AZIONE PREVENTIVA

Usa e Israele attaccano l’Iran, Teheran bombarda le basi americane

Esplosioni vicino alla residenza di Khamenei. Sirene d'allarme a Gerusalemme e Tel Aviv

Usa e Israele attaccano l’Iran, Teheran bombarda le basi americane

Alla fine è successo. Come in molti pensavano, subito dopo la chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran per quella che definito “un’azione congiunta e preventiva” e a stretto giro è arrivata la risposta di Teheran che aveva immediatamente preannunciato attraverso i suoi canali governativi che “la risposta all’offensiva sarà devastante”.

L’attacco sulle città dell’Iran

Intanto da ore suonane le sirene di allarme anche a Gerusalemme e Tel Aviv, mentre l’Iraq ha chiuso lo spazio aereo.

Secondo le fonti iraniane il presidente Khamenei sarebbe un in luogo sicuro.

L’attacco Usa e di Israele, cosa è successo

Dopo un periodo prolungato di forte tensione, Stati Uniti e Israele hanno avviato oggi, sabato 28 febbraio 2026, un’operazione militare contro l’Iran, descritta come il risultato di una preparazione durata diversi mesi.

L’intervento, come detto, viene presentato come un’azione di carattere preventivo, con l’obiettivo dichiarato di evitare che Teheran possa dotarsi di armamenti nucleari.

L’ha ribadito pochi minuti fa anche Donald Trump:

“L’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare”.

Negoziati senza successo, la “preparazione” Usa

Del resto, nelle settimane precedenti, rappresentanti di Iran e Stati Uniti si erano riuniti a Ginevra nel tentativo di rilanciare il dialogo sul dossier nucleare.

L’ultimo incontro, svoltosi giovedì, non avrebbe però prodotto progressi significativi, tanto che il presidente americano aveva espresso pubblicamente la propria insoddisfazione.

Parallelamente, Washington aveva intensificato la propria presenza militare nella regione, dispiegando ingenti forze.

Basti pensare che attualmente nell’area operano due portaerei statunitensi, affiancate da centinaia di velivoli da combattimento e da ulteriori assetti di supporto.

La decisione, via all’attacco

Inizialmente però, e così è stato nelle prime battute, si pensava ad un attacco solo israeliano.

I raid israeliani contro l’Iran hanno preso di mira “siti del regime e siti militari”, classificati in un programma di azioni con missili balistici.

Così ha riferito l’emittente israeliana Kan.

Poi è partita anche l’offensiva Usa ufficializzata anche dal presidente americano Donald Trump negli scorsi minuti:

Trump promette: "L'Iran non avrà mai armi nucleari o missili balistici"
Il presidente Usa Donald Trump

“Gli Stati stanno compiendo un’importante azione offensiva militare contro l’Iran”.

Israele, è partita l’operazione “Ruggito di leone”, “Uniti si vince”

Significativa la posizione di Israele.

Yair Lapid leader dell’opposizione in Israele

Yair Lapid, leader del partito di opposizione israeliano Yesh Atid, ha espresso sostegno all’attacco preventivo sferrato contro l’Iran.

“Il popolo israeliano è forte, l’esercito e l’aeronautica militare sono forti, la potenza più forte del mondo è al nostro fianco. In momenti come questi, siamo uniti e vinciamo insieme. Non esiste maggioranza o un’opposizione, esiste solo un popolo e un’unica forza armata che sosteniamo tutti”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha battezzato “Ruggito del leone” l’offensiva avviata da Israele contro l’Iran.

Benjamin Netanyahu

A riportarlo è il quotidiano Haaretz.

La denominazione è stata resa pubblica mentre le operazioni contro obiettivi iraniani sono ancora in corso e si intensificano le preoccupazioni per una possibile reazione di Teheran.

Le autorità iraniane, infatti, hanno fatto sapere di essere al lavoro su una risposta militare, disponendo al contempo l’attivazione dei dispositivi di emergenza e l’innalzamento del livello di allerta delle strutture di difesa.

Trump all’attacco: “Distruggeremo i missili iraniani e l’industria bellica”

Nel frattempo, è arrivata un’altra dichiarazione ufficiale di Donald Trump attraverso il suo canale Truth:

“Il regime non potrà mai avere l’arma atomica, questa operazione è per difendere il popolo americano dalle minacce di Teheran. Colpiremo obiettivi del regime e militari, distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo le loro strutture di produzione di armamenti”.

Si ritine che Teheran abbia 2.000 missili balistici sparsi in tutto il paese.

La risposta di Teheran: bombardate basi Usa

A stretto giro è arrivata la risposta iraniana

Esplosioni si sono udite nel centro di Tel Aviv. Nella città continuano a risuonare incessantemente le sirene d’allarme per i continui lanci di missili dall’Iran.

Le Forze armate iraniane hanno lanciato – per la prima volta dalla ripresa delle ostilità contro Israele e Stati Uniti – un missile ipersonico Fatah contro “obiettivi nemici”, come  ha reso noto la tv di Stato di Teheran.