La decisione

USA, per le atlete transgender divieto di partecipare alle competizioni femminili

Lo ha stabilito la Corte suprema degli Stati Uniti relativamente alle gare sportive scolastiche e universitarie. Schiaffo alla comunità Lgbtqia+ da parte di Trump: "Grande vittoria"

USA, per le atlete transgender divieto di partecipare alle competizioni femminili

La Corte suprema USA è “croce e delizia” per il Presidente Donald Trump. Nella giornata di martedì 30 giugno 2026, infatti, se da un lato è arrivata la bocciatura al tentativo di abolire lo ius soli per i figli degli immigrati senza documenti o con visto temporaneo, dall’altro il massimo tribunale americano ha deciso di mantenere il divieto per le atlete transgender di partecipare alle competizioni sportive scolastiche e universitarie femminili.

Grande vittoria!“, ha commentato il capo della Casa Bianca sul suo social Truth.

Il post di Trump su Truth

I motivi della decisione

Per la comunità Lgbtqia+ d’oltreoceano, che sempre si è battuta anche per i diritti di genere nello sport, si tratta di un vero e proprio schiaffo da parte dei giudici, che hanno votato con una maggioranza di 6 a 3, supportando così le istanze portate avanti dall’amministrazione Trump. La Corte ha evidenziato che la tutela della correttezza competitiva e della sicurezza delle atlete giustifica la distinzione.

“Questo mette fine a una situazione ridicola. La corte si è pronunciata contro la partecipazione di uomini agli sport femminili” ha aggiunto il capo della Casa Bianca.

D’altronde, fin dal suo insediamento nello Studio Ovale, il tycoon aveva imposto personalmente questo divieto. Una vera e propria crociata la sua, che lo ha portato, lo scorso gennaio, addirittura a deridere le atlete transgender davanti ai rappresentanti repubblicani della Camera, schernite mimando con voce e gesti caricaturali.

Da quel momento, però, è partita uno scontro legale, che si è concluso con la sentenza del massimo tribunale americano che ha confermato le leggi statali.

Una decisione che porterà così l’Idaho, la West Virginia e oltre venti altri Stati a guida repubblicana ad applicare misure che impongono alle studentesse transessuali di gareggiare nelle squadre delle scuole pubbliche e delle università in base al sesso di nascita, anziché alla propria identità di genere.

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