incertezza

“Via il blocco navale e poi parliamo di uranio”: l’Iran apre ai negoziati. Trump scettico

Intanto i Democratici Usa cercano di limitare i poteri del tycoon nel conflitto con l’Iran

“Via il blocco navale e poi parliamo di uranio”: l’Iran apre ai negoziati. Trump scettico

L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per far ripartire i negoziati, accendendo i riflettori sullo Stretto di Hormuz e chiedendo la rimozione del blocco navale americano come condizione per porre fine al conflitto.

Solo una volta cessate le ostilità, la Repubblica islamica si dichiara disposta a discutere del proprio programma nucleare, priorità assoluta per l’amministrazione Trump.

Lo stallo sul nucleare e le tensioni marittime

Il nodo centrale resta la questione nucleare. L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per far ripartire i negoziati, ponendo al centro dello scambio lo Stretto di Hormuz. Secondo Teheran, prima di discutere di qualsiasi questione legata al programma nucleare, gli Stati Uniti devono ritirare il blocco navale e porre fine alle ostilità nei confronti del Paese. Solo a quel punto la Repubblica islamica sarebbe disposta a entrare nel merito della gestione dell’uranio e delle garanzie sul suo utilizzo esclusivamente civile.

"Via il blocco navale e poi parliamo di uranio": l'Iran apre ai negoziati. Trump scettico
Stretto di Hormuz

A conti fatti, l’offerta di Teheran funziona come una condizione preliminare: la fine delle tensioni marittime e la sicurezza per le proprie petroliere rappresentano la premessa necessaria prima di avviare un dialogo sul nucleare. Non si tratta quindi di un accordo dettagliato sulle quantità di uranio o sulle tempistiche di arricchimento, ma di un passo diplomatico per creare lo spazio politico necessario al negoziato.

La prudenza di Trump e della Casa Bianca

Donald Trump e i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale hanno espresso scetticismo sull’offerta iraniana, pur non respingendola categoricamente. La Casa Bianca intende continuare a negoziare e presentare le proprie controproposte nei prossimi giorni.

Il presidente americano ribadisce che qualsiasi apertura non può tradursi in un controllo iraniano dello Stretto di Hormuz, sottolineando che l’obiettivo prioritario resta lo smantellamento del programma nucleare iraniano, con la sospensione decennale dell’arricchimento dell’uranio e la consegna delle scorte esistenti.

La rinnovata pressione militare e il blocco navale stanno mettendo a dura prova l’economia iraniana. Trump punta a far collassare l’industria petrolifera del Paese, che perde circa 500 milioni di dollari al giorno, riducendo drasticamente le capacità di esportazione e creando rischi di carenze di beni di prima necessità. Le rotte alternative via terra dalla Turchia e dal Pakistan o via Mar Caspio dalla Russia non sono sufficienti a riequilibrare la bilancia commerciale.

La mossa dei Democratici Usa

Ma la determinazione del tycoon di perseguire nel conflitto porta strascichi significativi in termini di consensi. Negli Stati Uniti, i Democratici al Senato hanno annunciato l’intenzione di forzare il sesto voto su una risoluzione volta a limitare i poteri di guerra di Trump.

"Via il blocco navale e poi parliamo di uranio": l'Iran apre ai negoziati. Trump scettico
Chuck Summer

Il leader della minoranza democratica, Chuck Schumer, ha definito il conflitto una “guerra di scelta” e ha accusato il presidente di aver trascinato il Paese in un conflitto irresponsabile e impopolare. La risoluzione mira a riaffermare il ruolo costituzionale del Congresso, cui spetta il potere esclusivo di dichiarare guerra, e a impedire ulteriori operazioni militari contro l’Iran senza una preventiva autorizzazione parlamentare.