Nella serata di giovedì 24 settembre 2026 si è svolta la visita del Presidente della Cina Xi Jinping alla Casa Bianca di Washington. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto il leader cinese con una cerimonia solenne fatta di tappeto rosso, militari in uniforme e sorvolo di B-2 e F-22 Raptor, oltre che alla successiva cena di Stato con alcuni dei principali protagonisti della tecnologia e di Wall Street (immagine da profili social Casa Bianca).
E’ così che Trump e Xi hanno sottolineato il rapporto personale costruito negli anni e la necessità di mantenere aperto il dialogo. Una cordialità mostrata pubblicamente, che però cela dietro alcune divergenze profonde su commercio, tecnologia, Taiwan e Iran.
Ma il vertice ha prodotto un risultato concreto sul fronte economico: la tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina è stata prorogata di due mesi, fino al 10 gennaio 2027.
Il vertice alla Casa Bianca
Trump e la first lady Melania hanno accolto Xi e la moglie Peng Liyuan alla Casa Bianca con una cerimonia di benvenuto caratterizzata da grande solennità. Dopo l’arrivo del presidente cinese, i due leader hanno pronunciato i rispettivi discorsi nel Grand Foyer e si sono quindi riuniti per i colloqui bilaterali.
President Donald J. Trump and the First Lady Greet President Xi and Madame Peng for a State Dinner. pic.twitter.com/I0AGChHx4c
— The White House (@WhiteHouse) September 24, 2026
Trump ha definito importanti i progressi compiuti nel rapporto con Xi e ha indicato sicurezza nazionale e tecnologia tra i temi centrali del confronto. Il presidente cinese ha invece insistito sulla necessità di evitare lo scontro tra le due principali potenze economiche e militari mondiali.
“Dobbiamo coesistere”
Xi ha sostenuto che Stati Uniti e Cina debbano “coesistere e cooperare”, mettendo in guardia dalla cosiddetta “trappola di Tucidide”, il concetto secondo cui il confronto tra una potenza emergente e una dominante può sfociare in un conflitto.
“Le due parti possono continuare il dialogo sull’intelligenza artificiale, scambiarsi opinioni sui rischi e sui benefici e collaborare per prevenirne l’uso improprio”.
Il presidente cinese ha inoltre sottolineato che lo sviluppo dell’IA deve rimanere “sotto il controllo umano” e orientato al beneficio della società. Washington e Pechino stanno infatti conducendo una competizione sempre più serrata sul fronte delle tecnologie avanzate.
La tregua sui dazi
Il principale risultato concreto del vertice riguarda il commercio.
La tregua tariffaria tra Stati Uniti e Cina, che sarebbe dovuta scadere il 10 novembre, è stata prorogata fino al 10 gennaio 2027.
L’estensione non rappresenta però un accordo definitivo. Serve soprattutto a concedere altro tempo ai negoziatori per affrontare le questioni ancora aperte, tra cui i dazi, gli acquisti cinesi di prodotti americani, le terre rare e le restrizioni tecnologiche.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che Pechino sta rispettando l’impegno relativo all’acquisto di 25 milioni di tonnellate di soia statunitense, mentre risulta ancora indietro rispetto ad altri impegni agricoli per circa 17 miliardi di dollari.
Il nodo dell’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali terreni di competizione tra Washington e Pechino. Trump ha insistito sulla necessità di discutere di tecnologia e “superintelligenza“, mentre Xi ha posto l’accento sulla sicurezza e sul controllo umano.
I due Paesi cercano quindi un punto di equilibrio tra cooperazione e competizione. Secondo quanto emerso dal vertice, il dialogo sull’IA dovrebbe proseguire anche attraverso meccanismi dedicati alla gestione dei rischi e alla prevenzione di incidenti.
Taiwan resta la linea rossa
La questione più delicata rimane Taiwan. Secondo quanto riferito dall’agenzia cinese Xinhua, Xi ha chiesto a Trump che gli Stati Uniti mantengano una posizione di opposizione all’indipendenza dell’isola e gestiscano la questione “con prudenza”.
Pechino considera Taiwan parte del proprio territorio e lega la questione della riunificazione alla propria sovranità e integrità territoriale. Trump e Xi, tuttavia, non hanno risposto pubblicamente alle domande dei giornalisti sull’eventuale discussione del tema durante il colloquio a porte chiuse.
Il dossier resta quindi uno dei principali punti di frizione nella relazione bilaterale, anche alla luce delle questioni militari e delle forniture di armamenti americani a Taiwan.
Alla competizione economica e tecnologica si aggiunge quella strategica. Il rafforzamento militare cinese nell’Indo-Pacifico continua a essere osservato con attenzione dagli Stati Uniti e dai loro alleati regionali.
Il dossier Iran
Un’altra questione delicata è rappresentata dalla guerra in Iran. Trump punta alla fine del conflitto, mentre Pechino mantiene rapporti economici con Teheran.
Xi ha indicato la necessità di tornare ai termini del memorandum di giugno e riprendere il percorso negoziale. La posizione cinese si inserisce nel più ampio tentativo di mantenere aperti i canali diplomatici mentre Washington cerca di esercitare pressioni sul governo iraniano.
Una cena tra tecnologia e finanza
La giornata si è conclusa con la cena di Stato organizzata alla Casa Bianca da Trump e Melania per Xi e Peng Liyuan.
Alla serata hanno partecipato esponenti di primo piano del mondo della tecnologia e della finanza americana, in un contesto pensato per sottolineare anche la dimensione economica del rapporto tra i due Paesi: Elon Musk (Space X), Tim Cook (Apple), Jensen Huang (Nvidia), Jeff Bezos (Amazon), Michael Dell (Dell), Sundar Pichai (Google), Jane Fraser (Citigroup), Mark Zuckerberg (Meta), David Solomon (Goldman Sachs), Stephen Schwarzman (Blackstone), Jamie Dimon (JpMorgan), Cristiano Amon (Qualcomm), Albert Bourla (Pfizer), Larry Fink (Blackrock), David Ellison (Paramount Skydance) e Lisa Su (AMD).