Non soltanto un’esecuzione capitale, ma un’esecuzione che il pubblico potrà guardare in diretta streaming. Il Pentagono ha confermato che la fucilazione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore e psichiatra dell’esercito statunitense condannato a morte per la strage compiuta nel 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, sarà trasmessa online.
L’esecuzione è fissata per il 3 dicembre 2026 alle 13 locali, nella stessa base nella quale Hasan, il 5 novembre 2009, aprì il fuoco contro militari che si stavano preparando al dispiegamento all’estero, uccidendo 13 persone e ferendone 32. La scelta della diretta rappresenterebbe un fatto senza precedenti nella storia moderna degli Stati Uniti. Il Pentagono non ha ancora comunicato attraverso quale piattaforma sarà possibile assistere all’esecuzione, limitandosi a confermare che ulteriori dettagli saranno forniti successivamente.
Hegseth: “La gente deve poterla vedere”
A volere un’esecuzione pubblica è stato in particolare il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Intervenendo nel podcast “Human Events Daily”, Hegseth ha spiegato che Hasan “affronterà un plotone d’esecuzione composto da soldati” e che l’amministrazione farà in modo che l’evento possa essere visto dal pubblico.
“La gente deve capire che ci sono serie conseguenze per questo tipo di cose”, ha affermato.
SecWar Hegseth reveals that the execution of convicted Fort Hood terrorist Nidal Hasan will be PUBLIC: https://t.co/fnnghxliY2
— TheBlaze (@theblaze) October 8, 2026
Anche la scelta del luogo, del giorno della settimana e dell’orario ha un significato simbolico. Hasan sarà infatti giustiziato a Fort Hood, di giovedì e intorno alle 13, approssimativamente nello stesso momento della settimana e della giornata in cui, diciassette anni prima, compì la strage. Hegseth ha definito questa decisione una scelta praticamente inevitabile.
La strage di Fort Hood del 5 novembre 2009
Il 5 novembre 2009, Hasan entrò nel Soldier Readiness Processing Center di Fort Hood, dove numerosi militari stavano completando le procedure prima del dispiegamento. Aprì il fuoco sui presenti, provocando uno dei più gravi massacri mai avvenuti all’interno di una base militare americana. Le vittime furono 13, mentre altre 32 persone rimasero ferite. Hasan venne fermato dopo essere stato colpito dalla polizia e rimase paralizzato.
Nel 2013, una corte marziale lo dichiarò colpevole all’unanimità di 13 capi d’accusa per omicidio premeditato e 32 per tentato omicidio premeditato. Cinque giorni dopo arrivò la condanna a morte. Durante il processo Hasan, che aveva scelto di rappresentarsi personalmente, non negò sostanzialmente di essere l’autore della sparatoria. Aveva sostenuto di aver agito in opposizione alle operazioni militari statunitensi in Afghanistan e Medio Oriente.
Trump ha autorizzato la condanna a morte
Nel sistema di giustizia militare statunitense una condanna capitale non può essere eseguita senza l’approvazione personale del presidente degli Stati Uniti. Il 2 ottobre 2026, il presidente Donald Trump ha formalmente approvato la pena di morte per Hasan dopo il completamento del lungo iter giudiziario. Il 6 ottobre, il segretario ad interim dell’Esercito Adam Telle ha quindi ordinato che l’esecuzione avvenga mediante plotone d’esecuzione, fissandola al 3 dicembre.
L’iter di appello è durato più di un decennio. Il 31 marzo 2025, la Corte Suprema aveva rifiutato di riesaminare la condanna pronunciata dalla corte marziale. Non è tuttavia completamente escluso che nuove iniziative legali possano tentare di rinviare l’esecuzione: esperti citati dall’Associated Press osservano che Hasan potrebbe ancora ricorrere ad alcuni strumenti giudiziari, anche se al momento l’esecuzione resta ufficialmente programmata per il 3 dicembre.
La prima esecuzione militare americana dal 1961
Il caso è eccezionale anche per altre ragioni. Le forze armate statunitensi non eseguono una condanna a morte da 65 anni. L’ultimo militare giustiziato fu il soldato John A. Bennett, impiccato a Fort Leavenworth, Kansas, il 13 aprile 1961 dopo una condanna per stupro e tentato omicidio. Per ritrovare invece una fucilazione eseguita dalle forze armate americane bisogna tornare addirittura al 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale. Se il calendario verrà rispettato, Hasan sarà quindi il primo condannato messo a morte da un plotone militare americano in oltre 80 anni.
Le esecuzioni pubbliche erano scomparse da quasi 90 anni
È però la scelta della diretta streaming ad aprire il capitolo più controverso. Negli Stati Uniti le esecuzioni vengono da decenni svolte lontano dal pubblico, con l’accesso riservato a un numero limitato di testimoni, rappresentanti delle vittime, giornalisti e funzionari.
L’ultima esecuzione comunemente considerata pienamente pubblica negli Stati Uniti risale al 14 agosto 1936, quando Rainey Bethea venne impiccato a Owensboro, in Kentucky, davanti a migliaia di persone. Novant’anni dopo, la tecnologia potrebbe quindi riportare un’esecuzione capitale davanti a un pubblico enormemente più vasto di qualsiasi folla fisicamente presente. Con una differenza fondamentale: questa volta non ci sarebbero migliaia di persone riunite attorno a un patibolo, ma potenzialmente milioni di spettatori collegati attraverso internet.
La decisione sta già aprendo negli Stati Uniti un confronto che va oltre il caso Hasan. I sostenitori della trasmissione pubblica sottolineano che mostrare ciò che avviene durante un’esecuzione può significare maggiore trasparenza dello Stato nell’applicazione della pena capitale. Altri giuristi e osservatori sollevano invece dubbi sulla possibilità che la morte di un condannato venga trasformata in uno spettacolo pubblico, e sulla stessa base normativa che consentirebbe una trasmissione accessibile potenzialmente a chiunque. Al momento il Pentagono ha confermato la diretta ma non ha spiegato nel dettaglio come sarà realizzata, chi potrà accedervi o quali eventuali limitazioni saranno applicate.