GUERRA

Ucraina, Macron e Merz alzano la pressione su Putin: “Risposta entro lunedì”

Il presidente francese attacca Putin: "Orco e predatore”. Trump continua a lavorare per un possibile incontro con Zelensky

Ucraina, Macron e Merz alzano la pressione su Putin: “Risposta entro lunedì”

La guerra in Ucraina si intensifica e la diplomazia internazionale prova a inseguire un fragile spiraglio negoziale. L’ultima ondata di raid russi ha causato 23 morti civili, tra cui quattro bambini, mentre secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky Mosca starebbe ammassando fino a 100.000 soldati nei pressi di Pokrovsk, città chiave dell’est del Paese.

L’ultimatum fissato da Kiev e dai suoi alleati scade lunedì 1° settembre: entro quella data Mosca dovrà dimostrare “una reale volontà” di partecipare a un incontro bilaterale volto a fermare l’invasione. Ma il Cremlino continua a frenare, ribadendo che il presidente Vladimir Putinnon esclude un vertice con Zelensky”, ma solo “dopo un’adeguata preparazione a livello tecnico”.

Macron e Merz in pressing su Mosca

A Tolone, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Merz hanno lanciato un messaggio unitario all’Europa, chiedendo nuove sanzioni Ue, annunciando ulteriori forniture di difesa aerea a Kiev e promettendo di coordinarsi con Washington per una linea più dura.

Macron non ha risparmiato attacchi personali al leader del Cremlino, definendolo un “orco” e un “predatore”, provocando la dura replica russa che ha parlato di “insulti volgari contro la Russia e il suo popolo”. Il presidente francese ha rilanciato:

“Quando diciamo che c’è un orco alle porte dell’Europa, descriviamo ciò che georgiani, ucraini e molte altre nazioni sentono: un uomo che ha scelto l’imperialismo revisionista”.

Merz ha sottolineato che Putin “non desidera incontrare Zelensky, pone precondizioni inaccettabili” e ha avvertito:

“Non facciamoci illusioni, questa guerra potrebbe durare ancora mesi”.

Il cancelliere ha inoltre auspicato che gli Stati Uniti estendano i dazi punitivi anche ai Paesi che continuano ad acquistare gas e petrolio russi.

Washington tra missili e diplomazia

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno approvato la vendita a Kiev di 3.350 missili terra-aria a lungo raggio (gittata 240-400 km) e relativo equipaggiamento per un valore complessivo di 825 milioni di dollari.

“Questa vendita sosterrà la capacità dell’Ucraina di difendersi dalle minacce attuali e future”, ha affermato la Defense Security Cooperation Agency.

Il pacchetto, che comprende pezzi di ricambio, supporto tecnico e addestramento, sarà finanziato grazie al contributo di alleati Nato come Danimarca, Olanda e Norvegia, oltre a fondi militari esteri statunitensi. Nonostante ciò, la Casa Bianca ha autorizzato anche la vendita alla Danimarca di sistemi di difesa aerea Patriot per 8,5 miliardi di dollari, destinati a rafforzare ulteriormente lo scudo ucraino.

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Donald Trump

Parallelamente, Trump continua a lavorare per un possibile incontro tra Putin e Zelensky.

“Il presidente e il suo team per la sicurezza nazionale sono in contatto con funzionari russi e ucraini per realizzare un vertice bilaterale”, ha spiegato un funzionario Usa.

Il Financial Times ha rivelato che Trump avrebbe persino suggerito l’impiego di forze di peacekeeping cinesi lungo una zona neutrale di 1.300 km. Ma la Casa Bianca ha smentito: “È falso, non ci sono state discussioni in merito”. Anche Pechino ha negato ogni coinvolgimento, mentre Kiev e le capitali europee hanno respinto l’ipotesi, ricordando il sostegno cinese allo sforzo bellico russo.

Zelensky ha definito “inaccettabile” l’idea, aprendo invece a un eventuale ruolo della Turchia, con il presidente Recep Tayyip Erdogan che si è detto pronto a ospitare nuovi negoziati e a contribuire alla sicurezza post-bellica.

Ucraina sotto le bombe

Sul fronte militare, la Russia ha lanciato un massiccio attacco su Dnipropetrovsk, dove il governatore Sergiy Lysak ha parlato di esplosioni in diverse aree, invitando la popolazione a mettersi al riparo. Colpita anche Zaporizhzhia, con un bilancio di almeno un morto e 16 feriti, tra cui due bambini. Le autorità locali riferiscono di case distrutte, bar e stazioni di servizio danneggiate.

Volodymyr Zelensky

Intanto, Zelensky ha respinto l’idea di una zona cuscinetto tra le forze ucraine e russe come parte di un accordo di pace.

“È una proposta che non riflette la realtà della guerra moderna. Oggi i droni e le armi pesanti colpiscono a meno di dieci chilometri: quella che chiamano zona grigia, in pratica, esiste già”, ha detto il presidente ucraino.

La linea di Kiev

Il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak, in un incontro a New York con l’inviato Usa Steve Witkoff, ha ribadito che Kiev “accoglie con favore tutte le iniziative di pace proposte dagli Stati Uniti”, ma che “ognuna di esse è stata finora bloccata dalla Russia”.

Con la guerra entrata ormai nel suo quarto anno, Kiev cerca di mantenere il sostegno degli alleati e di scaricare su Mosca ogni responsabilità per l’impasse diplomatica. Sul campo, però, la conta delle vittime continua a crescere e la prospettiva di una tregua appare ancora lontana.