Le forze di difesa ucraine hanno lanciato un contrattacco di successo nell’area di Kupiansk, riuscendo a colpire e disarticolare lo schieramento russo e a riprendere il controllo di fatto della città. Non si tratta di una conquista improvvisa. Già un mese fa le forze ucraine erano riuscite a riprendere quasi tutta la città, lasciando al suo interno solo alcune centinaia di soldati russi. Cinque giorni fa, secondo fonti ucraine, nel centro urbano restavano circa un centinaio di militari di Mosca.
Oggi, il quadro sembrerebbe essersi ulteriormente chiarito: martedì 13 gennaio 2026, Anton Geraschenko, consigliere del governo ucraino ed ex viceministro dell’Interno, ha annunciato che i soldati del gruppo di ricognizione e attacco del 4° battaglione della 13ª Brigata Khartiia hanno issato la bandiera ucraina sul municipio di Kupiansk.
Ukrainian Warriors from the reconnaissance and strike group of the 4th battalion of the 13th Brigade of Khartiia have installed a Ukrainian flag over the town hall in Kupiansk!
According to published information, the town is almost free of Russian troops.
Glory! https://t.co/AP0Lg1yr3z pic.twitter.com/w7hz7SVw6w
— Anton Gerashchenko (@Gerashchenko_en) January 12, 2026
“Secondo le informazioni pubblicate, la città è quasi del tutto priva di truppe russe. Gloria!”, ha scritto.
La notizia assume anche un forte valore simbolico. Solo poche settimane fa il presidente russo Vladimir Putin aveva dichiarato che Kupiansk era sotto il controllo delle forze russe, arrivando a invitare i giornalisti stranieri a visitare la città. Fu invece il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a recarsi personalmente a Kupiansk a metà dicembre per ringraziare le unità impegnate nella difesa del territorio, spingendosi in un’area esposta e a ridosso della linea del fronte.
❗️Ukrainian Defense Forces launched a successful counterattack near Kupiansk and encircled Russian troops.
Ukrainian units were moving simultaneously in several directions and cut off Russian logistics.
Code 9.2 and 4th battalion of the 92nd Separate Assault Brigade have… pic.twitter.com/2OLy8l0bHW
— Anton Gerashchenko (@Gerashchenko_en) December 12, 2025
Dal punto di vista strategico, Kupiansk resta un nodo cruciale: prima della guerra contava circa 22 mila abitanti ed è un punto chiave sul fiume Oskil, corridoio naturale tra il confine russo, la regione di Kharkiv e il Donetsk. Controllare la città significa influenzare ponti, rifornimenti e accessi verso sud, in particolare verso Lyman, porta d’ingresso a Sloviansk e Kramatorsk, le principali città del Donetsk ancora sotto controllo ucraino.
Secondo diverse ricostruzioni, Kiev sarebbe riuscita a neutralizzare la cosiddetta “kill zone” di droni russi, una fascia di circa venti chilometri che rendeva proibitivo l’avvicinamento alla città. Eliminata o ridotta la minaccia dei quadricotteri, i reparti ucraini avrebbero potuto penetrare nei quartieri settentrionali, spezzando lo schieramento russo e colpendo le retrovie, inclusi boschi e arterie stradali fondamentali per i rifornimenti verso Lyman.

Mosca sostiene di aver reagito e di aver ripreso il controllo della città, ma anche blogger militari russi vicini al Cremlino hanno espresso scetticismo su questa versione. In una guerra sempre più combattuta anche sul piano delle immagini e delle dichiarazioni, stabilire con precisione la linea del fronte resta difficile. Tuttavia, l’innalzamento della bandiera ucraina sul municipio e le informazioni sulla quasi totale assenza di truppe russe sembrano indicare un’avanzata decisiva di Kiev.
Zelensky: “Russia pronta a nuovo attacco massiccio”
Intanto, dal fronte politico e militare arriva anche un avvertimento. Sul sito del governo ucraino, il presidente Zelensky ha dichiarato che “ci sono informazioni che indicano che i russi stanno preparando un nuovo attacco massiccio“, con droni e missili, probabilmente nei prossimi giorni, per sfruttare il freddo e indebolire le difese aeree ucraine.
“Per favore, prendetevi cura di voi stessi. Prendetevi cura dell’Ucraina“, ha aggiunto.