FRONTE EST

Usa e Ucraina preparano un nuovo trilaterale, Mosca attacca Kiev con missili e droni

L'Onu invita a collaborare sulla centrale di Zaporizhzhia

Usa e Ucraina preparano un nuovo trilaterale, Mosca attacca Kiev con missili e droni

Il quarto anniversario della guerra in Ucraina è stato segnato dal silenzio, ma solo per poche ore. A distanza di 24 ore dall’osservazione del tragico traguardo, anche Donald Trump ha preso un passo deciso, entrando nel contesto diplomatico con un nuovo colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rivelato da Axios.

Usa e Ucraina preparano un nuovo trilaterale, Mosca attacca Kiev con missili e droni
Volodymyr Zelensky e Donald Trump

Questo scambio arriva in un momento cruciale, con l’avvio di colloqui internazionali destinati a giocare un ruolo centrale nel futuro del conflitto.

Colloqui trilaterali

Mentre si avvicinano i colloqui trilaterali sulla soluzione ucraina, tra i negoziatori di Mosca, Washington e Kiev, il loro avvio è stato rinviato all’inizio di marzo, con la sede ancora da definire.

Inizialmente previsti per il 26 febbraio a Ginevra, questi negoziati si presentano come una fase delicata, caratterizzata da un sostanziale stallo nei precedenti round. Nonostante ciò, l’intervento di Trump potrebbe segnare una svolta. Seppur i dettagli e gli esiti di questa telefonata rimangano poco chiari, potrebbe rappresentare un passo verso l’intensificazione del dialogo diplomatico, con l’obiettivo di avvicinarsi a un accordo tra le parti coinvolte.

A Ginevra, l’incontro bilaterale tra Ucraina e Stati Uniti vedrà coinvolti, oltre a Jared Kushner e Steve Witkoff, anche il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov. Il meeting potrebbe fungere da preludio a un futuro incontro trilaterale che coinvolge anche la parte russa.

Nella capitale svizzera, però, le dinamiche non sono del tutto lineari. Le discussioni sugli “ultimatum” da parte di Mosca, legati a richieste territoriali come il Donbass e Zaporizhzhia, sono ancora un punto caldo. L’Ucraina ha infatti mantenuto una posizione ferma contro la cessione di questi territori, nonostante le richieste di Mosca e l’appoggio implicito di Washington.

L’Unione Europea: tra incertezze e pressioni

Per l’Unione Europea, la questione dei territori è un tema da trattare solo una volta che il presidente ucraino Zelensky abbia preso una decisione. Nonostante questo, Bruxelles non resta passiva: è pronta a intervenire in una seconda fase dei negoziati, soprattutto su questioni come l’adesione dell’Ucraina all’UE, le sanzioni contro Mosca e le garanzie di sicurezza.

In Europa, infatti, comincia a serpeggiare l’idea che, prima o poi, sarà necessario dialogare con Mosca per risolvere la crisi. In questo contesto, alcuni diplomatici europei suggeriscono anche la possibilità di nominare un inviato speciale per facilitare il dialogo.

In parallelo, la Coalizione dei Volenterosi ha ribadito il suo sostegno a Kiev, offrendo “solide garanzie” e consolidando un nuovo formato diplomatico che coinvolge l’Europa, il Canada, il Giappone, la Nuova Zelanda e l’Australia.

In questo scenario, gli Stati Uniti giocano un ruolo cruciale, sebbene non siano l’unico attore determinante.

La crisi interna dell’Ungheria e le difficoltà nell’UE

Un altro fronte caldo per l’Europa riguarda l’Ungheria, che ha bloccato un prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina, contro una decisione presa a dicembre dai leader dell’Unione e ha sollevato non poche preoccupazioni.

Il Premier ungherese Viktor Orban sta infatti portando avanti un’incessante campagna contro Bruxelles e Kiev, con accuse che mettono a rischio la coesione europea.

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Tweet di Orban che rimarca la distanza con il sostegno a Kiev

I colloqui di pace: aspettative e previsioni

Secondo il presidente ucraino Zelensky, i colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia potrebbero essere organizzati entro dieci giorni. Questi colloqui si concentreranno sul percorso da intraprendere per porre fine alla guerra, un obiettivo che potrebbe richiedere la leadership e l’impegno continuo dell’Europa:

“Abbiamo bisogno dell’Europa nei negoziati, stiamo facendo tutto il possibile per coinvolgere gli europei in questo processo”.

Nel frattempo, la telefonata tra Zelensky e Trump ha affrontato le questioni che i rappresentanti di Kiev e Washington discuteranno a Ginevra. Secondo il leader ucraino il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto la sequenza di passi prevista, riconoscendo che solo attraverso una gestione graduale e coordinata si potrà risolvere la crisi.

Non è previsto alcun incontro tra i presidenti Putin e Trump, almeno per il momento, come confermato dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

Gli attacchi russi e le difficoltà sul campo

Sul fronte del conflitto, gli attacchi russi continuano a infliggere pesanti danni alle infrastrutture ucraine. La notte tra il 25 e il 26 febbraio 2026, le forze russe hanno lanciato un’offensiva combinata di missili e droni sulla capitale Kiev, colpendo in particolare i distretti di Holosiivskyi e Pecherskyi, provocando incendi in abitazioni private e danneggiando un edificio residenziale a Darnytskyi. Oltre ai danni materiali, l’offensiva ha avuto pesanti ripercussioni anche sul piano umano, con diverse vittime e oltre 500 case senza riscaldamento.

La situazione sul campo riflette le crescenti tensioni diplomatiche, con Mosca che tenta di esercitare una pressione militare su Kiev e sugli alleati occidentali. Gli attacchi giungono proprio mentre i negoziati svizzeri si profilano all’orizzonte, dando l’impressione che, nonostante gli sforzi diplomatici, la guerra sia tutt’altro che vicina alla conclusione.

In questo quadro, l’Ucraina ha ribadito la propria posizione intransigente riguardo la responsabilità della Russia nel danneggiare l’oleodotto Druzhba, sottolineando che gli ultimatum ricevuti da alcuni Stati membri dell’UE sono “inaccettabili”. Secondo Kiev, la responsabilità della sospensione del transito del petrolio attraverso il Druzhba ricade interamente sulla Russia, a causa dei suoi attacchi terroristici contro le infrastrutture critiche ucraine.