L’Iran si dice pronto a facilitare il transito delle navi con interessi spagnoli nello Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici più delicati per l’economia mondiale. La conferma arriva da fonti diplomatiche e dall’ambasciata iraniana in Spagna, che ha rilanciato la posizione ufficiale anche sui social.
Secondo Teheran, Madrid è considerata un partner “attento al rispetto del diritto internazionale”, motivo per cui la Repubblica Islamica si è dichiarata disponibile a valutare “qualsiasi richiesta” per il passaggio nello stretto, nonostante le attuali restrizioni.
🔴ÚLTIMA HORA: Irán considera a España un país comprometido con el derecho internacional, por lo que se muestra receptivo ante cualquier solicitud procedente de Madrid.#EstrechoDeOrmuz pic.twitter.com/WZjwCPB7CK
— Embajada de Irán en España (@IraninSpain) March 26, 2026
Perché lo Stretto di Hormuz è cruciale per l’economia globale
Lo Stretto di Hormuz rappresenta un vero snodo strategico per l’energia mondiale: attraverso questo passaggio transita circa il 20% del petrolio globale e quasi il 19% del gas naturale liquefatto (GNL).
Oltre agli idrocarburi, nella regione passano anche materie prime fondamentali come fertilizzanti, alluminio e prodotti chimici. Le tensioni nell’area stanno già producendo effetti evidenti:
- Instabilità dei mercati finanziari
- Aumento dei prezzi della benzina
- Rischi per le catene di approvvigionamento globali
Tensioni in Medio Oriente: il ruolo di USA, Israele e Iran
La situazione si inserisce in un contesto geopolitico sempre più teso, con l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Se da una parte Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno intensificato la pressione sul regime iraniano, dall’altra Teheran ha risposto con restrizioni parziali al traffico marittimo nello stretto.
Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha dichiarato che il passaggio dovrebbe rimanere chiuso, pur prevedendo deroghe per i Paesi considerati “non ostili”.

La posizione della Spagna: neutralità e diplomazia
In questo scenario, il governo guidato da Pedro Sánchez si è sinora per una linea di relativa neutralità. Madrid ha infatti evitato il coinvolgimento diretto nella coalizione militare guidata da Washington, pur mantenendo impegni nell’ambito NATO e missioni di difesa europea. Una decisione – condita anche da alcune dichiarazioni del premier spagnolo – che non è piaciuta particolarmente a Donald Trump.

La Spagna ha anche limitato l’uso delle basi militari di Rota e Morón per operazioni legate al conflitto, una scelta che ha suscitato critiche da parte degli alleati ma che, secondo diversi osservatori, avrebbe contribuito all’apertura iraniana.
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha comunque ridimensionato la portata dell’annuncio, ribadendo il sostegno alle sanzioni contro l’Iran e l’impegno per una de-escalation diplomatica.
Impatti economici e scenari futuri
Nonostante l’esposizione diretta della Spagna sia limitata, a causa di una flotta di petroliere relativamente ridotta nell’area del Golfo, le conseguenze della crisi si fanno sentire in tutta Europa.
Il possibile blocco o rallentamento del traffico nello Stretto di Hormuz resta infatti una minaccia concreta per:
- la sicurezza energetica europea
- la stabilità dei prezzi
- le catene globali di approvvigionamento
In questo contesto, l’apertura dell’Iran verso la Spagna rappresenta un segnale diplomatico rilevante, ma non sufficiente a ridurre le tensioni in una delle aree più sensibili del pianeta.