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione non sarà completata al 100%” ha aggiunto il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

“Positivo l’annuncio sulla riapertura, ma deve essere durevole”

Ad aprire la conferenza stampa è stato Macron:

“Voglio ringraziare molto calorosamente la presidente del consiglio, Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco, Friederich Merz di essere qui. Chiediamo tutti la piena riapertura, immediata, incondizionata, a tutte le parti dello stretto di Hormuz. Chiediamo il ripristino delle condizioni di libero passaggio di prima della guerra e il pieno rispetto del diritto marittimo”.

Il vertice dei volenterosi

Alle sue parole hanno fatto seguito quelle di Keir Starmer, Primo Ministro inglese:

“Accogliamo positivamente l’annuncio” dell’Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma “abbiamo bisogno di accertarci che questo accordo sia durevole e funzionale. Siamo molto chiari: la missione che abbiamo predisposto è difensiva e segue il cessate il fuoco. Oltre una dozzina di Paesi hanno già proposto di contribuire”.

Meloni: “Disponibili a fornire navi”

Poi è stato il turno anche della Premier Giorgia Meloni:

“Riaprire Hormuz significa far fronte alle criticità e costruire un elemento essenziale per qualsiasi soluzione del conflitto mediorientale. La libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è una questione assolutamente centrale per l’Italia, per l’Europa, per la comunità internazionale nel suo complesso. Si tratta di affermare un principio cardine del diritto internazionale, un principio che vale per Hormuz e chiaramente per qualsiasi altro passaggio dal quale dipendano le catene di approvvigionamento mondiale.

Ma si tratta ovviamente di una questione di enorme rilevanza economica. Dallo Stretto di Hormuz, come si sa, transita circa il 20% del consumo mondiale di petrolio e gas naturale liquido, ma non solo. Si citano spesso i fertilizzanti, altra questione fondamentale da cui dipende la sicurezza alimentare di milioni di persone, soprattutto nei contesti più fragili.

Meloni accolta da Macron a Parigi

“Ovviamente l’attenzione di tutti è concentrata soprattutto sulla presenza navale a Hormuz, aspetto irrinunciabile per diversi motivi: per esigenze concrete come lo sminamento. Ma più in generale per rassicurare l’industria marittima, per fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello Stretto. Ma è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva.

L’Italia offre la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali, chiaramente sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. Ma è un impegno in linea con un lavoro che abbiamo già fatto per la difesa della libertà di navigazione. Ricordo le operazioni europee Aspides e Atalanta. E particolarmente Aspides, che vanta una presenza importante in un’area attigua a quella di Hormuz, dal mio punto di vista può rappresentare un’esperienza preziosa anche per quello che stiamo cercando di fare ora”.

Trump torna ad attaccare la Nato

Tra i messaggi pubblicati su Truth in queste ore, il Presidente degli USA Donald Trump non si è risparmiato nell’attaccare di nuovo la Nato. Molti degli Stati presenti nell’alleanza atlantica hanno partecipato al vertice dei volenterosi di Parigi.

“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne alla larga, a meno che non volessero solo caricare le loro navi di petrolio. Si sono dimostrati inutili quando servivano, una tigre di carta!“.