L'annuncio

Trump: “Non c’è più niente da colpire, la guerra finirà presto”

Il presidente degli Stati Uniti sostiene che l’operazione militare ha già raggiunto gran parte degli obiettivi. Ma funzionari Usa e israeliani preparano almeno altre due settimane di attacchi

Trump: “Non c’è più niente da colpire, la guerra finirà presto”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sostiene che la guerra contro l’Iran potrebbe concludersi presto perché “non c’è praticamente più nulla da bombardare”.

In un’intervista al sito americano Axios, il capo della Casa Bianca ha affermato che l’operazione militare avrebbe già raggiunto gran parte dei suoi obiettivi.

“È rimasta qualche piccola cosa qua e là… Quando deciderò che deve finire, finirà”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che le operazioni militari sono “in anticipo rispetto al programma” rispetto ai piani iniziali che ipotizzavano circa sei settimane di conflitto.

Secondo il presidente statunitense, gli attacchi hanno causato più danni di quanto pensassimo possibile.

Gli Stati Uniti: colpita la capacità militare dell’Iran

Secondo i vertici militari statunitensi, gli attacchi avrebbero già ridotto significativamente la capacità dell’Iran di colpire obiettivi nella regione.

L’ammiraglio Brad Cooper ha spiegato che le operazioni militari puntano in particolare a limitare la capacità di Teheran di influenzare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio.

“Le forze statunitensi continuano a sferrare un devastante attacco al regime iraniano”, ha affermato Cooper, aggiungendo che gli attacchi con missili e droni iraniani sarebbero diminuiti drasticamente.

Gli alleati preparano nuove settimane di attacchi

Nonostante le dichiarazioni di Trump, funzionari statunitensi e israeliani citati da fonti diplomatiche affermano che le operazioni militari potrebbero proseguire ancora per almeno due settimane.

L’obiettivo resterebbe quello di neutralizzare definitivamente le capacità militari e logistiche iraniane nella regione.

Attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz

Nel frattempo la tensione resta altissima nello Stretto di Hormuz, punto strategico per il commercio mondiale di petrolio.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato un attacco contro due navi mercantili:

  • la nave liberiana Express Room, indicata come legata a interessi israeliani
  • la portarinfuse thailandese Mayuree Naree.

Secondo la ricostruzione iraniana, le imbarcazioni non avrebbero rispettato gli avvertimenti delle forze navali iraniane.

L’agenzia marittima britannica UK Maritime Trade Operations ha riferito che almeno tre navi sarebbero state colpite nelle acque vicino allo stretto.

La Marina thailandese ha confermato l’attacco alla Mayuree Naree, spiegando che 20 membri dell’equipaggio sono stati salvati dalla Marina dell’Oman, mentre tre risultano dispersi.

L’Iran minaccia il blocco del petrolio

Le autorità militari iraniane hanno inoltre lanciato un duro avvertimento a Stati Uniti e Israele.

Secondo il quartier generale militare di Teheran, qualsiasi nave collegata a Stati Uniti o Israele potrebbe diventare un obiettivo militare nello Stretto di Hormuz.

Il portavoce militare Ebrahim Zolfaqari ha avvertito che la crisi potrebbe avere conseguenze anche sui mercati energetici globali.

“Preparatevi a vedere il petrolio a 200 dollari al barile“, ha dichiarato, sostenendo che la sicurezza energetica mondiale dipende dalla stabilità della regione.