Una delle più pesanti offensive aeree russe degli ultimi mesi ha colpito l’Ucraina tra la notte e la giornata del 7 ottobre, provocando almeno 32 morti e oltre 100 feriti secondo l’ultimo bilancio disponibile. Missili e droni hanno raggiunto Kiev e diverse regioni del Paese, da Chernihiv a Poltava, Kirovohrad, Dnipropetrovsk e Kharkiv. Mosca ha parlato di un attacco su larga scala contro obiettivi dell’industria militare ucraina e infrastrutture utilizzate dalle forze armate. Sul terreno, però, ancora una volta il bilancio più pesante è stato pagato dalla popolazione civile.
L’offensiva è avvenuta il 7 ottobre, giorno del 74esimo compleanno di Vladimir Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’ha definita uno dei raid “più vili” compiuti dalla Russia dall’inizio della guerra.
Pryluky, un condominio cancellato da un missile
L’episodio più grave si è verificato a Pryluky, circa 130 chilometri a nord-est di Kiev, nella regione di Chernihiv. Un missile russo ha colpito direttamente un edificio residenziale di cinque piani, provocandone il crollo. Il bilancio, cresciuto progressivamente durante le operazioni di ricerca tra le macerie, è arrivato ad almeno 22 morti, tra cui bambini.
Work to clear the rubble is ongoing at the site of a Russian missile strike on a residential building in Pryluky. As of now, 18 people have been reported killed, four of them children: Oleksandr, Kyrylo, and Serhii, who were only one year old, and eight-year-old Maksym. My condolences to all their families and loved ones. Dozens of people were injured, including seven children. All emergency services are involved and working at the site. Fifteen people were rescued, including one child. There are still people who have not yet been accounted for.
The Russians know very well that they are striking ordinary cities, ordinary life. And the continued use of missiles against Ukraine, against our people, our children, is an absolutely deliberate choice of terror. This is what Moscow chooses – despite all our efforts with partners to bring peace closer. And this is a clear reason why more pressure on Russia is needed and why Ukraine needs more defense packages. It is important that leaders understand this. It is important that the world not remain silent today.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) October 7, 2026
Quindici persone sono state estratte vive dai soccorritori. Decine i feriti. Le prime comunicazioni delle autorità, nella mattina del 7 ottobre, parlavano di 13 vittime. Con il proseguire degli scavi il numero è salito rapidamente: un’indicazione della violenza dell’impatto e della difficoltà delle operazioni di recupero. Altre vittime sono state registrate nell’area di Kiev, a Kremenchuk e a Oleksandriia.
Rescuers worked at the site of the Russian strike in Pryluky all night and day. Russia killed 22 people here for Putin’s birthday, 5 of them were children.
They celebrate like this, crashing apartment buildings onto sleeping residents.
search and rescue operation continues. https://t.co/patvenZopt
— Kate from Kharkiv (@BohuslavskaKate) October 8, 2026
Settanta missili e una nuova sfida per le difese ucraine
Secondo le autorità ucraine, nell’offensiva Mosca ha impiegato circa 70 missili, insieme a una nuova ondata di droni. La difesa aerea ucraina continua a ottenere risultati relativamente elevati contro i droni, ma la situazione cambia quando entrano in gioco i missili balistici, molto più difficili da intercettare.
“I missili balistici russi restano la sfida più grande“, ha sottolineato Zelensky, tornando a chiedere ai Paesi occidentali nuove munizioni per i sistemi antiaerei Patriot.
Il problema è soprattutto quantitativo: per contrastare attacchi simultanei su numerose città servono intercettori estremamente costosi e disponibili in quantità limitate. Una vulnerabilità che Mosca sembra cercare sempre più frequentemente di mettere sotto pressione attraverso offensive condotte con numerosi vettori contemporaneamente.
Non solo il fronte: la guerra arriva sempre più lontano
La strage delle ultime ore non rappresenta però un episodio isolato. I dati della Missione Onu per i diritti umani in Ucraina mostrano che il 2026 sta segnando un forte peggioramento della situazione per la popolazione civile. Tra gennaio e agosto 2026 le Nazioni Unite hanno verificato almeno 2.222 civili uccisi e 13.058 feriti: complessivamente 15.280 vittime.
Significa un aumento del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025 e più del doppio rispetto ai primi otto mesi del 2024. Già alla fine di agosto il numero complessivo di civili uccisi o feriti nel 2026 aveva superato quello registrato durante l’intero 2025.
Il punto più critico è stato raggiunto durante l’estate. Nel solo luglio 2026, secondo il rapporto Onu pubblicato il 13 agosto, almeno 437 civili sono stati uccisi e 2.610 feriti. Rispetto a luglio 2025 l’aumento è stato del 70%. Anche il numero di bambini uccisi o feriti ha raggiunto il livello più alto dall’aprile 2022. Ad agosto sono stati poi verificati almeno 372 morti e 2.349 feriti, confermando che l’aumento delle vittime non è stato un picco isolato.
Missili e droni cambiano la geografia della guerra
A spiegare parte dell’aumento è soprattutto il crescente impiego di armi a lungo raggio. Nel mese di agosto, missili e droni hanno provocato da soli il 47% di tutte le vittime civili registrate dall’Onu, con 194 morti e 1.077 feriti. Ed è un dato particolarmente significativo perché gran parte di queste vittime si trovava in centri urbani lontani dalla linea del fronte.
La conseguenza è che la tradizionale distinzione tra retrovia e zona di combattimento si sta progressivamente assottigliando. A centinaia di chilometri dalle trincee del Donbass, città come Kiev, Dnipro, Odesa, Kharkiv, Sumy e Zaporizhzhia restano esposte ad attacchi capaci di raggiungere abitazioni, scuole, ospedali, industrie e infrastrutture energetiche. Il 28 settembre, appena dieci giorni prima dell’ultima strage, il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Ucraina Matthias Schmale aveva denunciato proprio questa evoluzione: andare a scuola, recarsi al lavoro, fare la spesa o semplicemente restare nella propria abitazione è diventato per milioni di ucraini sempre più pericoloso.
L’inverno e la nuova pressione sulle infrastrutture
C’è poi un secondo elemento che rende particolarmente delicata questa fase della guerra: l’avvicinarsi dell’inverno 2026-2027. Gli attacchi contro il sistema energetico ucraino erano già stati una delle caratteristiche dell’inverno precedente. Un rapporto dell’Onu pubblicato il 29 giugno 2026 ha documentato attacchi sistematici e ripetuti contro le infrastrutture energetiche tra dicembre 2025 e maggio 2026, con conseguenze sull’accesso della popolazione a elettricità, riscaldamento e altri servizi essenziali.
Una guerra quasi ferma sul terreno, sempre più intensa nei cieli
A oltre quattro anni e mezzo dall’invasione del 24 febbraio 2022, emerge un apparente paradosso. Sul terreno il fronte continua a muoversi lentamente, con conquiste territoriali generalmente limitate e ottenute attraverso lunghi combattimenti di logoramento. Nei cieli, invece, la guerra sta progressivamente aumentando di intensità.