Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato oggi, 23 marzo 2026, che Washington avrebbe raggiunto un accordo con l’Iran su 15 punti, tra cui il rifiuto da parte della Repubblica islamica di sviluppare armi nucleari. Secondo Trump, le discussioni potrebbero portare a un’intesa in cinque giorni o meno, aprendo la strada a un possibile riavvio del traffico nello Stretto di Hormuz e a un cessate il fuoco più ampio in una seconda fase.

Tuttavia, Teheran smentisce qualsiasi negoziato diretto con gli Stati Uniti e definisce le dichiarazioni di Trump come una strategia per ridurre la pressione sui mercati energetici e guadagnare tempo per le proprie mosse militari.
Minacce e tensioni militari
Il Consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di minare l’intero Golfo Persico in caso di attacchi alle coste o alle isole iraniane, spiegando che tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione marittime verrebbero bloccate con mine navali. La dichiarazione precisa che l’area potrebbe diventare simile allo Stretto di Hormuz, con gravi conseguenze sul traffico energetico globale.
Nel frattempo, la situazione sul campo resta critica: un attacco aereo statunitense ha colpito abitazioni a Khorramabad, causando almeno sei morti e 43 feriti. Questa mattina si sono registrati nuovi raid incrociati tra Israele e Iran, con due missili intercettati anche dall’Arabia Saudita.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato di aver lanciato nuovi attacchi su Teheran, mirati a siti infrastrutturali del regime iraniano, poco dopo l’annuncio di Trump della tregua temporanea.
Trump: “Colloqui produttivi e cambio di regime in Iran”
Trump (nonostante la smentita di Teheran) ha dichiarato che i colloqui si sono svolti negli ultimi due giorni tra rappresentanti statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e controparti iraniane, parlando con i media prima di partire per Memphis. Pur affermando che l’Iran ha accettato di non possedere armi nucleari, il presidente ha precisato che non sa a cosa si riferiscano i media iraniani che negano i colloqui.
Secondo il tycoon, la persona più importante in Iran con cui si dialoga non è la Guida Suprema, ma i contatti mirano a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente ha anche annunciato che negli ultimi giorni è in corso un cambio di regime a Teheran e che Stati Uniti e Israele hanno eliminato la leadership della Repubblica islamica, riferendosi all’omicidio dell’ayatollah Ali Khamenei.

Fonti americane e israeliane riportano che il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, risulta ferito, isolato e non risponde ai messaggi ufficiali. La CIA e il Mossad dispongono di informazioni sulla sua posizione, ma non confermano che stia impartendo ordini. Da quando è stato proclamato nuovo leader supremo, non si è mai mostrato pubblicamente, alimentando dubbi sul reale controllo del Paese.
Allerta per cittadini statunitensi e mercati
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha emesso un avviso globale, invitando i cittadini americani all’estero, soprattutto in Medio Oriente, a prendere precauzioni: gruppi legati all’Iran potrebbero colpire interessi statunitensi o persone associate agli USA. Le chiusure temporanee dello spazio aereo e possibili attacchi contro sedi diplomatiche rappresentano ulteriori rischi.
I mercati finanziari hanno reagito: Wall Street accelera, con il Dow Jones in crescita dell’1,94%, il Nasdaq +2,02% e l’S&P 500 +1,77%, segnalando un immediato impatto della percezione di possibili negoziati e tregue temporanee sulla fiducia degli investitori.
Nonostante l’annuncio di Trump, la situazione rimane estremamente volatile. Le prossime ore saranno decisive per capire se la tregua annunciata e i colloqui potranno tradursi in una de-escalation concreta o se la tensione continuerà a salire.