LE REAZIONI

Ucraina, Meloni: “Serve convergenza su reali bisogni vitali di Kiev”

Tajani: "Forniremo materiale per ricostruire la rete elettrica". La diplomazia russa: "Si ritirino dal Donbass"

Ucraina, Meloni: “Serve convergenza su reali bisogni vitali di Kiev”

Nel pieno del processo negoziale per la pace in Ucraina, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito con forza la necessità di mantenere una piena unità di vedute tra partner europei, Kiev e Stati Uniti.

Un messaggio rilanciato in più occasioni nel corso di una serie di telefonate con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, alla vigilia e al termine del loro incontro in Florida, avvenuto nella giornata di domenica 28 dicembre 2025.

Meloni: “La Russia dia prova di senso di responsabilità”

Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, Meloni ha sottolineato che “mai come in questo momento la convergenza tra alleati è essenziale per porre fine a quasi quattro anni di conflitto“. Solo attraverso una solida coesione, ha insistito la premier, la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedersi al tavolo dei negoziati. Nel corso dell’ultima call con Trump e Zelensky, i due leader hanno illustrato i risultati finora raggiunti nel negoziato in corso, in particolare sul tema delle garanzie di sicurezza, indicando anche le questioni ancora aperte.

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Giorgia Meloni

Meloni ha ribadito l’esigenza di mantenere la massima convergenza sui temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei, avvertendo al tempo stesso dei rischi di una pace che possa apparire come una concessione a Mosca. Da qui l’appello finale affinché sia la Russia a dare prova di senso di responsabilità e apertura al negoziato, mostrando una reale volontà di arrivare alla cessazione delle ostilità.

Nel CdM il decreto per l’Ucraina, Tajani: “Governo unito nel sostegno”

Sul fronte interno, il Consiglio dei ministri è chiamato a varare un nuovo decreto che rifinanzia gli aiuti all’Ucraina per il prossimo anno. Il provvedimento, oggetto di un confronto nella maggioranza, conferma il sostegno italiano anche sul piano militare, affiancandolo però in modo più esplicito a un rafforzamento degli aiuti civili. Una mediazione che tiene conto delle richieste avanzate dalla Lega e che introduce un pacchetto più ampio su sanità, logistica, ricostruzione e rete elettrica.

Antonio Tajani

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha ribadito che il governo è “unito nel sostegno all’Ucraina” e che l’Italia continuerà ad aiutare Kiev “da tutti i punti di vista: politico, economico e con l’invio di materiale militare e di materiale utile alla ricostruzione della rete energetica”, particolarmente cruciale per una popolazione che affronta un inverno difficile. “Sosterremo l’Ucraina fino alla pace”, ha dichiarato Tajani, parlando di un decreto “assolutamente equilibrato” e in continuità con quelli precedenti.

Tajani ha anche espresso sostegno al tentativo americano di arrivare a un cessate il fuoco, riconoscendo che “qualche progresso” è stato registrato, pur mantenendo prudenza sulle reali intenzioni del Cremlino. L’obiettivo dichiarato resta una pace che garantisca sicurezza non solo all’Ucraina, ma all’intera Europa, accompagnata da solide garanzie e da una fase di ricostruzione alla quale l’Italia intende partecipare attivamente.

Ushakov: “Fine ostilità solo dopo decisione coraggiosa”

Dal lato russo, i segnali restano duri. Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha affermato che la fine delle ostilità sarebbe possibile solo se Kiev prendesse una “decisione coraggiosa” sul Donbass, allineata agli accordi russo-americani, arrivando alla cessione dell’intera regione. Secondo Ushakov, Washington e Mosca condividerebbero l’idea che “un cessate il fuoco temporaneo servirebbe solo a prolungare il conflitto“.

Yuri Ushakov

Nel frattempo, mentre Zelensky parla di un negoziato completato “al novanta per cento” e Trump lo colloca addirittura al “novantacinque per cento”, il nodo territoriale resta il più difficile da sciogliere. È su quel margine ancora irrisolto che, nelle prossime ore, si giocheranno le reali possibilità di un accordo. In questo contesto, l’Italia continua a sostenere una linea di fermezza e dialogo: sostegno a Kiev, nessun passo indietro sugli interessi vitali dell’Ucraina e massima unità con gli alleati euro-atlantici.