C’è la firma, vergata nella splendida cornice di Versailles. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato – nelle scorse ore – un’intesa preliminare con l’Iran, sancendo la fine delle ostilità tra i due Paesi e aprendo una fase negoziale su nucleare, sanzioni e sicurezza regionale. La ratifica formale è attesa in Svizzera domani, 19 giugno 2026.
Just prior to this evenings dinner at Versailles in France, hosted by President @EmmanuelMacron—President @realDonaldTrump signed the Iran Memorandum of Understanding, once Secretary Rubio received it…
“A pretty key moment in history we are sharing together…” @SecRubio pic.twitter.com/sLYi6G9TM3
— Dan Scavino (@Scavino47) June 17, 2026
Il video pubblicato su X da Dan Scavino, assistente del presidente, mostra la firma del repubblicano a tavola. Seduto tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premiere dame Brigitte Macron, il numero 1 della Casa Bianca sigla il documento.
“E’ una cosa storica. Bravo”, dice Macron, aggiungendo “Good gob, great job”, “Ottimo lavoro”, prima dell’applauso finale.
L’accordo si inserisce in una dinamica diplomatica complessa che ha coinvolto più capitali e diversi livelli di mediazione. Gli Stati Uniti hanno inviato una foto dell’accordo firmato da Donald Trump agli iraniani.
La cornice francese
Prima dello spostamento verso la Svizzera, una parte del processo diplomatico si sarebbe sviluppata in una cornice francese, dove il tycoon si trova per prendere parte al G7, con contatti e incontri preparatori legati a un più ampio tentativo europeo di stabilizzare il dossier iraniano. Non si tratta del luogo della firma finale, ma di un passaggio politico e negoziale in cui si è consolidata la struttura dell’intesa.
La Francia e altri partner europei hanno agito come osservatori e facilitatori indiretti, contribuendo a creare lo spazio politico necessario per il successivo intervento dei mediatori principali.
La firma di Trump
Trump ha confermato pubblicamente la sottoscrizione del documento, che viene descritto dalle agenzie internazionali come un memorandum of understanding e non ancora come un trattato di pace definitivo. In una dichiarazione riportata dalla stampa ha affermato:
“L’accordo con l’Iran è stato firmato, si apre una fase nuova nei rapporti globali e nell’equilibrio energetico internazionale”.
Il documento avvia un periodo di circa 60 giorni di negoziati tecnici, durante il quale verranno definiti i dettagli operativi su nucleare, sanzioni e sicurezza marittima.
Il ruolo del Pakistan e la scelta della Svizzera
Il Pakistan ha avuto un ruolo centrale nella costruzione dell’accordo, agendo come canale di comunicazione tra Washington e Teheran in una fase in cui il dialogo diretto era impossibile. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha definito l’intesa come il risultato di un lavoro di mediazione che ha portato alla cessazione delle ostilità.
Islamabad non si è limitata a facilitare i contatti, ma ha anche contribuito a strutturare il percorso che ha poi portato alla scelta della Svizzera come sede della firma ufficiale. La firma ufficiale è attesa tra Ginevra e il Bürgenstock, luoghi spesso utilizzati per negoziati internazionali di alto livello. Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell’accordo.
La versione di Teheran
Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Teheran ha condotto i negoziati diplomatici con gli Stati Uniti “da una posizione di forza”. Lo riporta al-Jazeera citando un’intervista all’emittente iraniana Press TV in cui Ghalibaf, che è anche presidente del Parlamento, ha dichiarato che la “vittoria sul campo di battaglia” dell’Iran ha fatto da sfondo ai colloqui.
“La differenza tra i negoziati attuali e quelli precedenti è che oggi questa vittoria sul campo di battaglia, riconosciuta sia dai nemici che dagli amici, funge da base per le trattative”, ha affermato Ghalibaf.
L’agenzia di stampa statale iraniana Irna ha pubblicato alcune foto del presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Le foto mostrano Pezeshkian con in mano un documento scritto in farsi, con in calce quelle che sembrano essere le firme sue e di Trump.

I contenuti principali dell’intesa
L’accordo prevede la cessazione immediata delle operazioni militari tra Stati Uniti e Iran, comprese le attività indirette nei diversi scenari regionali. Un punto centrale riguarda anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per il traffico energetico globale.

Sul piano economico, è previsto un graduale alleggerimento delle sanzioni statunitensi, subordinato al rispetto degli impegni da parte iraniana. Parallelamente, il dossier nucleare viene rimesso sotto supervisione rafforzata dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, con un sistema di monitoraggio più stringente sull’arricchimento dell’uranio.
Reazioni internazionali e incertezze politiche
Le reazioni sono state rapide e divergenti. Alcuni governi hanno accolto positivamente la riduzione della tensione, mentre negli Stati Uniti restano forti perplessità politiche sulla portata delle concessioni a Teheran.
Diversi analisti citati dal Financial Times sottolineano che il punto critico non è la firma in sé, ma la capacità delle parti di rispettare gli impegni nella fase di attuazione, soprattutto sul fronte nucleare e delle sanzioni.