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Trump: “Munizioni? Ne abbiamo, ma Biden ha dato tutto al Circo Barnum dell’Ucraina”

Zelensky sostiene l'attacco all'Iran ma teme di ricevere meno munizioni per la guerra con la Russia

Trump: “Munizioni? Ne abbiamo, ma Biden ha dato tutto al Circo Barnum dell’Ucraina”

L’apertura del fronte militare americano contro l’Iran rischia di avere ripercussioni dirette anche sulla guerra in Ucraina. Dopo aver inizialmente sostenuto l’attacco statunitense contro obiettivi militari iraniani, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ora si dice “preoccupato” per le possibili conseguenze sulle forniture di sistemi di difesa a Kiev.

In un’intervista al Corriere della Sera, Zelensky avverte: gli Stati Uniti e i loro alleati potrebbero aver bisogno degli stessi missili e sistemi anti-aerei finora destinati all’Ucraina.

Zelensky: “Giusto colpire l’Iran, ma rischiamo carenze di missili”

“Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione”, afferma il presidente ucraino, sottolineando il ruolo di Teheran nel fornire armi alla Russia, in particolare droni e missili.

Secondo Zelensky, l’indebolimento dell’apparato militare iraniano potrebbe ridurre il flusso di armamenti verso Mosca. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia:

“Potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili e armi per la difesa dei nostri cieli. Gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per difendersi, per esempio dei missili anti-Patriot”.

Zelensky: "Spero che a Davos ci sia la firma sulle garanzie di sicurezza Usa"
Volodymyr Zelensky

Kiev utilizza anche il programma PURL per acquistare armi statunitensi con fondi europei, ma se Washington decidesse di trattenere le scorte per il Medio Oriente, la capacità difensiva ucraina potrebbe risentirne.

Zelensky auspica che la crisi iraniana resti “un’operazione limitata” e non si trasformi in una guerra lunga e sanguinosa:

“Noi sappiamo bene sulla nostra pelle quanto possa esserlo”.

L’attacco di Trump: “Date armi a Zelensky senza rimpiazzarle”

Sul fronte politico americano, il presidente Donald Trump è tornato ad attaccare il suo predecessore Joe Biden per aver fornito a Kiev “armi di massimo livello” senza ricostituire adeguatamente le scorte statunitensi.

In un post su Truth Social, Trump ha paragonato Zelensky a “P.T. Barnum” (e non è la prima volta che lo fa) celebre impresario circense, accusando l’amministrazione Biden di aver speso “centinaia di miliardi di dollari” in aiuti militari all’Ucraina senza rimpiazzare gli armamenti più avanzati.

Il post di Trump

Il presidente americano ha però sostenuto che gli Stati Uniti dispongono di una quantità “praticamente illimitata” di munizioni di livello medio e medio-alto, sufficienti – a suo dire – per combattere “una guerra per sempre e vincerla”. Ha invece espresso insoddisfazione per le scorte di armi di “massimo livello”.

Le sue parole alimentano i timori di Kiev su una possibile revisione delle priorità militari americane.

Chi era P.T. Barnum e perché si dice “circo Barnum”

P. T. Barnum (Phineas Taylor Barnum) è stato un impresario e politico statunitense dell’Ottocento, fondatore del celebre Barnum & Bailey Circus, poi diventato “The Greatest Show on Earth”. Barnum divenne famoso per spettacoli sensazionalistici, attrazioni esotiche e strategie pubblicitarie aggressive, spesso al limite dell’esagerazione.

Da qui nasce l’espressione “circo Barnum”, utilizzata in senso figurato per indicare una situazione caotica, spettacolarizzata o percepita come eccessiva e propagandistica. Paragonare qualcuno a Barnum significa accusarlo di trasformare una questione seria in uno show mediatico o di saper attirare fondi e attenzioni con grande abilità comunicativa.

Phineas Taylor Barnum

Nel caso di Trump, il riferimento è volto a dipingere Zelensky come un abile “imprenditore dello spettacolo” capace di ottenere enormi risorse finanziarie dagli Stati Uniti.

JD Vance: “Nessuna guerra infinita come Iraq o Afghanistan”

Il vicepresidente JD Vance, intervenendo a Fox News, ha assicurato che l’operazione contro l’Iran non si trasformerà in un conflitto prolungato come in Afghanistan o in Iraq.

Secondo Vance, la differenza rispetto al passato è la chiarezza dell’obiettivo: impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare e bloccare in modo permanente ogni tentativo di ricostruire la capacità atomica.

“Non c’è modo che Donald Trump permetta a questo Paese di entrare in un conflitto pluriennale senza una fine chiara in vista e senza un obiettivo definito”, ha dichiarato.

Trattative con Mosca e nodo Donbass

Intanto resta in stallo il negoziato con la Russia. Zelensky ha confermato la possibilità di un vertice trilaterale con gli Stati Uniti nei prossimi giorni.

Sul nodo territoriale, il presidente ucraino è netto:

“Non lascerò mai il Donbass e i 200mila ucraini che lo abitano”.

Secondo Kiev, un ritiro dalle roccaforti orientali aprirebbe ai russi la strada verso il centro del Paese.

Equilibri globali in bilico

L’intreccio tra guerra in Ucraina e conflitto Usa-Iran ridisegna gli equilibri strategici globali. Se Washington dovesse concentrare risorse militari sul Medio Oriente, Kiev potrebbe trovarsi con minori forniture di sistemi di difesa avanzati.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se gli Stati Uniti riusciranno a sostenere contemporaneamente due fronti ad alta intensità o se l’apertura della crisi iraniana finirà per cambiare, ancora una volta, le priorità della politica estera americana.