Donald Trump è tornato alla cena annuale della White House Correspondents’ Association, l’appuntamento che riunisce giornalisti, politici e funzionari dell’amministrazione per celebrare la libertà di stampa e finanziare borse di studio nel settore dell’informazione.
La serata del 24 luglio era la ripetizione del gala del 25 aprile, interrotto quando un uomo armato aveva tentato di superare un punto di controllo sparando all’esterno della sala. Il nuovo appuntamento si è svolto al Waldorf Astoria di Washington, con sicurezza rafforzata, un unico ingresso e circa 700 ospiti, molti meno dei 2.600 previsti inizialmente.
🚨 LMFAO! President Trump just put on a TRUMP 2028 HAT after saying “I won 3 times, and I’m GONNA DO IT AGAIN!”
“I’m gonna do it again. SHOULD BE EASY. I am getting really good at running for president. I won 3 times. Rigged election the 2nd time.”
😂🔥🔥 pic.twitter.com/xSi6wooEKm
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) July 25, 2026
“Come ho detto tre mesi fa, lo spettacolo deve continuare”, ha esordito Trump. La presidente uscente dell’associazione, Weijia Jiang della CBS, ha risposto con lo stesso tono: “Proviamoci di nuovo. Il corpo stampa della Casa Bianca ha sempre una domanda successiva”. Poi il messaggio più serio: “Siamo tornati. Non ci faremo intimidire e non permetteremo a un atto di violenza di avere l’ultima parola”.
L’omaggio al Secret Service e il rifiuto della violenza
Trump ha dedicato una parte importante del discorso all’agente del Secret Service Victor Gonzales, ferito durante l’attacco di aprile e ritenuto decisivo nel fermare l’assalitore. Sono stati premiati anche i dipendenti del Washington Hilton che avevano aiutato gli ospiti durante l’evacuazione.
“Non cediamo alla violenza politica”, ha dichiarato il presidente. “Nessun folle perdente con una pistola potrà mai cambiare questo”. Ha però alternato il tributo a battute sulla paura vissuta dagli invitati e sui giubbotti antiproiettile indossati per il nuovo appuntamento.
La stampa: elogi, accuse e vecchi bersagli
Il rapporto con i media è rimasto il filo conduttore della serata. Trump ha sostenuto di credere nella libertà di stampa e ha rivendicato di avere garantito ai giornalisti un livello di accesso alla presidenza senza precedenti. Nello stesso tempo ha rilanciato le accuse contro i “media delle fake news” e contro un’informazione che considera ostile e politicamente schierata.
“Questo è probabilmente il più grande raduno di persone affette dalla sindrome da delirio anti-Trump mai messo insieme”, ha detto alla platea. “Alcuni di voi sono fortunati che la cena precedente sia stata interrotta, perché avevo intenzione di prendervi di mira”.
Gli attacchi personali hanno coinvolto i giornalisti Don Lemon, Lawrence O’Donnell, Kaitlan Collins e Josh Dawsey. Trump ha criticato anche i premi assegnati durante la serata a cronisti autori di inchieste sulla sua amministrazione, domandando con una smorfia:
“Ho voce in capitolo su questi riconoscimenti?”.
La tensione è stata accentuata dal fatto che tra i premiati figurava Tyler Pager del New York Times, uno dei reporter precedentemente raggiunti da un mandato del dipartimento di Giustizia per il lavoro sull’aereo ricevuto in dono dal Qatar. Le citazioni erano state ritirate soltanto il giorno precedente.
Gli attacchi a politici, conduttori e celebrità
Il presidente ha trasformato progressivamente il discorso in una sequenza simile a quelle dei suoi comizi. Tra i bersagli politici sono comparsi Adam Schiff, Chris Christie, Gavin Newsom, Alexandria Ocasio-Cortez, Ilhan Omar e il leader democratico al Senato Chuck Schumer.
Nel mondo dello spettacolo ha colpito Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon, Stephen Colbert, Bruce Springsteen, Jane Fonda e Rosie O’Donnell. Ha scherzato anche sul segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., richiamando le sue note vicende con animali trovati morti e fingendo che fosse stato lui a procurare la carne servita durante la cena.

La battuta su Schumer e l’annuncio su Netanyahu
Parlando di politica mediorientale, Trump ha annunciato che il premier israeliano Benjamin Netanyahu sarà a Washington la prossima settimana e lo incontrerà martedì.
L’annuncio è arrivato durante una battuta rivolta a Schumer, ebreo e tra i principali critici democratici della guerra.
“Gli manderò domani un bellissimo abito palestinese, così potrà salutare Bibi Netanyahu quando arriverà”, ha detto Trump. Poi ha aggiunto: “È diventato palestinese”, sostenendo ironicamente che la sharia fosse diventata la sua “nuova fondazione”. Organizzazioni ebraiche e musulmane avevano già criticato l’uso del termine “palestinese” come insulto politico.
Netanyahu arriverà lunedì e parteciperà anche ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham. L’incontro con Trump avverrà mentre la guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran raggiunge il quinto mese.
Iran, sicurezza e criminalità a Washington
Trump ha richiamato più volte i risultati della sua amministrazione, soffermandosi sulla guerra contro l’Iran e sostenendo che la strategia americana stia producendo risultati positivi. Non ha però presentato nuovi dettagli operativi o diplomatici durante il gala.
Ha parlato anche della criminalità a Washington, rivendicando le misure adottate dalla sua amministrazione per rafforzare sicurezza e ordine pubblico. I passaggi hanno segnato il progressivo abbandono del tono leggero della cena e il ritorno ai temi abituali dei suoi comizi.
“Trump 2028” e la provocazione
Il momento più politico è arrivato con le battute sulla permanenza alla Casa Bianca oltre il limite costituzionale dei due mandati.
“Proprio come la mia presidenza, la seconda volta è sempre meglio. E la terza sarà ancora migliore“, ha detto Trump, precisando subito: “Sto solo scherzando”. Il Ventiduesimo emendamento impedisce però a un presidente di essere eletto più di due volte.
Nel finale ha indossato un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028” e ha annunciato scherzosamente la propria intenzione di candidarsi per un “quarto mandato”, definendola uno scoop.